WEEK END IN VAL D’ORCIA, LA GRANDE BELLEZZA

WEEK END IN VAL D’ORCIA, LA GRANDE BELLEZZA


Grazie ai suoi splendidi paesaggi, la Val d’Orcia è sicuramente una delle zone più fotografate della Toscana ed è conosciuta in tutto il mondo. Una vera e propria tavolozza di colori.

A livello geografico la Val d’Orcia si trova a sud est di Siena, è attraversata dal fiume Orcia che le dà il nome ed a grandi linee è racchiusa tra le località di Montalcino e Montepulciano, fino quasi al confine con l’Umbria.

 

Val d'Orcia mappa

La mappa della Val d’Orcia (Siena, Toscana)

 

La valle è un connubio di arte, storia, natura ed enogastronomia e offre moltissime bellezze da visitare. Una vacanza che si adatta particolarmente agli amanti del turismo slow, food e outdoor, con un’ampia varietà di attività all’aria aperta da svolgere come le passeggiate, il trekking e le corse in bici, sia da corsa sia mountain bike. La Val d’Orcia inoltre è indicata per le cure termali.

Erano trascorsi molti anni dall’ultima volta che eravamo stati in Toscana, Riccardo non era ancora nato, ma il nostro girovagare ci aveva portati in luoghi lontani dalla nostra penisola. Succede spesso a chi viaggia, si visitano paesi e luoghi agli antipodi e si tralasciano le bellezze che si trovano sull’uscio di casa.

 

Val d'Orcia Cappella Madonna Vitaleta

Val d’Orcia, paesaggio dalla Cappella della Madonna di Vitaleta (Toscana)

 

Ammirando su Facebook le splendide foto pubblicate dalla nostra amica Paola Rubegni da Montepulciano però, la Toscana ed in particolare la provincia di Siena erano tornate prepotentemente alla ribalta nella lista dei nostri desideri.

Il nostro viaggio si è svolto nel mese di giugno del 2016 e qui di seguito vi presentiamo un itinerario di massima di due giorni, oltre ad alcuni consigli pratici ed informazioni utili per organizzare al meglio la visita.

Nel caso aveste a disposizione qualche giorno in più vi consigliamo di visitare anche le località di San Quirico d’Orcia, Bagno Vignoni, la Fortezza di Radicofani e la Rocca a Tentennano da noi purtroppo tralasciate per questioni di tempo.

 

Toscana Val d'Orcia

Riccardo on the road nella splendida Val d’Orcia (Toscana)

 

ITINERARIO IN VAL D’ORCIA

GIORNO 1 

Dopo aver consumato la prima colazione all’aperto sul terrazzo della sala ristorante del nostro residence di Roselle (piccola frazione di Grosseto), mettiamo in moto la macchina e ci avviamo in direzione nord est. Superato il paese di Paganico la strada inizia lentamente a salire tra coltivazioni di ulivi, filari di viti e cespugli di ginestre. Una dietro l’altra una lunga sequenza di aziende agricole specializzate nella produzione di vino, segno inequivocabile che da queste parti l’industria vitivinicola è fiorente.

Il passo del Lume Spento (altitudine di 621 metri) ci catapulta dapprima a Montalcino, che oggi solo sfioriamo, e successivamente tramite una strada tortuosa nella Val d’Orcia. Inserita dall’UNESCO tra i siti patrimonio dell’Umanità, la valle si estende fino alle prime propaggini del monte Amiata ed è una miscellanea di campi di frumento ancora da mietere, coltivazioni di fieno prossime alla tosa, arbusti, cespugli fioriti di sulle rosse e stradine bordate di cipressi che si abbarbicano verso fattorie e piccoli villaggi situati sulle creste delle colline.

 

Val d'Orcia Cappella Madonna di Vitaleta Toscana

Cappella della Madonna di Vitaleta (Val d’Orcia, Toscana)

 

Dalla direttrice che da San Quirico d’Orcia conduce verso Pienza facciamo una piccola deviazione e grazie ad una strada vicinale sterrata raggiungiamo uno dei luoghi più fotografati dell’intera valle, la cappella della Madonna di Vitaleta. La chiesetta risalente probabilmente al 1500 fu riprogettata tre secoli dopo dall’architetto Giuseppe Partini, il quale si ispirò comunque ai modelli cinquecenteschi. Ci ritroviamo soli in un contesto ovattato, nei paraggi non c’è traccia di anima viva, perlustriamo il podere ognuno assorto nei propri pensieri avendo quasi il timore di disturbarci a vicenda e rompere l’incantesimo.

