Il nostro viaggio in Montenegro ha rappresentato una parte significativa di un tour itinerante più ampio, che ha toccato anche alcune località della Dalmazia, in Croazia.

Oltre ad aver eletto Trebinje, in Bosnia Erzegovina, come sede logistica per visitare Dubrovnik in giornata e poi proseguire per Herceg Novi.

Prima di visitare il Montenegro però è necessario conoscere la sua morfologia.

Il territorio è prevalentemente montuoso, con le Alpi Dinariche che si innalzano aspre e maestose già a ridosso della costa.

Poche le zone di pianura, principalmente nella zona del Lago di Scutari e nella piana del fiume Zeta.

 

La chiesa della Natività Beata Vergine Maria a Cetinje

Natività Beata Vergine Maria (Cetinje)

 

La somma di tutto questo si traduce in strade strette e tortuose, cittadelle fortificate lungo il litorale e paesaggi in grado di emozionare.

Tralasciando l’inflazionata zona costiera, battuta da vacanzieri e grandi navi da crociera, il paese si presta perfettamente per chi ama la natura selvaggia e le esperienze autentiche.

Per esempio acquistare del formaggio da un pastore, assaporare la proverbiale ospitalità di una famiglia davanti a un bicchierino di rakija, il distillato per eccellenza dei Balcani.

Cosa trovate in questo articolo?

Una serie di spunti e idee su cosa vedere in Montenegro in pochi giorni, oltre a una ricca serie di informazioni utili e consigli pratici per organizzare il viaggio.

Il tutto in base alla nostra esperienza personale sul posto. Come sempre.

 

Indice

 

Come arrivare in Montenegro dall’Italia

Se guardate attentamente la carta geografica noterete che il Montenegro si trova più o meno alla stessa latitudine dell’Abruzzo e della penisola del Gargano, in Puglia.

 

La mappa del Montenegro

Mappa del Montenegro

 

In aereo:

Al momento della stesura di questo articolo erano attivi dei voli diretti da Milano e Roma su Podgorica, operati rispettivamente da Wizz Air e Air Montenegro.

Oltre a quello della capitale, nel paese c’è un altro scalo nella cittadina di Tivat, che serve in particolare le famose località di villeggiatura sulla costa.

Per verificare destinazioni e collegamenti con l’Italia vi consigliamo di consultare il sito web dei due scali.

Una volta giunti in Montenegro in aereo, per muovervi in tutta libertà e senza vincoli vi consigliamo di noleggiare un’auto.

Noi per questo tipo di servizio ci affidiamo sempre al portale DiscoverCars, sia quando viaggiamo in Italia sia all’estero.

Il sito web non è altro che un comparatore di offerte tra le migliori compagnie di autonoleggio operanti sul territorio.

Con l’opzione “cancellazione sicura” infine si è tutelati da eventuali inconvenienti fino a pochi giorni prima della partenza.

 

Un’altra opzione è offerta dallo scalo di Dubrovnik in Croazia.

Soprattutto in alta stagione ci sono dei voli diretti da alcune città italiane, operati prevalentemente da compagnie a basso costo, ma anche da Croatia Airlines.

Le compagnie di autonoleggio di solito applicano delle condizioni molto restrittive sul attraversamento dei confini di stato.

Pe questo motivo non sappiamo se sia possibile noleggiare un’auto in Croazia e poi andare in Montenegro.

A titolo puramente informativo vi consigliamo di contattare direttamente le compagnie stesse oppure di prendere un bus da Dubrovnik e raggiungere Herceg Novi o Kotor.

La compagnia Blue Line per esempio effettua un paio di corse giornaliere.

 

Con mezzo proprio:

Noi invece siamo arrivati in Montenegro in auto.

Superata la dogana con la Slovenia a Pesek, a nord di Trieste, abbiamo proseguito per una quarantina di chilometri sulla E61.

Percorrendo questo tratto di strada non è necessario acquistare la vignetta autostradale slovena.

Pochi chilometri dopo l’ingresso in territorio croato abbiamo preso dapprima l’autostrada A7/E61 fino a Rijeka e successivamente quella che scende lungo la costa della Dalmazia.

Abbiamo fatto ingresso in Bosnia Erzegovina dal valico di frontiera di Bijača.

Come abbiamo già accennato, Trebinje è stata la nostra base logistica per raggiungere il Montenegro. Herceg Novi infatti dista solamente una quarantina di chilometri.

