Cosa vedere e fare nelle Langhe, info e consigli utili

Cosa vedere e fare nelle Langhe, info e consigli utili


Devo essere sincero, il nostro viaggio nelle Langhe è nato assolutamente per caso. La zona ovviamente la conoscevamo già, ma non l’avevamo ancora inserita nella lista dei viaggi da organizzare a breve termine.

Durante la seconda ondata della pandemia, era l’autunno del 2020, grazie ad una conoscente avevamo saputo che la Regione Piemonte aveva ideato un voucher turismo, per sostenere un settore in grande difficoltà.

Si trattava di un bonus vacanza con la formula delle tre notti al prezzo di una, dove le altre due venivano offerte dalla Regione stessa e dalla struttura ricettiva aderente all’iniziativa.

Un investimento a lungo termine insomma, dato che il nostro viaggio si è svolto dopo circa un anno.

 

Paesaggio delle Langhe nei pressi di Treiso

Paesaggio delle Langhe nei pressi di Treiso

 

Al termine del soggiorno possiamo tranquillamente dire che le Langhe rappresentano la destinazione ideale per chi vuole vivere una vacanza di tipo esperienziale.

La visita alle rinomate cantine con la degustazione dei vini, i workshop fotografici, i master class di cucina, le attività outdoor a piedi o in bicicletta, le esperienze arte e cultura.

Un mix di ingredienti ricco e variegato che risponde in maniera esaustiva a chi si chiede cosa vedere e fare nelle Langhe.

 

Indice

 

Dove si trovano le Langhe

Il territorio delle Langhe è situato nella parte meridionale del Piemonte, a cavallo tra le provincie di Cuneo e Asti. Lo possiamo suddividere in tre grandi aree: Bassa Langa, Alta Langa e Langa Astigiana.

La Bassa Langa si innalza dolcemente dalla pianura ed è racchiusa tra il fiume Tanaro a nord ed il suo affluente Belbo a sud. Qui sorge Alba, il capoluogo storico della regione.

L’Alta Langa invece è quella zona boschiva che si spinge fino al confine con la Liguria, mentre la Langa Astigiana si trova nella parte meridionale della provincia di Asti, tra il borgo di Canelli ed il corso sinuoso della Bormida di Spigno.

 

Dove dormire nelle Langhe

Grazie ai suoi splendidi paesaggi rurali, ai castelli medioevali ed agli eccellenti prodotti della terra, le Langhe attirano ogni anno numerosi turisti e addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo.

Per questi motivi la zona presenta un’eccellente offerta di strutture ricettive, in grado di soddisfare le esigenze e la disponibilità di tutti.

Navigando un po’ sul web se ne scoprono di interessanti e originali, alcuni aventi un occhio di riguardo per il benessere della persona e la sostenibilità ambientale.

 

Colazione presso l'Agriturismo Il Gioco dell'Oca a Barolo

Colazione (Agriturismo Il Gioco dell’Oca)

 

Pensiamo ai relais, agli alloggi in residenze storiche, ai Bed & Breakfast a conduzione famigliare, agli agriturismi annessi a cantine o aziende agricole.

Dopo un’attenta ricerca la nostra scelta è ricaduta sul Agriturismo Il Gioco dell’Oca.

La struttura è ricavata in una dimora rurale ed è situata proprio alla periferia di Barolo, in una posizione strategica rispetto a numerosi luoghi di interesse della zona.

La cura dei dettagli nelle stanze, i prodotti freschi e genuini per la colazione, la generosità e senso di accoglienza della signora Raffaella sono i valori aggiunti dell’esperienza.

Struttura altamente consigliata.

 

Qui puoi verificare le offerte e la disponibilità di

Alloggi nelle Langhe

 

Quando andare

Non c’è un periodo migliore per visitare le Langhe.

Secondo noi infatti mantengono il loro fascino durante tutto l’anno. L’evolversi delle stagioni non fa altro che aggiungere dei tratti distintivi che possono facilitare la scelta, in base ai gusti di ognuno di noi.