 

Val d'Orcia paesaggio

Paesaggio in Val d’Orcia (Toscana)

 

Riprendiamo il nostro cammino e ci dirigiamo a Montepulciano. Parcheggiata l’auto fuori le mura ci addentriamo nel borgo tramite la Porta al Prato. Percorriamo a piedi il Corso, una via tortuosa in pendenza di circa un chilometro e mezzo che seziona in due l’abitato. Procediamo tra alti palazzi storici, botteghe di artigiani ed attività commerciali.

Di fronte alla chiesa di Sant’Agostino svetta la Torre dell’Orologio di Pulcinella, una torre medioevale sormontata dalla sagoma della famosa maschera napoletana che scandisce le ore. Dopo aver visitato i freschi locali della cantina Contucci, l’approdo naturale della nostra passeggiata è Piazza Grande su cui si affacciano il palazzo Comunale, il Duomo ed il pozzo dei Grifi e dei Leoni. Lo slargo è elegante e raffinato, seduti sulla scalinata adiacente la basilica due ragazzi americani allietano i passanti con flauto e chitarra. L’acustica è perfetta, ci sediamo su una panca in pietra al riparo dal sole e ci facciamo coinvolgere dalle loro arie musicali.

 

 piazza Grande Montepulciano

Piazza Grande a Montepulciano (Toscana)

 

Prima di lasciare definitivamente la cittadina ci intrufoliamo in una osteria per onorarla con un bicchiere di Vino Nobile. Si tratta di uno dei vini più antichi d’Italia, dal color rubino ed è ricavato da una selezione del vitigno Sangiovese detto prugnolo gentile. Viene sottoposto ad un periodo di maturazione di almeno due anni a partire dal primo gennaio successivo alla vendemmia. Assaporiamo con calma un calice di 2012, annata a cinque stelle e definita eccellente dai sommelier. L’accompagniamo con un assaggio di formaggi ed insaccati (salame di cinghiale e finocchiona) che ci viene gentilmente offerto dalla casa.

Sulla via del ritorno verso Pienza sostiamo in una fattoria che produce formaggi tipici della zona. Dal gregge di pecore che pascola sul dorsale della collina adiacente il casolare, intuiamo immediatamente da dove proviene il latte necessario alla produzione. Sulle scaffalature dello spaccio sono accatastate forme di pecorino e marzolino nelle loro diverse specialità: fresco, al pomodoro, riserva, al peperoncino, al tartufo e perfino al mosto. Il marzolino è chiamato così perché viene prodotto con latte munto all’inizio della primavera, quando i pascoli ricchi di timo, santoregge e artemisie offrono l’erba più tenera e profumata.

 

Val d'Orcia Pienza

A passeggio per i vicoli di Pienza, Val d’Orcia (Toscana, Italia)

 

Nel primo pomeriggio visitiamo Pienza, conosciuta anche come città ideale del Rinascimento grazie al progetto urbanistico curato da Bernardo Rossellino. Il borgo è posto in cima ad una collina e dal 1996 è patrimonio dell’UNESCO. La storia dell’antica Corsignano ebbe una svolta nel 1459 quando Enea Silvio Piccolomini salì al soglio pontificio con il nome di Pio II e decise di insediarsi nel suo paese natio. Per alcuni anni Pienza, così chiamata in suo onore, divenne un fiorente laboratorio artistico, architettonico e culturale. Accediamo al paese tramite Porta al Murello, nei pressi della quale sorge anche il piccolo ma efficiente Ufficio Turistico.

Il villaggio è semideserto, molte persone infatti stanno guardando alla televisione la partita di calcio che la nazionale italiana sta disputando contro la Svezia a Tolosa, valida per i Campionati Europei che si stanno svolgendo in Francia. Questo ci permette di visitarlo con grande tranquillità. Passeggiamo per le strette viuzze su cui si affacciano numerosi negozi.

Di fianco alle porte d’ingresso è stato appeso al muro un cesto in vimini contenente bellissime surfinie. L’epicentro dell’abitato è sicuramente Piazza Pio II su cui si affacciano il Duomo e Palazzo Piccolomini. Quest’ultimo è stato edificato in pietra viva lavorata in bugnato ed esprime la sua eleganza già dal cortile d’ingresso. Messe in funzione le audioguide a disposizione dei visitatori iniziamo il tour che dura all’incirca quarantacinque minuti e che ci condurrà in sale riccamente e finemente arredate. Il percorso termina sul retro dell’edificio con la visita al giardino pensile dal quale si possono ammirare meravigliosi scorci sulla vallata retrostante.

