Cosa vedere a Malta in 3 giorni, itinerari consigliati

Cosa vedere a Malta in 3 giorni, itinerari consigliati


Era da diverso tempo che avevamo in programma un viaggio a Malta.

Fino ad alcuni anni fa avevamo cercato di inserirlo a fine autunno, in uno dei ponti del primo novembre o del 8 dicembre, tanto che avevamo già acquistato i biglietti dei voli.

Una regola restrittiva sul riconoscimento dei documenti in seguito alla guarigione da Covid-19, applicata solo a Malta in tutta l’Unione Europea, aveva però mandato a monte i nostri propositi.

A metà ottobre 2023 però è arrivata la volta buona.

 

Il Palazzo del Parlamento a La Valletta

Il Palazzo del Parlamento a La Valletta

 

In base alla nostra esperienza personale in questo articolo vi suggeriamo sette itinerari sostenibili, a cui vanno dedicati i tempi corretti evitando visite frettolose.

Se vi state chiedendo cosa vedere a Malta in tre giorni allora gli itinerari uno, due e tre sono assolutamente da inserire nel programma, magari andando a integrarli con alcuni degli altri in base ai vostri gusti.

 

Indice

Cosa vedere a Malta in 3 giorni

Come abbiamo accennato nell’articolo dedicato ai consigli per pianificare un viaggio a Malta, per bilanciare le visite nel tempo a nostra disposizione (cinque giorni pieni), abbiamo tralasciato a malincuore tutta la zona settentrionale.

Questo ha significato lasciare da parte Mellieħa e la zona rurale della penisola di Marfa, il National Aquarium e il villaggio di Braccio di Ferro, interessante per chi viaggia con bambini.

Le escursioni che proponiamo infine sono tutte organizzare da tour operator locali, il che è sinonimo di conoscenza del territorio che solo dei veri local possono garantire.

Ed è il valore aggiunto di queste esperienze.

 

L'interno della Concattedrale di San Giovanni a La Valletta

Concattedrale di San Giovanni a La Valletta

 

Itinerario 1 – La Valletta

La Valletta è una città pensata a tavolino.

Temendo nuove incursioni da parte dei turchi, il Gran Maestro dei Cavalieri di San Giovanni, Jean Parisot de la Valette, decise di costruire una cittadella fortificata su una penisola allora spoglia e disabitata.

Ne venne fuori una cittadina lunga un chilometro e larga 600 metri, sezionata da strade ortogonali e circondata da possenti mura difensive.

La visita alla capitale la potete fare in autonomia oppure partecipando ad un tour guidato in lingua italiana.

Una visita di La Valletta incomincia necessariamente dalla Fontana dei Tritoni, situata a pochi passi dalla porta d’ingresso principale, la City Gate, e dalla stazione delle corriere.

 

La Fontana dei Tritoni a La Valletta

Fontana dei Tritoni

 

Fu realizzata dallo scultore maltese Vincent Apap nel 1959 ed è stata restaurata in occasione della nomina di La Valletta a Città Europea della Cultura nel 2018.

Superata la City Gate ci si immette su Triq ir-Repubblika, la strada principale della città, su cui si affacciano alcuni dei luoghi di maggior interesse.

Fin dalla proclamazione del primo parlamento eletto nel 1921, la sede della camera dei deputati era il Palazzo del Gran Maestro, prima nella Sala degli Arazzi e dal 1976 nell’Armeria.

Negli anni si rese necessario dotare il parlamento di una sede più moderna ed efficiente a livello energetico, e così venne realizzato il nuovo edificio su progetto di Renzo Piano, inaugurato il 4 maggio del 2015.

Subito dopo gli spettacolari cubi in pietra che danno vita al Palazzo del Parlamento, sorge il Teatro dell’Opera, costruito nel XIX secolo. Un attacco aereo tedesco durante la seconda guerra mondiale causò notevoli danni all’edificio.

Lo scheletro originale è stato conservato e oggi abbraccia il nuovo teatro all’aperto realizzato da Renzo Piano, con le seggiole color verde collocate su una struttura metallica sopra le rovine.

Se le prime decine di metri di Triq ir-Repubblika sono tutte griffate dal famoso architetto genovese, il Museo Archeologico situato nell’Auberge de Provence custodisce lo straordinario patrimonio storico e culturale di Malta.