 

Frutta e verdura autunnale all'Agriturismo Il Gioco dell'Oca a Barolo

Colori autunnali, Agriturismo Il Gioco dell’Oca

 

Le colline ricoperte da un candido manto di neve d’inverno, la natura verde e rigogliosa dell’estate, la coltre di nebbia che ammanta le alture di prima mattina durante la stagione del foliage.

Noi abbiamo optato per l’autunno, quando la natura muta il suo aspetto cromatico regalando al paesaggio dei colori vivaci e accesi.

Tenete presente che a livello turistico l’autunno è considerato alta stagione.

 

Cosa vedere nelle Langhe

La nostra vacanza è durata tre giorni e mezzo. Secondo noi è un tempo sufficiente per visitare Alba con calma e scoprire alcuni dei posti più belli delle Langhe, incastonati sui dolci declivi delle colline.

Borghi fortificati, castelli, musei, chiesette campestri e paesaggi mozzafiato. Come vedete ce n’è per tutti i gusti e in un prossimo articolo ci ripromettiamo di raccontarvi in maniera dettagliata i luoghi che abbiamo visitato e le attività che abbiamo fatto.

 

Piazza Castello a La Morra nelle Langhe

Piazza Castello a La Morra

 

Itinerari consigliati

Chi ci segue sul blog ormai sa che amiamo un turismo lento e sostenibile. Per questo motivo in fase di progettazione del viaggio abbiamo pianificato dei tour con partenza ed arrivo a Barolo, la nostra base logistica.

Degli itinerari calibrati ovviamente sui nostri “tempi”, modificabili in corso d’opera in base alle condizioni del tempo atmosferico e alle sensazioni del momento.

Per fortuna il meteo è stato dalla nostra parte, regalandoci delle splendide giornate di sole, cosa non proprio scontata a fine ottobre.

  • Langa del Barolo – Itinerario n°1 Km 43

Barolo, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Sinio, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Barolo;

  • Langa del Barolo – Itinerario n°2 Km 39

Barolo, Novello, La Morra, Pollenzo, Roddi, Barolo;

  • Langa del Barbaresco – Itinerario n°3 Km 79

Barolo, San Rocco Seno d’Elvio, Madonna di Como, Treiso, Tre Stelle, Neive, Coazzolo, Barbaresco, Barolo.

Abbiamo infine dedicato le altre ore libere alla visita di Barolo e di Alba, dove siamo stati per ben due volte.

In un futuro articolo comunque ci ripromettiamo di entrare nello specifico degli itinerari, con la descrizione accurata dei borghi, dei castelli, delle visite e di tutte le attività che abbiamo effettuato.

 

Paesaggi Patrimonio dell’Umanità

Dal 22 giugno 2014 i paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e Monferrato sono stati inseriti dall’Unesco nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Si è trattato di un primato a livello nazionale per quanto riguarda i paesaggi vitivinicoli, seguito solo nel 2019 dalle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

L’area è suddivisa in sei componenti di particolare interesse culturale e valore storico, tra cui cinque aree vinicole distinte e un castello.

 

Paesaggio Patrimonio dell'Umanità per l'Unesco delle Langhe

Paesaggio vitivinicolo Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco

 

Nello specifico si tratta della Langa del Barolo, il Castello di Grinzane Cavour, le Colline del Barbaresco, Nizza Monferrato e il Barbera, Canelli e l’Asti Spumante e infine il Monferrato degli Infernot.

L’Associazione che ne cura la promozione seguendo i dettami e le linee guida dell’Unesco, venne costituita nel 2011 dalla Regione Piemonte e dalle tre Provincie interessate (Cuneo, Asti e Alessandria).

 

I punti panoramici

Il paesaggio della Bassa Langa si sviluppa lungo dolci declivi modellati dall’opera dell’uomo e della natura.

Degli scenari suggestivi e accattivanti, con le torri delle fortificazioni che svettano sullo sfondo.