 

Val d'Orcia Piazza Pio II Pienza

Piazza Pio II a Pienza, Val d’Orcia (Toscana)

 

Il sole basso sta ormai lambendo da tre quarti il paesaggio che ci circonda e di riflesso i colori più caldi iniziano a dare il meglio di sé. Riprendiamo la macchina e partiamo per un tour fotografico. In realtà si tratta di un loop nei dintorni di Pienza che ci condurrà attraverso strade asfaltate e sterrate dapprima nel villaggio di Monticchiello (famoso per il Teatro Povero), poi sul sentiero ondulato e bordato di cipressi che collega la Pieve di Corsignano all’agriturismo di Terrapille ed infine poche centinaia di metri fuori Pienza in uno dei luoghi maggiormente illustrati su poster e cartoline, Il Cipressino.

 

Val d'Orcia paesaggio agriturismo di Terrapille

Paesaggio in Val d’Orcia, tra Pienza e l’agriturismo di Terrapille (Toscana)

La giornata sta ormai volgendo al termine e ringraziamo la Val d’Orcia per averci deliziati con le sue bellezze. Secondo noi la visita va vissuta on the road, con curiosità e spirito di libertà, seguendo il proprio istinto, fermandosi ai vari view point naturali situati lungo la strada e deviando spesso dalle arterie principali per perdersi in stradine di campagna battute solo da trattori e mezzi cingolati.

 

Val d'Orcia I Cipressini Pienza

I Cipressini di Pienza (Val d’Orcia, Toscana)

 

GIORNO 2

Da giorni i bollettini meteo prevedevano pioggia e temporali per la giornata odierna, ma almeno per le prime ore della giornata non dovrebbero esserci precipitazioni e quindi dopo un breve briefing famigliare decidiamo di completare la visita della Val d’Orcia.

A dire il vero la nostra giornata ha inizio con l’esplorazione della zona denominata Crete Senesi e con la visita all’imponente Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Parcheggiamo la macchina in uno slargo situato al termine della salita che inizia appena fuori l’abitato di Buonconvento, superiamo la foresteria dove i camerieri stanno già preparando i tavoli del ristorante e tramite una stradina lastricata immersa nel bosco raggiungiamo la struttura medioevale. Il complesso monastico fu fondato da Bernardo Tolomei all’inizio del XIV secolo ed è tuttora sede di una piccola comunità di monaci benedettini.

 

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore Toscana

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (Toscana)

 

L’abbazia custodisce sicuramente il più grande tesoro artistico di tutte le Crete, il Chiostro Grande, sulle cui pareti sono visibili dei bellissimi affreschi che illustrano alcuni momenti della vita di San Benedetto. Il rintocco della campana richiama i fedeli all’interno della piccola chiesa barocca per l’inizio della Santa Messa. I monaci, intonando canti gregoriani, procedono in processione e dopo aver percorso i lati del chiostro ed alcune stanze interne dell’edificio, sbucano nel cortile adiacente la porta d’ingresso della chiesa per poi raggiungere l’altare ed iniziare la funzione.

Arriviamo a Montalcino poco dopo mezzogiorno mentre scendono le prime gocce di pioggia. La bassa intensità del fenomeno ci invoglia a continuare la nostra camminata lungo le alte mura che circondano il borgo. Montalcino fu fondata intorno al X secolo in cima ad un colle e per la sua posizione strategica rivestì fin da subito una grande importanza militare. Arriviamo fino ai bastioni della Fortezza che domina il paese. Le mura sono mimetizzate sotto alte impalcature innalzate dall’impresa di costruzioni che sta eseguendo i lavori di manutenzione.

 

Toscana Montalcino centro storico

Per le viuzze di Montalcino (Toscana)

 

Lo spuntino di metà giornata, se così lo possiamo definire, lo consumiamo all’Osteria Enoteca Osticcio situata centro storico, avente ampie vetrate che danno sullo splendido paesaggio della valle sottostante. Un tagliere di salumi e formaggi accompagnato da un Brunello annata 2011 delle cantine Villa Le Prata e Castiglion del Bosco completano il quadro. Non serve certo che lo dica io ma il Brunello è uno dei vini più conosciuti in tutto il mondo. Ha un colore rosso rubino e l’odore richiama gli aromi del geranio, della ciliegia e delle spezie, ed è prodotto da uve di Sangiovese.

Nel 1967 è nato il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino con lo scopo di tutelare e valorizzare il prodotto in Italia e soprattutto in giro per il mondo.

 

Montalcino Toscana

Panorama sulla Val d’Orcia dall’Osteria Osticcio di Montalcino (Toscana, Italia)

 

Terminata la visita ci rituffiamo nella Val d’Orcia per completare il tour fotografico iniziato venerdì scorso. Da alcuni minuti intanto è spuntato nuovamente il sole. Qua e là nei campi verdeggianti piccole mandrie di bovini dal mantello bianco pascolano in tutta tranquillità. Scendendo da Montalcino in direzione San Quirico d’Orcia avevamo già notato l’altro giorno un pino isolato che spuntava come un fungo da un campo di grano. È la nostra preda di giornata.