La Concattedrale di San Giovanni, meraviglioso esempio dello sfarzoso barocco maltese, a nostro parere vale da sola il viaggio.

 

La decollazione di San Giovanni Battista a La Valletta

La decollazione di San Giovanni Battista

 

Fu progettata dall’architetto Gerolamo Cassar e costruita tra il 1573 e il 1578. Come vedremo nell’itinerario n°7 sostituì la Chiesa di San Lorenzo di Vittoriosa nella funzione di luogo di preghiera dei Cavalieri.

Nell’oratorio sono custoditi due capolavori del Caravaggio, La decollazione di San Giovanni Battista e San Girolamo scrivente.

L’accesso avviene da un ingresso laterale, mentre si esce dalla porta principale.

Se volete saltare la coda vi consigliamo di prenotare i biglietti online. C’è una fila per i gruppi e una per i visitatori individuali. Nel biglietto è compresa anche l’audioguida in lingua italiana.

Mettere in preventivo almeno un’ora per la visita.

Se invece volete approfondire nei dettagli l’esperienza allora vi consigliamo di partecipare a un tour guidato della Concattedrale.

Proprio di lato all’edificio religioso, su un monumento, ci sono le foto di Daphne Caruana Galizia, la giornalista barbaramente assassinata nel 2017 e per la quale si chiede giustizia.

 

Continuando la camminata in direzione Fort St Elmo si supera il Palazzo del Gran Maestro dei Cavalieri.

Le stradine di La Valletta sono un susseguirsi di attività commerciali. Il giallo ocra della pietra maltese la fa da padrone.

Vi consigliamo di camminare con gli occhi all’insù, oltre ai tipici balconi in legno ci sono gli stemmi delle nobili famiglie che hanno vissuto in sontuosi palazzi.

L’Auberge d’Italie, un elegante edificio del XVI secolo che ospitava i Cavalieri di origine italiana, accoglie le collezioni del MUŻA, il museo delle belle arti.

Poco distante sorge Piazza Kastilja, secondo noi la più bella e scenografica di La Valletta.

 

Upper Barrakka Gardens a La Valletta

Upper Barrakka Gardens

 

L’area su cui sorgono gli Upper Barrakka Gardens è pavimentata con cubetti di porfido e lastre in pietra che catturano l’attenzione con i loro giochi geometrici.

I giardini furono realizzati nel XVI secolo per offrire un’area di svago e relax ai Cavalieri italiani che risiedevano nel vicino Auberge d’Italie.

Nelle aiuole ci sono piante di plumbago con i fiori color celeste e viole trapiantate, pini, ulivi e palme che regalano zone d’ombra. Al centro una vasca d’acqua circondata da panchine in legno, con dei vialetti che si diramano a raggiera.

Sul retro un ampio belvedere colonnato si affaccia sul Grand Harbour, dal quale si può ammirare un bel panorama su Vittoriosa e Senglea, mentre sul lato opposto è ben visibile la facciata della chiesa di San Publiju a Floriana.

La sera, quando le comitive di turisti sono partite, la città si svuota e diventa più vivibile. È il momento giusto per girarla con calma e apprezzare dei particolari che con l’affollamento non si riescono a cogliere.

 

Itinerario 2 – Mdina e Dingli Cliffs

Nonostante siano delle località tipicamente turistiche, l’accoppiata storia-natura del secondo itinerario è sicuramente una di quelle da inserire nella lista delle cose da vedere a Malta in 3 giorni.

L’escursione la potete svolgere in autonomia oppure partecipando ad un tour organizzato.

L’attività ha una durata di circa quattro ore e mezza, la guida parla in italiano e nella tariffa sono compresi i biglietti d’ingresso e il servizio di pick-up in hotel.

Nel caso vi muoviate da soli e voliate approfondire la conoscenza di questi luoghi potete optare per un Free Tour di Mdina.

L’attività ha una durata di circa due ore, la guida parla in italiano e ha delle recensioni molto positive.

Come tutti i free tour non ha una tariffa prestabilita, ma sarete voi a lasciare una mancia all’accompagnatore in base al gradimento del servizio.