Il modo migliore per andare alla scoperta del territorio è quello di intraprendere dei tour itineranti, lasciando le arterie principali per addentrarsi tra stradine secondarie.

 

Il belvedere di Novello nelle Langhe

Il belvedere di Novello

 

Curva dopo curva il paesaggio cambia in un continuo alternarsi di luci ed ombre, che donano alla natura degli aspetti diversi.

Approfittando del traffico quasi inesistente ci siamo fermati più volte lungo il bordo della strada, rapiti dalla bellezza abbagliante di quello che ci circondava.

Oltre ai tanti look out naturali ci sono comunque alcuni punti di osservazione che possiamo definire privilegiati, che vi consigliamo di annotare:

  • il belvedere Unesco di La Morra;
  • il belvedere di Novello, situato di fianco al castello;
  • la torre di Barbaresco;
  • il belvedere Unesco alle pendici del Castello di Grinzane Cavour;
  • il belvedere Unesco alla base della Torre dell’Orologio di Neive;

 

Le chiesette colorate di David Tremlett

L’artista David Tremlett ha lasciato delle tracce indelebili nel paesaggio delle Langhe.

Il maestro britannico infatti, famoso per i wall drawing e la tecnica delle pennellate stese con il palmo della mano, ha realizzato quattro opere che sono diventate dei veri e propri luoghi di culto per turisti e curiosi.

 

Cappella delle Brunate a La Morra

La chiesetta dedicata alla Santissima Madonna delle Grazie sorge nella campagna del piccolo borgo di La Morra.

Si può raggiungere sia partendo da Barolo in basso, sia da La Morra.

Dalla periferia di Barolo, proprio di fronte all’azienda Damilano, si snoda una stradina ben segnalata con fondo sterrato. Dopo alcune centinaia di metri la strada si inerpica per la collina e in questo tratto è in asfalto.

Scendendo da La Morra invece il percorso è più accidentato. Proprio all’ingresso del paese si svolta a destra e si prende la strada per la località Fontanazza. Dopo alcune centinaia di metri il tracciato in terra battuta fiancheggia i filari delle viti.

Non potete comunque sbagliarvi. La chiesetta viene inserita nell’elenco delle cose da vedere nelle Langhe da numerosi turisti e quindi c’è un continuo via vai di gente.

 

La Cappella delle Brunate o del Barolo a La Morra nelle Langhe

La Cappella delle Brunate o del Barolo

 

Conosciuta anche come la Cappella del Barolo o delle Brunate dal nome della collina su cui giace, fu costruita nel 1914 per dare riparo ai contadini in caso di maltempo durante il lavoro nei campi.

Lasciato in stato di abbandono per diversi decenni, l’edificio si ridusse in condizioni precarie andando a perdere quelle che erano le sue peculiarità originarie.

Nel 1999 Bruno Ceretto, famoso viticoltore del Barolo, commissionò i lavori di riqualificazione della chiesetta a due artisti di fama internazionale, Tremlett appunto e l’americano Sol LeWitt.

Quest’ultimo si occupò del restauro e della decorazione degli esterni, mentre Tremlett abbellì gli interni.

Il risultato è quello che vedete nella foto, un piccolo gioiello di arte contemporanea inserito in un contesto ambientale unico.

 

La chiesa di Coazzolo

La seicentesca chiesetta dedicata alla Beata Vergine del Carmine è situata nel comune di Coazzolo e si affaccia sulle colline del Moscato.

Una volta lasciato il villaggio di Coazzolo si prende una stretta stradina che si infila in una campagna bucolica, con dei bellissimi scorci panoramici che si aprono ai suoi lati.

Nonostante l’edificio religioso si trovi in aperta campagna la destinazione è ben segnalata.

I lavori di restauro commissionati da Silvano Stella terminarono nel mese di giugno del 2017, ed ebbero l’obiettivo di regalare un’opera d’arte che diventasse un punto di riferimento per la comunità locale.