 

Uno stop over di due giorni che ci ha permesso di riavvolgere il nastro al nostro precedente viaggio in Bosnia Erzegovina, oltre a partecipare inaspettatamente al motoraduno annuale organizzato dal moto club locale.

Tenete presente che sia in Croazia sia in Bosnia Erzegovina le autostrade sono a pagamento e il pedaggio si paga al casello come da noi, anche con carta di credito.

Se provenite dalla Bosnia Erzegovina ricordatevi di fare il pieno di carburante prima di arrivare in Montenegro, dove benzina e diesel costano sensibilmente di più.

 

Il lungomare di Herceg Novi

Lungomare (Herceg Novi)

 

Dove alloggiare in Montenegro

Il Montenegro ha la stessa superficie della Campania e quindi anche se organizzate un viaggio itinerante come il nostro non è necessario cambiare alloggio tutti i giorni.

In base alla nostra esperienza vi consigliamo di prendere in considerazione questa eventualità solo nel caso abbiate in programma la visita dell’entroterra, oltre che della fascia costiera.

Il nostro itinerario si è sviluppato in gran parte tra le località situate nelle Bocche di Cattaro e sul litorale adriatico, con l’unica eccezione rappresentata dall’antica capitale reale di Cetinje.

Abbiamo così fissato il nostro alloggio nel villaggio di Orahovac, situato una manciata di chilometri prima di arrivare a Kotor.

B & M Apartments è stato il nostro approdo sicuro, uno di quei posti che rimangono nel cuore.

La struttura è piccolina, a gestione famigliare, ma è dotata di tutto il necessario per trascorrere un soggiorno perfetto.

Si raggiunge grazie a una stradina in sensibile pendenza che si snoda dalla strada costiera.

Abbiamo trascorso dei bellissimi momenti nel patio esterno, sorseggiando un aperitivo al tramonto mentre sulle acque azzurre del mare calavano gli ultimi raggi del sole.

La spiaggia del villaggio infine si trova proprio dall’altra parte della strada principale e si raggiunge con una camminata di appena cinque minuti.

 

Tenete presente che in Montenegro la tassa di soggiorno generalmente non si paga in struttura, ma bisogna provvedere di persona recandosi negli apposti uffici di registrazione.

A Kotor per esempio si trova in centro, di fianco all’hotel Vardar, subito dopo l’ufficio postale.

 

Al seguente link comunque potete verificare la disponibilità e le eventuali offerte di:

 

 

Assicurazione Sanitaria in Montenegro

Chi si reca in Montenegro per un soggiorno temporaneo, deve tenere presente che non è prevista alcuna forma di protezione da parte del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

A dire il vero ci sarebbe ancora in essere una vecchia convenzione con la ex Jugoslavia che, se non abbiamo capito male, protegge i lavoratori subordinati e i loro famigliari a carico.

Prima di partire comunque vi consigliamo di fare una verifica con l’ufficio convenzioni del vostro distretto sanitario.

In caso contrario vi suggeriamo la stipula di una assicurazione sanitaria privata. Noi solitamente, per questo tipo di servizio ci affidiamo alla compagnia Heymondo.

Prenotando dal link presente in questo articolo potete beneficiare di uno sconto che solitamente è del 10%.

 

Montenegro, cosa vedere: il nostro itinerario

Il nostro soggiorno di quattro giorni è stato all’insegna del turismo lento, cercando di vivere le esperienze in base alle nostre sensazioni del momento.

Senza fretta.

Entrare in una remota pekara attratti dal profumo del pane e del burek appena sfornati, dissetarci con una bibita o una birra fresca in una konoba fronte mare.

Ammirare il tramonto infuocato da una spiaggia, respirare il profumo di antica nobiltà passeggiando per le strade di Cetinje.

 

Tramonto sulla spiaggia di Pržno in Montenegro

Tramonto a Pržno

 

Prima di partire avevamo pianificato un itinerario di massima, lasciando comunque spazio a dei cambi di programma in corso d’opera, in base anche alle condizioni atmosferiche.

Intraprendere un viaggio in Montenegro significa anche armarsi di pazienza.

Il traffico intenso e le code in prossimità delle località turistiche lungo la costa, il tempo necessario per raggiungere l’entroterra percorrendo strade di montagna.

Al momento della stesura di questo articolo c’erano dei lavori in corso sulla strada che da Kotor e Tivat porta a Budva, con rallentamenti per diversi chilometri e tratti di sterrato da superare.