 

L'interno della Cattedrale di San Paolo a Mdina

Cattedrale di San Paolo a Mdina

 

Fondata dai fenici nel 700 a.C., Mdina attraversò un periodo di prosperità durante il periodo di dominazione romana, quando assunse il ruolo di municipium.

A quel tempo si chiamava Melita e sorgeva sull’altura dove oggi c’è Mdina. Solo che era molto più grande rispetto alla cittadella attuale.

Furono in seguito gli arabi a dotarla del sistema difensivo ben visibile anche oggi.

Mdina è uno di quei luoghi che lasciano a bocca aperta, tanto è bella e ben conservata.

Una volta entrati nella cittadella vi consigliamo di lasciarvi trasportare tra gli stretti vicoli, pavimentati con piastrelle in pietra su cui rimbombano gli zoccoli dei cavalli, che trainano le carrozze ad uso turistico.

Gli edifici hanno un colore dorato e il tetto a terrazza, gli scuri delle finestre colorati con tinte vivaci e le attività commerciali hanno ancora le vecchie insegne in legno di una volta.

La Cattedrale di San Paolo è l’edificio in stile barocco più importante di Mdina ed è stato costruito tra il 1697 e il 1702, dall’architetto maltese Lorenzo Gafà.

La facciata è sormontata da due campanili laterali, in cima ai quali ci sono dei motivi di fiamme e serpenti che simboleggiano il primo miracolo del santo a Malta.

L’interno è a tre navate, il pavimento è tappezzato da lapidi in marmo policromo mentre nella volta sono rappresentate scene di vita di San Paolo.

La pala d’altare ospita l’opera La conversione di San Paolo di Mattia Preti. L’artista di origine calabrese, nominato cavaliere, si trasferì a Malta nel 1659 ed è stato uno degli artisti più influenti del Seicento.

Di fianco alla cattedrale sorge l’omonimo museo, un’interessante collezione di oggetti sacri, amuleti egizi, vecchie monete e una serie di xilografie dell’artista tedesco Albrecht Dürer.

Al seguente link potete già acquistare il biglietto d’ingresso alla Cattedrale e al museo.

 

La sala da pranzo del Palazzo Falson a Mdina

Palazzo Falson

 

Palazzo Falson fu costruito agli inizi del XIII secolo e, secondo noi, è uno degli edifici più interessanti da visitare a Mdina.

Originariamente il palazzo era a un solo piano, ma successivamente venne ampliato nel 1524 da Michele Falson con l’aggiunta del secondo piano e delle bifore arabesche.

Fu acquistato dal filantropo e artista Olof Frederick Gollcher nel 1927 e dopo una serie di modifiche strutturali lo ribattezzò “The Norman House”.

La visita ha inizio nel bel cortile in pietra, prosegue in alcune sale del piano terra, tra cui la cucina. Il secondo piano invece ospita delle splendide stanze finemente arredate.

Potete già acquistare i biglietti d’ingresso al Palazzo Falson cliccando sul link. Nella tariffa è compresa l’audioguida in italiano, indispensabile per godere appieno la visita.

 

In fondo al paese c’è la pittoresca piazza Tas-Sur (piazza dei Bastioni), circondata da eleganti edifici su cui si arrampicano piante di bouganville in fiore.

Sul lato nord, preceduto da alcuni scalini, si apre un belvedere da cui ammirare uno splendido panorama a 180° che spazia dalla zona centrale di Malta al mare.

 

Terminata la visita alla cittadella di Mdina vi consigliamo di andare a godervi il tramonto alle scogliere di Dingli.

Se vi muovete in autobus, da Mdina prendete l’autobus 201 e scendete alle fermate Vizitaturi o Maddalena.

La prima si trova nei pressi del grande radar con la copertura a forma di cupola, la seconda invece si trova alcune centinaia di metri più avanti proprio di fronte alla chiesetta intitolata a Santa Maria Maddalena.

Tutt’intorno una superficie rocciosa ricoperta da arbusti, tra cui quelli di anice con i fiori gialli inebriano l’ambiente con il loro profumo.

Il primo documento ufficiale che attesta la costruzione di una chiesetta nei pressi delle Dingli Cliffs è datato XV secolo, mentre l’attuale edificio è stato edificato probabilmente nel Seicento.

Di recente la chiesetta campestre ha subito dei necessari lavori di ristrutturazione.