 

La chiesa della Beata Vergine del Carmine a Coazzolo nelle Langhe

La chiesa di Coazzolo, opera di David Tremlett

 

Sono circa trecento i metri quadrati di superficie decorata con colori che richiamano l’ambiente circostante: il giallo dell’atrio, la terra di Siena per il corpo dell’edificio e infine il verde oliva per la sacrestia.

Sul lato opposto della strada invece sono state sapientemente posizionate delle panche in metallo, dove è possibile ritagliarsi dei momenti di relax ammirando il panorama sottostante.

Un centinaio di metri più avanti, sulla destra, si snoda un sentiero in leggera pendenza che porta alla Vigna dei Pastelli.

Si tratta di un breve viale tra le viti, con i pali aventi la forma delle classiche matite colorate che abbiamo usato tutti alle scuole elementari.

 

La Cappella del Relais San Maurizio

Sulle colline che dominano Santo Stefano Belbo venne fondato nel 1619 il monastero di San Maurizio, per ospitare una comunità di monaci dell’ordine dei cistercensi.

I frati provenienti dalla vicina Provenza introdussero la coltivazione della vite e utilizzarono alcuni locali interrati del fabbricato come cantina.

Dopo circa due secoli i monaci lasciarono la struttura che passò in mani private. Nel 1997 il complesso venne acquistato dall’attuale proprietà che lo convertì nel Relais San Maurizio, una struttura ricettiva di lusso dotata di tutti i comfort.

Nel 2019, in occasione dell’anniversario dei quattrocento anni dalla fondazione del monastero, Tremlett ha realizzato il restauro delle pareti interne della cappella situata nel parco dell’hotel.

Santo Stefano Belbo è anche il comune di nascita dello scrittore Cesare Pavese.

 

Per Le Langhe

L’ultimo “regalo” di Tremlett alle Lanche sorge a Serravalle, un piccolo borgo situato tra i boschi ed i vigneti a 762 metri di altitudine.

Nel 2020, in piena pandemia, ha realizzato il progetto di riqualificazione dell’ex Oratorio di San Michele.

Non potendosi muovere dall’Inghilterra a causa del lockdown, l’artista ha inviato il progetto al sindaco Davide Falletto.

L’opera è stata realizzata utilizzando sempre la tecnica del wall drawing da Ferruccio Dotta, fidato collaboratore di Tremlett e dall’artista di origine cinese Li Zhao.

 

Le panchine giganti di Chris Bangle

Le panchine giganti (le cosiddette big bench) sono diventate ormai un’attrazione del paesaggio langarolo, che permette a tutti di tornare bambini per un momento.

La prima panchina è stata ideata dal designer statunitense Chris Bangle ispirandosi alle classiche panchine che si trovano nei parchi pubblici.

È stata installata nella vigna della sua tenuta di Clavesana, in provincia di Cuneo, dove vive da diversi anni con la moglie Catherine.

L’obiettivo era semplice, ammirare il paesaggio da una “posizione” privilegiata.

 

La panchina gigante viola a Monforte d'Alba

La panchina gigante viola (Monforte d’Alba)

 

L’idea è piaciuta talmente tanto alla gente che in breve tempo sono arrivare numerose richieste di realizzazione.

Da quel momento è stato un continuo crescendo e attualmente ne sono state costruite oltre 180, non solo in Piemonte ma anche in altre regioni italiane e perfino all’estero.

Durante il nostro itinerario nelle Langhe ne abbiamo viste solo alcune: a La Morra, a Monforte d’Alba, a Neive e a Coazzolo. Ma girando tra borghi e campagna ne trovate altre.

Sta a voi scoprirle.

Per saperne di più sul progetto e sulla localizzazione delle opere vi consiglio di dare un’occhiata al sito web ufficiale della Big BenchCommunity Project.

 

Cosa fare nelle Langhe

“Andare per langa” come si dice da queste parti significa fermarsi in un’osteria a bere un bicchiere di vino e fare quattro chiacchiere con l’oste.