In linea di massima il nostro itinerario si è sviluppato in questo modo:

 

1° giorno: Herceg Novi e Perast;

2° giorno: Kotor e Monte Lovćen;

3° giorno: Budva e Przno;

4° giorno: Cetinje.

 

Andiamo a scoprirle assieme.

 

Herceg Novi

Castelnuovo, come si dice in italiano, è la porta di ingresso per chi arriva in Montenegro dalla Croazia e dalla Bosnia Erzegovina.

Come noi.

Si trova infatti proprio al termine della strada che, tra un tornate e l’altro, scende velocemente dal valico di frontiera di Sitnica – Zupci.

Non lasciatevi ingannare dalle apparenze.

A prima vista infatti appare come la classica località turistica di mare, ma se riuscirete a ritagliarvi un paio d’ore scoprirete dei luoghi interessanti.

 

La Torre dell'Orologio a Herceg Novi

Torre dell’Orologio (Herceg Novi)

 

La Città Vecchia si trova leggermente all’interno rispetto alla strada costiera principale che si sviluppa lungo le Bocche di Cattaro.

Una buona idea è quella di lasciare l’auto nel parcheggio situato di fronte alla stazione delle corriere e poi scendere a piedi.

Piazza Nikole Ðurkovića, il cuore di Stari Grad, si raggiunge grazie a una bella passeggiata sul lungomare, oppure lungo la via principale Njegoševa.

La strada è ornata da splendide buganvillee e oleandri in fiore e l’ultimo tratto, quello pedonale, è pavimentato con lastre di marmo luccicante.

La cittadella fortificata è preceduta dalla scalinata che sale verso la torre dell’orologio, perfettamente conservata con le eleganti merlature.

Superata la porta si giunge alla chiesa dell’Arcangelo Michele, avente un interno piuttosto sobrio rispetto alle chiese ortodosse che siamo abituati a visitare.

 

L'interno della chiesa dell'Arcangelo Michele a Herceg Novi

Chiesa Arcangelo Michele (Herceg Novi)

 

Il monastero di Savina invece, circondato da pini marittimi, cipressi e piante di ulivo, si trova a una manciata di chilometri dal centro storico.

È preceduto da una triplice porta ad arco in ferro battuto e al suo interno c’è una pregevole iconostasi a cinque livelli.

Dal complesso monastico è possibile godere di una splendida vista sul mare.

 

Perast

Perasto, come viene chiamata in italiano, è una pittoresca località che si trova cinque chilometri prima di giungere a Orahovac, dove avevamo fissato il nostro alloggio.

Gli aspetti architettonici delle costruzioni rivelano chiaramente che anche qui, come in diverse altre località del Mediterraneo, i veneziani hanno lasciato il segno.

Il lungomare è un susseguirsi di ristorantini e negozi di souvenir, ma se vi affacciate sui vicoli interni riuscirete a trovare degli angoli intimi e appartati.

 

Il centro storico di Perast

Per i vicoli di Perast

 

Il campanile della chiesa di San Nicola svetta sopra i tetti delle abitazioni ed è già ben visibile da lontano.

Al largo di Perast sorgono due minuscole isolette.

Quella di San Giorgio ospita un monastero, mentre quella della Nostra Signora delle Rocce, creata in maniera artificiale nel XV secolo, si può visitare.

Dalla banchina situata in centro paese mollano gli ormeggi numerose imbarcazioni per turisti, una dietro l’altra.

È sicuramente l’attività più redditizia a livello economico per la gente del posto.

La navigazione dura una decina di minuti e solitamente si può sostare sull’isola una quarantina minuti.

In questo lasso di tempo si può visitare con calma la minuscola chiesetta votiva del 1630 con gli annessi museo e lapidarium, sperando di non trovare comitive organizzate che intasano gli angusti spazi.

 

La chiesa della Nostra Signora delle Rocce a Perast

Chiesa Nostra Signora delle Rocce (Perast)

 

La leggenda narra che l’isola doveva essere conservata dall’erosione del mare, così i marinai di Perast e Cattaro continuavano a rifornirla di pietre.

L’antica tradizione è ancora viva, tanto che il 22 luglio di ogni anno si svolge la Fašinada, una processione in mare in cui simbolicamente i marinai portano dei massi di pietra sull’isola.