 

Dingli Cliffs a Malta

Dingli Cliffs

 

La festa di Santa Maria Maddalena viene celebrata ogni anno il 22 luglio o la domenica più vicina a tale data.

Se avete del tempo a disposizione potete fare una bella passeggiata sui sentieri sopra le falesie oppure lungo la strada panoramica, fermandovi di tanto in tanto ad ammirare il paesaggio.

Alcune panchine in legno su cui sostare sono state collocate in posizioni strategiche.

Diversi turisti arrivano qui con il frigo a mano e le bevande per condividere in compagnia il magico momento del tramonto.

Al termine potete scendere nel villaggio di Dingli, che si trova leggermente nell’entroterra lungo la strada che conduce a Rabat e Mdina.

Per cena vi consigliamo il ristorante Diar il-Bniet. Oltre a un menù alla carta preparano i piatti autentici della cucina maltese rurale, con le materie prime provenienti dai loro 600 acri di terreno.

 

Itinerario 3 – Gozo e la Blu Lagoon

Prima di partire per Malta avevamo messo in cima ai nostri desideri due luoghi che avremmo voluto visitare a tutti i costi, la Concattedrale di San Giovanni a La Valletta e la Laguna Blu a Comino.

Se la prima ha ampiamente rispettato le nostre aspettative, la seconda invece ci ha lasciato un retrogusto amaro.

Non per la bellezza del mare e dei suoi fondali, che restano meravigliosi, ma per l’accesso incontrollato di bagnanti incuranti e irrispettosi dell’ambiente che li circonda.

Centinaia di persone appollaiate sulle scogliere, una serie di chioschi che vendono bevande e snack caldi, decine di imbarcazioni che fanno avanti indietro nella baia.

Siamo rimasti lì poco più di un’ora e poi non ce l’abbiamo fatta e siamo tornati a Gozo.

 

A Valletta i traghetti per Gozo salpano dal Grand Harbour, proprio sotto gli Upper Barrakka Gardens. Per scendere potete utilizzare il pratico ascensore.

Una volta imboccata Xatt Lascaris vi suggeriamo di mantenere la sinistra in quanto dall’altra parte della strada il marciapiede termina prima della galleria.

Subito dopo il tunnel c’è il punto di partenza del ferry Gozo High Speed. Il biglietto è gratuito per i possessori della Tallinja Card Flex.

Il traghetto ha solo tre slot orari al mattino mentre sono più numerosi quelli nel pomeriggio, ma se volete trascorrere una giornata completa tra Gozo e Comino allora vi consigliamo di muovervi nelle prime ore della giornata.

Prima partite e meglio è.

La traversata ha una durata di 45 minuti. Arrivati al porto di Mġarr (Gozo) potete prendere il traghetto per la Blue Lagoon nell’isola di Comino oppure l’autobus per Victoria, il capoluogo dell’isola.

All’arrivo trovate anche numerosi taxi e le vetture condivise della società estone Bolt.

A prima vista l’isola di Gozo mi sembra che non sia stata aggredita dall’industria del turismo come Malta e quindi la speculazione edilizia è più contenuta.

Il paesaggio è brullo, arso, con pochi terreni coltivati. La presenza di un grande vigneto comunque è il segno inequivocabile che anche qui sta prendendo piede la produzione vitivinicola.

 

Il-Kastell a Victoria isola di Gozo

Il-Kastell a Victoria

 

Victoria (detta anche Rabat) è una graziosa cittadina dominata da Il-Kastell, una cittadella fortificata restaurata da pochi anni.

La visita di Victoria può iniziare da qui. Sviluppatasi in epoca fenicia e diventata successivamente romana, oggi ospita ben quattro musei oltre alla Cattedrale dell’Assunzione.

L’edificio religioso fu edificato tra il 1697 e il 1711 sul luogo dove in passato sorgeva un’altra chiesa, andata distrutta a causa di un terremoto.

Come quella di Mdina anche quella di Victoria è stata progettata dall’architetto Lorenzo Gafà. Una targa posizionata all’esterno ricorda che la chiesa fu visitata il 30 maggio 1992 dalla Regina Elisabetta II accompagnata dal principe Filippo.

Lungo gli stretti vicoli si affacciano negozi di souvenir e prodotti di artigianato, tra cui i famosi merletti di Gozo.