Oppure sedersi lungo il perimetro di un campo da gioco ed assistere ad un incontro di bocce, uno degli svaghi preferiti dalla gente del posto dopo una giornata di lavoro nei campi.

 

Degustazione all'Enoteca La Vite Turchese a Barolo

Degustazione all’Enoteca La Vite Turchese (Barolo)

 

Per non parlare della palla pugno, quella che fino ad una ventina di anni fa conoscevamo come palla elastica.

Basta dare un’occhiata all’albo d’oro del campionato italiano per capire che questo gioco di squadra è una vera e propria istituzione da queste parti.

Ma non solo. Andiamo allora a scoprire assieme quali altre attività si possono fare nella Langhe.

 

Passeggiate nelle Langhe

Le Langhe rappresentano il territorio perfetto per vivere una vacanza a contatto con la natura grazie alle attività outdoor.

Che si tratti di passeggiate a piedi, a cavallo, in mountain o eBike, si ha la possibilità di riconnettersi con l’ambiente traendo benefici sia per il corpo sia per lo spirito.

L’itinerario di trekking più conosciuto è il Bar to Bar, una rete di sentieri che si snodano tra Barbaresco e Barolo passando per l’Alta Langa.

La lunghezza complessiva dell’anello è di 124 chilometri suddiviso in sette tappe, pensato per le passeggiate a piedi e per il fuoristrada in bici.

Si sviluppa tra strade a bassa percorrenza, sterrati, capezzagne e boschi, regalando dei panorami mozzafiato.

 

Paesaggio vitivinicolo nelle Langhe

Paesaggio vitivinicolo

 

Attraversa piccoli borghi dove ci si può fermare per visitare torri, castelli e musei, ampliando così le proprie conoscenze storico-culturali.

Lungo il tracciato ci sono dei poderi con annesse cantine dove si può sostare per un momento di relax e ristoro.

Alcuni tratti da percorrere in bici comprendono delle salite brevi ma impegnative e quindi è indicato solo per chi è ben allenato.

Un altro interessante circuito di camminate è rappresentato dai Sentieri Albesi. Si tratta di sei percorsi a sfondo naturalistico e culturale che si sviluppano tra le colline alla periferia di Alba, ognuno con le sue peculiarità.

Alba infine è la città dove è nato lo scrittore Beppe Fenoglio, uno dei classici del Novecento. Chi non si ricorda “Il partigiano Johnny”?

Bene, in città e nei dintorni sono stati allestiti quattro itinerari dedicati allo scrittore, arricchiti con appositi pannelli informativi.

 

Degustazione di vini nelle cantine

Come dicevamo le Langhe sono un territorio perfetto per chi desidera vivere una vacanza esperienziale.

La visita ad una cantina con la degustazione dei vini è sicuramente una delle più ricercate.

Pensate che numerosi turisti e addetti ai lavori stranieri vengono fin qui ogni anno solo ed esclusivamente per quello, anche da oltre oceano.

In ogni borgo, anche il più piccolo, ci sono cantine comunali, enoteche regionali e osterie. La campagna invece è punteggiata da aziende agricole e cantine, luoghi ideali dove concedersi una sosta di ristoro.

 

Il giardino di Cascina Sòt a Monforte d'Alba

Il giardino di Cascina Sòt

 

Noi ne abbiamo adocchiato uno proprio alla periferia di Monforte d’Alba, Cascina Sòt.

Si raggiunge grazie ad una stretta stradina che si dirama appena fuori il paese, in direzione Barolo.

A livello toponomastico si chiama così perché il podere è situato in basso (sòt = sotto), rispetto al punto più elevato della collina.

L’azienda a conduzione famigliare è nata nel 1975. Vengono coltivati i vigneti di proprietà, alcuni dei quali situati nei più famosi cru del Barolo, dai quali si producono etichette pregiate.

Durante la nostra visita non siamo riusciti a vedere la cantina come pensavamo in quanto le maestranze erano impegnate nei lavori della vendemmia, ma ci siamo concentrati sulla degustazione.

