Percorso storico del Brestovec, una camminata tra storia e natura

Percorso storico del Brestovec, una camminata tra storia e natura


Nel mese di dicembre del 2020, le città di Nova Gorica e Gorizia sono state proclamate Capitale Europea della Cultura 2025.

L’obiettivo primario è quello di valorizzare le caratteristiche culturali dei popoli europei attraverso una serie di eventi.

Il titolo onorifico però rappresenta anche un importante veicolo per promuovere e valorizzare un territorio a livello turistico.

Questo dedicato al Percorso Storico del Brestovec è il primo di una serie di articoli che pubblicherò sul blog per farvi conoscere questo lembo di terra, che si estende a cavallo tra la nostra regione e la vicina Slovenia.

 

Indice

 

Dove si trova

Il Percorso storico del Brestovec si sviluppa all’interno del Carso Goriziano, nel territorio del comune di Savogna d’Isonzo ed in parte in quello di Doberdò del Lago.

Il punto di partenza del tracciato si trova nella frazione di San Michele del Carso, non presenta difficoltà altimetriche e quindi è adatto a tutti.

Noi vi consigliamo di lasciare l’auto nel piazzale antistante il circolo sportivo e culturale Danica, situato alla periferia del paese.

Un centinaio di metri più a valle, lungo la strada asfaltata c’è una deviazione che in pochi passi conduce all’imbocco del sentiero.

 

Informazioni pratiche

Il percorso ha la classica forma ad anello ed è percorribile sia a piedi sia in mountain bike. Presenta un fondo naturale intervallato da tratti in terra battuta ad altri in pietrisco.

È possibile visitarlo tutti i mesi dell’anno, ma secondo noi il momento più indicato è sicuramente l’autunno.

Il mutare della stagione infatti regala un’esplosione di colori da rimanere strabiliati.

Il Carso è una terra aspra, spigolosa, ma a livello ambientale non tradisce mai, è sempre generosa con chi la sa amare.

 

Cartello direzionale lungo il Percorso Storico del Brestovec

Cartello direzionale lungo il sentiero

 

Il sentiero è ben segnalato, lungo il percorso sono stati posizionati tutta una serie di cartelli didattici che illustrano l’ambiente, la flora e la fauna.

Noi abbiamo affrontato l’escursione con tutta calma.

Conteggiando le soste per le foto di rito nei belvedere panoramici, la lettura dei pannelli informativi e la visita alla galleria abbiamo impiegato circa due ore per completare il loop.

Nei pressi della galleria infine ci sono delle panche e tavoli in legno dove concedersi un momento di relax e ristoro.

 

Il Percorso Storico del Brestovec, la nostra esperienza

Lasciata la strada asfaltata, dopo poche centinaia di metri in leggera pendenza il sentiero si immette in un bosco ricco di piante di medio e alto fusto.

Tra i tronchi ed i rami degli alberi si fanno largo a fatica i tiepidi raggi del sole di un pomeriggio di metà autunno.

La carrareccia è abbastanza ampia, sarà così per tutto il tracciato. In alcuni tratti è protetta dai tipici muretti a secco del paesaggio carsico.

 

Il sentiero storico del Brestovec

Il sentiero

 

Dopo una decina di minuti la vegetazione si dirada e fa capolino la classica vegetazione della landa. Qui gli arbusti presentano un mix di colori caldi, come il rosso, il giallo, l’arancio ed il verde.

Durante la Prima Guerra Mondiale questa zona non fu mai interessata dai combattimenti veri e propri, in quanto era collocata in posizione leggermente defilata rispetto alle linee del fronte.

Per gli opposti eserciti rappresentò però un importante punto di osservazione.

Si giunge così ai campi trincerati.

 

Le Trincee

Nel 1916 l’altopiano di Doberdò del Lago, difeso per quattordici mesi dalle truppe austriache, fu abbandonato in fretta e furia e lasciato in mano al Regio Esercito Italiano.

I Comandi della Terza Armata decisero fin da subito di dotare di un efficiente sistema difensivo di trincee tutta l’area carsica situata ad ovest del vallone.