Spingetevi fino sui bastioni esterni dai quali potete ammirare uno splendido panorama che abbraccia gran parte dell’isola.

Pjazza Indipendenza si trova proprio alla base della rampa che porta alla fortezza ed è la piazza principale della città.

Da qui si può iniziare a esplorare il centro storico di Victoria, detto Il-Borgo, un labirinto di viuzze che si diramano attorno a Pjazza San Ġorġ.

 

Ramla Bay isola di Gozo

Ramla Bay

 

A metà pomeriggio, sempre in autobus, ci siamo diretti a Ramla Bay, per un paio d’ore di spiaggia.

Si tratta di una lingua di sabbia che i locali chiamano Ramla il-Ħamra, che significa la spiaggia dalla sabbia rossa. Si sviluppa per una lunghezza di 400 metri ed è un posto ideale per nuotare, fare immersioni e rilassarsi.

L’area che circonda la baia include un’importante varietà di specie di flora che proliferano sulle dune, come l’ofride specchio e una serie di piante endemiche tra cui la salsola melitensis e la linaria comune.

 

Itinerario 4 – Malta Meridionale (Blue Grotto, Ħaġar Qim e Mnajdra)

L’itinerario che vi proponiamo lo potete fare partecipando ad un tour organizzato oppure in completa autonomia, come abbiamo fatto noi.

Oltre alla visita alla Blue Grotto e ai templi megalitici Ħaġar Qim e Mnajdra, l’escursione con il tour operator prevede anche la visita ad una delle cave di pietra più antiche dell’isola, in località Siġġiewi.

Il tour ha una durata di quattro ore, sarete accompagnati da una guida che parla in italiano e nella tariffa sono compresi il servizio di pick-up in hotel e il biglietto d’ingresso alla cava e ai templi.

 

Il porticciolo di Wied Iż-Żurrieq a Malta

Il porticciolo di Wied Iż-Żurrieq

 

Se invece optate per l’escursione in autonomia allora dovete puntare il navigatore sulla località di Wied Iż-Żurrieq, situata sulla costa sud-occidentale.

Nel caso utilizziate i mezzi pubblici tenete presente che l’autobus 74 si ferma lungo la strada costiera, mentre la linea 201 scende giù fino al grande parcheggio situato all’inizio del villaggio.

Wied Iż-Żurrieq è un paesino di quattro case e una manciata di attività commerciali che prospera grazie alla vicinanza con la Blue Grotto.

Le escursioni partono dal molo situato proprio in fondo al paese.

Si scende lungo una scalinata e dopo aver acquistato il biglietto nell’apposito chiosco si sale sull’imbarcazione.

Il tour ha una durata di circa 25 minuti e durante la navigazione si visitano tre-quattro grotte, degli imponenti archi naturali scavati nella falesia.

Appena saliti a bordo si indossano i giubbini di salvataggio, le barche hanno una capacità di nove posti a sedere (più il conducente).

Vi consigliamo di fare la visita al mattino perché i raggi del sole penetrano nelle grotte e donano un intenso colore azzurro all’acqua del mare.

Al termine, prima di proseguire l’itinerario di giornata, potete prendere posto in uno dei numerosi ristorantini e snackbar per un momento conviviale e di relax.

 

La Blue Grotto a Malta

Blue Grotto

 

I templi megalitici di Ħaġar Qim e Mnajdra si trovano un paio di chilometri a monte di Wied Iż-Żurrieq.

Siccome le corse in autobus sono sporadiche, per non perdere tempo prezioso abbiamo preso un taxi che in cinque minuti ci ha portati a destinazione.

La visita al parco archeologico ha inizio nel nuovo edificio che ospita il centro visitatori, dove c’è un’interessante esposizione multimediale e si può assistere ad un filmato illustrativo in formato 3D.

Al termine si intraprende un sentiero in cemento che in un centinaio di metri conduce a Ħaġar Qim.

Risalente a oltre 5000 anni fa, il tempio megalitico si trova in cima a un promontorio con una fertile pianura a est e una gariga che digrada verso il mare a ovest.

Il complesso presenta delle porte nel muro esterno, il passaggio centrale è pavimentato con lastre di pietra mentre i vani che si diradano dal corridoio hanno il pavimento in terra battuta.