 

Val d'Orcia cipresso

Paesaggio caratteristico in Val d’Orcia (Toscana)

 

Perlustriamo attentamente la zona finché dopo infruttuose ricerche non troviamo la stradina di campagna utilizzata dai contadini per avvicinarci al nostro obiettivo. Missione compiuta. Pochi chilometri più in là invece, sulla Via Cassia, sostiamo per alcuni minuti sul ciglio della strada per fotografare da vicino il Teatrino delle Volpi, un famoso gruppo di cipressi posizionati in cima ad una collina ricoperta dalle spighe appuntite del frumento ormai maturo.

 

Teatrino delle Volpi Val d'Orcia

Paesaggio in Val d’Orcia, il teatrino delle Volpi (Toscana)

 

Dal monte Amiata intanto si sta velocemente avvicinando un minaccioso temporale con nubi scure cariche d’acqua. Arriviamo all’Abbazia di Sant’Antimo, ultima meta di giornata, sotto un forte diluvio. Parcheggiamo la macchina in fondo al viale di accesso e protetti dagli ombrelli ci incamminiamo verso l’edificio tra bellissime piante di ulivi.

 

Toscana Abbazia di Sant’Antimo

Abbazia di Sant’Antimo (Toscana)

 

L’abbazia si trova ad una decina di chilometri da Montalcino e secondo la leggenda fu fondata da Carlo Magno di ritorno da Roma nel 781. La versione attuale della chiesa invece fu edificata dai monaci benedettini tra il XI ed il XII secolo ed ebbe un momento di grande prosperità per alcuni decenni, finché nel Duecento i contrasti con Siena la portarono ad una inevitabile e rapida decadenza. Entriamo in chiesa e realizziamo che siamo soli. L’interno è suddiviso in tre navate molto alte secondo il modello francese del periodo. Dopo una breve sosta raggiungiamo nuovamente la macchina ed inghiottiti dall’oscurità riprendiamo la via verso casa.

 

DOVE DORMIRE

Oltre alla visita della Val d’Orcia, la nostra vacanza in Toscana prevedeva altre tre giornate da spendere in Maremma . Per quanto riguarda la scelta dell’alloggio, in fase di progettazione avevamo vagliato due possibilità, entrambe aventi sia lati positivi che negativi. La prima opzione prevedeva l’individuazione di un unico alloggio situato in una posizione equidistante dai luoghi che via via saremmo andati a scoprire.

 

Val d'Orcia paesaggio

Paesaggio in Val d’Orcia (Toscana)

 

La seconda invece prevedeva la ricerca di due alloggi, uno da utilizzare durante la nostra permanenza in Maremma e l’altro in provincia di Siena. Se da un lato quest’ultima soluzione ci avrebbe consentito di pernottare a pochi chilometri di distanza dai luoghi da visitare e quindi di ridurre leggermente i tempi dei trasferimenti, dall’altro avrebbe determinato già in partenza che la visita a Siena e dintorni l’avremmo dovuta collocare negli ultimi tre giorni di vacanza.

 

Val d'Orcia paesaggio Pienza Monticchiello

Paesaggio in Val d’Orcia, tra Pienza e Monticchiello (Toscana)

 

Noi però preferivamo un itinerario più flessibile in quanto avevamo il desiderio di visitare l’isola del Giglio e la Val d’Orcia in giornate soleggiate. Dato che in quest’ultimo scorcio di primavera le condizioni atmosferiche erano state molto instabili e di difficile previsione, alla fine abbiamo optato per la prima soluzione e quindi abbiamo stabilito la nostra dimora in un residence situato nel paese di Roselle, piccola frazione del comune di Grosseto.

La Val d’Orcia comunque offre un’ampia gamma di strutture dove alloggiare, alcune delle quali sono dei piccoli paradisi immersi nella natura, come gli agriturismi ed i bed & breakfast a conduzione famigliare.

 

Articolo aggiornato il 16 giugno 2018.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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  • Sara de Colle

    Direi che la Val d’Orcia potrebbe proprio essere una delle mete del 2018…! 😉

    • Stefano

      Ciao Sara e Buon Anno nuovo. La Val d’Orcia offre paesaggi mozzafiato, arte, cultura ed enogastronomia eccellente. Anche noi qui nel nostro piccolo abbiamo una mini Val d’Orcia come la definisco io, i Colli Orientali del Friuli, solo che in Toscana sono riusciti a promuovere il loro territorio prima e forse meglio di noi. In qualità di ambasciatori del turismo Friuli Venezia Giulia quindi tocca a noi due (e ad altri) fare conoscere le bellezze della nostra terra in giro per il mondo.

Chi siamo

Riccardo, Elisabetta e Stefano

Riccardo, Elisabetta e Stefano

Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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