Sarebbero servite in caso di ritirata delle truppe italiane dalle doline del carso di Comeno, superficie situata ad est del vallone e teatro di aspre battaglie.

Mi ricordo ancora quello che mi raccontava una zia di mia mamma. Partiva di notte dal nostro villaggio e dopo una cinquantina di chilometri arrivava nella zona di Doberdò del Lago.

Qui nelle retrovie incontrava il fratello e gli consegnava delle vivande genuine per il sostentamento, prima che ripartisse per il fronte.

 

Una trincea sul Monte Brestovec

Una trincea

 

Si prosegue per una ventina di minuti e si giunge al giro di boa del sentiero. Questa è la zona delle gallerie.

 

La Galleria Cannoniera

La cannoniera del Monte Brestovec venne costruita dalla Terza Compagnia del Quinto Reggimento del Genio Minatori dell’esercito italiano, tra i mesi di gennaio e agosto del 1917.

Grazie al tunnel i militari potevano monitorare tutto il territorio del carso di Comeno.

La struttura è stata realizzata prevedendo otto postazioni da fuoco, situate in un’unica galleria, suddivisa in quattro segmenti orientati in maniera diversa.

Alcuni anni fa la galleria è stata ripulita dalle sterpaglie e restaurata.

Oggi si presenta come un luogo della memoria e della storia, come ce ne sono parecchi in questa zona del Friuli Venezia Giulia.

Durante i lavori di costruzione mani ignote lasciarono due graffiti su cui c’era scritto: “La Pace” e “Voliamo la Pace”.

 

L'ingresso alla galleria cannoniera del Monte Brestovec

L’ingresso alla galleria cannoniera

 

Oggi davanti ai due ingressi del tunnel, quello del fante italiano e quello del fante austro-ungarico, sono state posizionate due sculture metalliche che riportano tali affermazioni.

All’interno invece è stato creato un percorso narrativo in otto tappe.

Nei cunicoli sono illustrate scene di guerra, la dolina dei morti, i carrelli da miniera utilizzati durante i lavori di costruzione e le testimonianze di personaggi famosi quali Kipling, D’Annunzio ed Eugenio d’Asburgo.

In mezzo invece c’è la terra di nessuno. Qui non ci sono installazioni ma è stata lasciata appositamente vuota, come spazio di sosta e riflessione.

Sul fondo in ghiaino infine sono state appoggiate delle piastre in metallo simili a dei tombini che riportano i pensieri dei soldati.

Sono sincero, leggendoli e pensando a quello che hanno rappresentato mi sono venuti i brividi.

 

La Flora

Il Carso è un’area di rocce costituite da carbonato di calcio, che presentano fessure e spaccature dovute all’azione erosiva delle acque piovane.

La vegetazione si differenzia in base alla varietà dei contesti climatici, alla tipologia del suolo ed alla presenza o meno dell’acqua.

L’elemento tipico del paesaggio è la landa carsica, in passato ricoperta da ampi pascoli su cui affioravano le rocce. Terminata la pratica della pastorizia, la landa è stata piano piano ricoperta da arbusti di Scotano.

Il mancato prelievo del legname da parte dell’uomo infine ha favorito la crescita di una folta boscaglia, con il predominio della Roverella, dell’Orniello e del Carpino nero.

 

Paesaggio del Carso Goriziano

Paesaggio sul Monte Brestovec

 

La Fauna

L’area è abitata da mammiferi di piccola taglia che vivono nelle nicchie rocciose e nel bosco. La maggior parte di essi prediligono uscire al crepuscolo o durante la notte, come il Toporagno, la Crocidura, il Ghiro, lo Scoiattolo, il Moscardino e la Talpa.

Nel bosco invece vivono diverse specie di rapaci come il Gheppio, lo Sparviere, la Poiana, il Falco pecchiaiolo, il Gufo e la Civetta.

Negli ultimi anni infine si è notata la presenza di alcuni esemplari di Aquila Reale.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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