Oltre a farci vivere un viaggio sensoriale con l’assaggio di sei qualità di vino, Lorena è riuscita a trasmetterci i valori che caratterizzano il loro lavoro, come il senso di appartenenza e la passione.

 

I vini delle Langhe

In questa zona del Piemonte si producono dei vini nobili, coltivati con cura ed amore per un mercato di appassionati ed intenditori che sanno riconoscere e premiare l’eccellenza.

Andiamo a conoscerli.

 

Nebbiolo

Il Nebbiolo è il vitigno principe delle Langhe e sta alla base dei vini rossi da invecchiamento più famosi del Piemonte, tra cui due eccellenze assolute come il Barolo ed il Barbaresco.

Il nome Nebbiolo descrive perfettamente il paesaggio delle Langhe nelle fredde mattinate autunnali, quando le vallate sono ricoperte da un velo di nebbia.

Ha un sapore che dal secco va al gradevolmente amabile e un colore rosso rubino tendente al granato.

Se non utilizzato come base per la produzione del Barolo e del Barbaresco, il Nebbiolo può mantenersi bene fino a 8 anni.

La zona di produzione della DOCG si estende nel territorio di Barolo, Barbaresco, Roero, Ghemme, Gattinara e Terre Alfieri.

 

Degustazione vini alla Cascina Sòt a Monforte d'Alba

Degustazione vini alla Cascina Sòt

 

Barolo

Ottenuto da Nebbiolo in purezza, il Barolo è uno dei vini rossi più apprezzati e famosi al mondo.

Quella del Barolo è una storia di passione e perseveranza dei Marchesi Falletti (soprattutto di Juliette Colbert de Maulevrier, moglie del marchese Carlo), del generale Francesco Staglieno e dell’enologo francese Louis Oudart.

Nelle tenute del Conte Camillo Benso di Cavour a Verduno, Pollenzo e Grinzane, iniziarono a lavorare e produrre quello che in pochi anni diventò il vino di Casa Savoia.

Richiede un invecchiamento di almeno 38 mesi, di cui 18 in botti di rovere, a partire dal primo novembre dell’anno di produzione.

Il disciplinare prevede che la zona di produzione della DOCG sia compresa esclusivamente nei comuni di Barolo, La Morra, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto e Novello.

Mentre quelli di Verduno, Cherasco, Roddi e Diano d’Alba sono interessati solo con delle porzioni di territorio.

 

Barbaresco

Il Barbaresco ha un colore rosso rubino profondo, un sapore secco che si mantiene sempre vellutato ed armonico ed è ottenuto dal vitigno Nebbiolo in purezza.

La zona di produzione del Barbaresco si estende per soli 650 ettari nei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso e parte di San Rocco Seno d’Elvio, piccola frazione di Alba. È una delle DOCG più piccole d’Italia.

Deve affinare per un minimo di 26 mesi, di cui 9 in botti di rovere. In seguito può invecchiare ancora in bottiglia dagli 8 ai 25 anni se ben conservato.

 

Degustazione di Barbaresco alla Bottega dei 4 Vini a Neive

Degustazione alla Bottega dei 4 Vini a Neive

 

Dolcetto

Il Dolcetto è uno dei vitigni autoctoni tipici del Piemonte. La rapidità di crescita della vite e la sua maturazione precoce fanno sì che venga coltivato su terreni più freddi rispetto al Nebbiolo, dove quest’ultimo faticherebbe a raggiungere la completa maturazione.

La zona di produzione della DOCG si trova nel territorio dei comuni di Diano d’Alba, Dogliani e Ovada.

Si presenta con un colore rosso rubino intenso, viene considerato come il classico vino da tavola e quindi salvo rari casi si tende a consumarlo giovane.

 

Nas-cëtta

In un territorio dove i vini rossi la fanno da padrone, la Nas-cëtta è un vitigno bianco autoctono dal sapore semi-aromatico.