Per quanto riguarda i parcheggi ne trovate un paio all’ingresso e all’uscita di Perast, più alcuni lungo la strada costiera.

Noi abbiamo posteggiato in uno che offriva la sosta gratuita per chi avesse effettuato l’escursione in mare con la loro compagnia.

 

Diverse escursioni alla Grotta Azzurra e all’isola di Nostra Signora dello Scoglio partono tutti i giorni da Kotor. Al seguente link potete verificare tariffe e disponibilità.

 

Kotor

Cattaro è una località che vive di luce propria ed è senza ombra di dubbio la località più famosa a livello turistico del paese.

Incastonata in uno splendido scenario naturale, tra le placide acque della baia e le pendici del Monte Lovćen, la città vecchia è un vero gioiello.

A livello storico, artistico e culturale.

Kotor è una cittadina che va scoperta lentamente, senza vincoli di tempo. Magari venendo qui in orari diversi, quando la luce del sole colpisce le facciate degli edifici con angolazioni differenti.

Stari Grad è ricca di chiese e di gatti, di particolari architettonici e di angoli nascosti da scoprire.

 

Piazza d'Armi a Kotor

Piazza d’Armi (Kotor)

 

Lasciatevi trasportare senza meta tra gli stretti vicoli in acciottolato, fermatevi a gustare un aperitivo in uno dei numerosi bar, buttate l’occhio dentro piccole gallerie d’arte.

Al tramonto, quando le comitive di turisti hanno ormai lasciato la città, vi consigliamo di intraprendere la passeggiata che si snoda lungo la baia, vivendo in tutta tranquillità la magia del tramonto.

Proprio qui durante la giornata attraccano le grandi navi da crociera creando un ingorgo di traffico, ma la sera fortunatamente si spostano in rada.

La visita di Kotor però merita un qualcosa di più approfondito e per questo motivo le abbiamo dedicato un apposito articolo.

Lo potete leggere cliccando sul link.

 

Monte Lovćen

Alle spalle della città di Kotor si innalza il leggendario Monte Lovcen, la cosiddetta montagna nera o crna gora come si dice in lingua locale.

Il parco si può raggiungere in auto da Cetinje oppure da Kotor grazie alla famosissima stradina dei 25 tornanti.

Riccardo l’aveva percorsa qualche anno fa ma io, soffrendo di acrofobia, l’ho a malincuore cancellata dal programma.

A dire il vero da pochi anni è operativa anche la funivia che in undici minuti collega Kotor alla località di Kuk, situata a 1.348 metri sul livello del mare.

L’opera è stata realizzata da una azienda italiana, la Leitner, in un consorzio di imprese con una azienda locale.

 

Panorama dal Monte Lovćen in Montenegro

Monte Lovćen

 

Da lassù è possibile ammirare un panorama mozzafiato che abbraccia la baia di Cattaro e si spinge all’orizzonte fino al mare Adriatico.

Se però volete giungere fino al Mausoleo Njegoš vi conviene salire in auto, magari dal versante di Cetinje.

Una rampa di 461 gradini sale fino all’entrata della chiesetta che ospita la statua di Petar II Petrović Njegoš, scolpita in un unico blocco di granito.

 

Get your Guide propone una interessante escursione di 12 ore in minivan che propone la salita al Monte Lovćen con la funivia da Kotor.

Oltre al parco e la salita al Mausoleo Njegoš, il programma della giornata prevede una veloce visita di Cetinje, una pausa ristoro per consumare il pranzo durante la navigazione sul fiume Crnojevića.

Una volta rifocillati si riprende la strada e si scende grazie alla strada panoramica verso Budva prima di fare una sosta fotografica sul belvedere davanti all’isoletta di Santo Stefano.

Al termine si rientra alla base a Kotor.

 

Il Mausoleo Njegoš sul Monte Lovćen in Montenegro

Mausoleo Njegoš (Monte Lovćen)

 

Budva

A primo impatto, in base alla nostra esperienza, la possiamo tranquillamente definire come la Rimini del Montenegro.

È una località che si è completamente votata all’industria del turismo balneare e lo si percepisce immediatamente.

Dai servizi, dall’architettura dei condomini, dal via vai di gente in tenuta da spiaggia, dalla varietà di lingue parlate dalla gente che passeggia per i marciapiedi.

A proposito di spiagge, Ričardova Glava situata proprio di fianco alla cittadella, quella cittadina, lunga un chilometro e mezzo, e quelle periferiche di Mogren e Bečići sono le più frequentate.