Le porte interne sono costituite da due blocchi di pietra verticali con architrave e soglia, oppure da un’apertura tagliata in un unico megalite. Originariamente alcuni edifici erano coperti da un tetto a mensola.

 

Il tempio di Ħaġar Qim a Malta

Tempio di Ħaġar Qim

 

Un altro sentiero in leggera discesa (salita al ritorno) di circa 500 metri conduce al sito di Mnajdra. Probabilmente era utilizzato dalla stessa comunità che viveva a Ħaġar Qim.

Mnajdra è composto da tre edifici costruiti sia in pietra globigerina sia in calcarea corallina.

La porta dell’edificio sud è allineata con l’alba durante gli equinozi di primavera e autunno. Durante i solstizi di inverno e d’estate invece i raggi del sole nascente percorrono i lati del portale principale colpendo due lastre decorate all’interno della prima camera.

Dal 2008 i siti sono stati dotati di una tensostruttura protettiva, costruita per rallentare l’impatto degli elementi naturali sul deterioramento dei materiali.

Per la visita vi consigliamo di portare dei cappellini per ripararvi dai raggi del sole, mentre potete approvvigionarvi di bevande nel centro visitatori.

 

Nella gariga si sviluppano dei sentieri naturalistici. Durante tutte le stagioni dell’anno l’area ospita un’interessante varietà di flora e fauna.

Falco di palude, farfalle, pipistrelli, pettirossi, occhioni comuni, codirosso spazzacamino, roditori, camaleonti, lumache e ragni vivono tra piante di finocchietto selvatico e margherite.

Al largo la tozza sagoma dell’isola di Fifla, dichiarata riserva naturale nel 1980 grazie al suo particolare ecosistema, ricco di specie di piante endemiche.

Fino agli anni Settanta invece veniva utilizzata per esercitazioni dalle truppe degli eserciti britannico e della NATO.

Originariamente faceva parte della terraferma ma il processo di fagliazione geologica la trasformò in isola.

Il nome Fifla deriva dal termine arabo di filfel che significa “seme di pepe”. Dal 1343 in una caverna sorgeva una piccola cappella dedicata all’Assunzione, ma venne distrutta da un forte terremoto nel 1856.

 

Itinerario 5 – Malta Meridionale (Ħal Saflieni Hypogeum e Marsaxlokk)

La strada che da La Valletta conduce verso la zona meridionale dell’isola è un susseguirsi di piccoli centri abitati e aree commerciali, intervallati da rare aree destinate alle coltivazioni.

Le proprietà agrarie sono facilmente identificabili perché sono divise dai tradizionali muretti a secco, che troviamo anche da noi in alcune regioni del sud, per esempio in Puglia e Sicilia.

Da dietro i blocchi di pietra spuntano grandi piante di cactus, con i frutti ormai prossimi alla maturazione.

Sulla sommità di una collina, nella località di Paola, è stato rinvenuto uno dei siti preistorici più prestigiosi del paese. Fa parte di Heritage Malta, l’agenzia nazionale che si occupa dei musei, delle pratiche di conservazione e del patrimonio culturale.

Si tratta di Ħal Saflieni Hypogeum, un complesso funerario sotterraneo rinvenuto nel 1902 da uno scalpellino durante i lavori di costruzione di alcune case.

La necropoli, patrimonio dell’Unesco dal 1981, è testimone di una civiltà ormai scomparsa, che viveva qui tra il 4000 e il 1500 a.C.

Le cavità sono scavate su tre livelli e sono costituite da sale, camere sepolcrali e passaggi ricavati nella pietra calcarea.

Siccome per proteggere le pareti decorate del sito sono ammesse solo 80 persone al giorno, suddivise in gruppi di 10, se volete visitarlo vi consigliamo di prenotare i biglietti online con congruo anticipo.

 

Panorama di Marsaxlokk a Malta

Marsaxlokk

 

Marsaxlokk (conosciuto anche come Marsa Scirocco) è un antico villaggio di pescatori che si affaccia sull’omonima baia e secondo noi è il luogo ideale per trascorrere alcune ore in completo relax.

Che gli abitanti siano dediti alla pesca si intuisce fin da subito grazie alle numerose imbarcazioni dai caratteristici colori vivaci ormeggiate nel porticciolo.