Dopo che per un lungo periodo era stato quasi dimenticato, il vitigno è stato riscoperto una ventina di anni fa dai produttori del comune di Novello.

Dal 2010 ha ottenuto il riconoscimento di DOC Langhe Nas-cëtta del comune di Novello, che ne autorizza la produzione solo nel territorio comunale utilizzando solo uva in purezza.

Proprio all’ingresso del nucleo storico del borgo c’è la Bottega del Vino, dove si può partecipare ad una degustazione con l’assaggio di tre tipologie di Nas-cëtta.

 

Prodotti tipici delle Langhe

I prodotti della terra sono i veri ambasciatori di una regione e nelle Langhe ce ne sono alcuni di straordinaria qualità.

Andiamo a scoprirli.

 

Il Tartufo Bianco d’Alba

Le Langhe, con le vicine regioni del Roero e del Monferrato, sono noti fin dal Medioevo per i pregiati tartufi, sia bianchi sia neri, che da queste parti crescono in abbondanza.

Se Alba è da sempre considerata in tutto il mondo la capitale del tartufo bianco, il paesino di Roddi è stato consacrato a “Borgo dei Tartufi”.

Verso la fine dell’Ottocento infatti, accanto al Castello di Roddi, venne fondata da un contadino del luogo, tale Antonio Monchiero, la prima Università per i cani da tartufo, attiva ancora oggi.

Sempre nelle pertinenze del castello di Roddi ha sede la Scuola di Cucina Internazionale del tartufo bianco d’Alba, una scuola che non ha finalità professionali ma ha l’obiettivo di rafforzare l’offerta turistica del territorio.

 

Un noccioleto nell'Alta Langa

Noccioleto nelle Langhe

 

La Nocciola Tonda Gentile

Nell’Alta Langa, specialmente nei territori dei comuni di Cortemilia, Cravanzana, Murazzano e Feisoglio, si producono delle nocciole tra le più buone e saporite al mondo.

La nocciola tonda gentile del Piemonte infatti è un frutto liscio, fragrante e profumato, dalle qualità organolettiche speciali.

Le nocciole sono parte integrante della cucina locale. Con il prezioso frutto infatti si preparano alcuni dolci tipici come i bonet, le pesche ripiene, i cioccolatini e le torte.

 

Cosa mangiare nelle Langhe

I ristoratori delle Langhe ruotano il menù in base alla stagionalità dei prodotti, con una particolare attenzione alle materie prime a Km zero.

In tutti i ristoranti che abbiamo frequentato durante il nostro soggiorno abbiamo constatato che ci sono dei punti fermi nel menù, rappresentati dai piatti tipici della cucina langarola.

Ve ne elenchiamo alcuni:

Antipasti:

il vitello tonnato alla vecchia maniera, l’insalata russa tradizionale e la carne cruda di Fassona battuta al coltello.

 

Primi piatti:

i tajarin (tagliolini) all’uovo fatti in casa e serviti con i funghi porcini, il tartufo bianco o il ragù di carne, il raviolo del plin ripieno di carne o con burro e salvia.

 

Tajarin ai funghi porcini

Tajarin ai funghi porcini (ristorante L’Angolo di Rosina, Novello)

 

Secondi piatti:

lo stracotto di vitello al Barolo, la guancia brasata al Nebbiolo, la trippa.

 

Formaggi:

robiole di Roccaverano e Murazzano, piatti degustazione di formaggi di latte vaccino, ovino e caprino, accompagnati da salse e marmellate.

 

Dolci:

il classico bonet, un budino con cioccolato, latte, amaretti e uova, le pesche ripiene, preparate al forno con amaretti e cioccolato.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

You may also like

Chi siamo

Riccardo, Elisabetta e Stefano

Riccardo, Elisabetta e Stefano

Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Unisciti a 65 altri iscritti

Follow Us

Segui In Viaggio con Ricky anche su

In Viaggio con Ricky è

FVG Ambassador

Friuli Venezia Giulia Social Ambassador