 

Panoramica sul centro storico di Budva

Budva

 

Ma Budva ha anche un’anima ricca di storia.

Il nucleo storico è racchiuso nella Città Vecchia, Stari Grad, perfettamente ricostruita all’interno di alte e massicce fortificazioni dopo il terremoto del 1979.

Un dedalo di vicoli lastricati in marmo luccicante e edifici in stile architettonico veneziano che appagano gli occhi dei visitatori e le donano un fascino unico.

La visita al centro storico di Budva però merita un approfondimento che ci ripromettiamo di pubblicare qui sul blog nei prossimi mesi.

 

Pržno

Si tratta di un piccolo villaggio di pescatori situato una manciata di chilometri a sud di Budva.

Purtroppo la crescita (selvaggia?) di resort, casinò, hotel e appartamenti l’hanno privato della sua autenticità.

Almeno questa è stata la nostra percezione.

 

La Konoba More a Pržno

Konoba More (Pržno)

 

Proprio di fronte alla spiaggia, a forma di mezzaluna, sorgono alcuni ristorantini dove gustare piatti a base del pescato del giorno.

Noi, dopo un breve consulto, ci siamo affidati ai servigi dello chef della Konoba More e durante la cena abbiamo ammirato un tramonto da cartolina.

A proposito di bar e ristoranti, vi diciamo subito che il Montenegro non è un paese economico.

Il target del turista preso a riferimento è quello del centro e nord Europa, paesi in cui gli stipendi non sono paragonabili a quelli italiani.

 

Cetinje

Come vi avevo accennato nell’articolo dedicato a cosa vedere a Tirana, mio nonno paterno lavorò come autista di camion in Albania durante l’occupazione italiana.

Oltre a raggiungere le più importanti città albanesi, per consegne si spingeva fino a Cetinje e Pristina in Kosovo.

Era il periodo della seconda guerra mondiale.

Cetinje era la capitale del Regno di Montenegro ed ha un legame indissolubile con la storia dell’Italia.

La regina Elena infatti, moglie di Vittorio Emanuele III di Savoia, regina consorte fino al 9 maggio 1946, nacque proprio qui.

Era figlia del re del Nikola I.

 

Sala interna nel Palazzo Reale di Cetinje

Palazzo Reale (Cetinje)

 

A prima vista l’ex capitale e sede del trono sembra una placida cittadina di provincia, adagiata in una vallata, ben lontana dalla confusione che regna sul litorale.

Passeggiando per le sue strade si respira fin da subito profumo di storia e nobiltà.

Palazzi reali, ex ambasciate, la residenza del Presidente della Repubblica, musei, chiese e un imponente monastero.

Il tutto in un contesto ovattato, tranquillo.

La cittadina viene tralasciata dalla maggioranza degli italiani che visitano il paese, come ci ha confermato l’addetta dell’ufficio informazioni turistiche, ma secondo noi è un vero peccato.

Per questo motivo scriveremo un articolo completo su cosa vedere a Cetinje, perché è un gioiello che merita di essere conosciuto.

 

SIM Roaming

Il Montenegro è fuori dal circuito Roaming dell’Unione Europea e quindi prima di partire vi consigliamo di verificare con il vostro operatore telefonico se ci sono delle offerte interessanti.

Fatti due conti abbiamo optato per una SIM di un operatore locale, acquistata appena arrivati.

Nel piccolo paese balcanico infatti ci sono due operatori telefonici, Telekom e One, che hanno delle offerte interessanti appositamente pensate per i turisti.

Non solo, nei pacchetti sono compresi anche dei Giga da utilizzare in alcuni paesi dei Balcani occidentali: Bosnia Erzegovina, Serbia, Albania, Kosovo e Macedonia del Nord.

 

Valuta Montenegro

A partire dal 2002 il Montenegro ha eletto unilateralmente l’Euro come valuta ufficiale.

In precedenza, in seguito alle guerre nei Balcani degli anni Novanta e alle sanzioni internazionali, era stato adottato il marco tedesco, valuta indipendente rispetto alla Serbia con cui il Montenegro era confederato.

L’unione statale di Serbia e Montenegro cessò definitivamente nel giugno del 2006, quando i due paesi decisero di andare ognuno per la propria strada.


Stefano Tomada

Vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. La geografia è la mia grande passione e ho avuto la fortuna di viaggiare fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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