Il paesino è famoso per il mercato del pesce che si svolge ogni domenica, mentre negli altri giorni della settimana sulla banchina ci sono delle bancarelle di souvenir.

Prima di sera i pescatori preparano le attrezzature per le uscite notturne.

Se prestate attenzione noterete che sui pescherecci vengono accatastate delle grandi foglie di palma, utilizzate per la pesca del lampuki.

I gruppi di foglie ancorate ad una zavorra e legate tra loro in modo tale da creare una zona d’ombra in superficie, vengono posate al largo. In questo modo i pesci si radunano intorno alle macchie scure e diventano facile preda dei pescatori.

La baia di Marsaxlokk ha anche scandito alcuni momenti importanti della storia maltese.

Durante il Grande Assedio del 1565 per esempio, la flotta turca rimase ormeggiata al largo del villaggio per diversi mesi.

Sempre qui approdò la flotta di Napoleone durante l’invasione francese del 1798 ed infine, nel 1989, poche settimane dopo la caduta del muro di Berlino, su una nave ormeggiata nella rada ci fu il summit tra Michail Gorbačëv e George Bush Senior.

 

La St Peter’s Pool a Malta

St Peter’s Pool

 

La principale attrazione situata nei dintorni di Marsaxlokk è la St Peter’s Pool, una meravigliosa piscina naturale circondata da rocce calcaree su cui sdraiarsi a prendere il sole.

Dal paese si può raggiungere grazie ad un mezzo proprio, un transfer privato (ci sono diversi Bolt) oppure a piedi, come abbiamo fatto noi.

Dal piazzale antistante la chiesa si prosegue sul lungomare in direzione della zona industriale, ben visibile sullo sfondo con le alte ciminiere che depauperano il paesaggio.

Appena superata sulla sinistra una costruzione a forma di torre, una stretta stradina in asfalto con il fondo accidentato si inerpica in sensibile pendenza sulla collina tra poderi e rare abitazioni, alcune delle quali sembrano disabitate.

Al termine si sbuca sulla strada principale che sale dal villaggio.

Fermatevi un attimo a prendere fiato, sorseggiate un goccio d’acqua fresca e ammirate lo splendido panorama dall’alto di Marsaxlokk.

Si prosegue per alcune centinaia di metri tra campi delimitati da muretti a secco fino a quando, una stradina a sinistra, conduce a destinazione.

Non avrete difficoltà ad individuarla perché già da lì sono ben visibili le auto parcheggiate sullo slargo adiacente il sentiero che porta a St Peter’s Pool.

Di fianco al sentiero c’è un furgone attrezzato con bibite fresche, gelati e snack per rimpinguare le forze dopo tuffi e nuotate.

Si scende lungo sentieri sconnessi tra piante di euforbia, senecio e arbusti vari. Se volete un po’ di pace e tranquillità vi consigliamo di spingervi lungo la scogliera di destra.

In fondo ci sono degli spazi su cui sdraiarsi senza doversi ammassare uno sull’altro.

Spoiler: a metà ottobre c’era ancora molta gente che affollava la piscina, sinceramente non osiamo pensare a come sia la situazione in estate.

 

Itinerario 6 – Le Tre Città

Dopo il Grande Assedio le città di Birgu, L’Isla e Bormla furono ribattezzate rispettivamente Vittoriosa, Senglea e Cospicua.

La prima per la vittoria ottenuta contro gli ottomani, la seconda in onore del Gran Maestro Claude de la Sengle, la terza infine per il coraggio dimostrato in battaglia dai Cavalieri.

Vittoriosa e Senglea sorgono su due strette penisole che si affacciano sul Grand Harbour, mentre Cospicua si trova nell’entroterra appena sotto Vittoriosa.

Sono collegate a La Valletta da un regolare servizio di ferry.

 

La baia di Vittoriosa (Birgu) Malta

Baia di Vittoriosa

 

La visita alle Tre Città richiede solo poche ore ma in un ipotetico itinerario di 3 giorni a Malta ve la consigliamo solo se avete sufficiente tempo a disposizione.

Proprio per questo motivo noi ci siamo concentrati solo su Vittoriosa, la più affascinante a detta della gente del posto.

Vittoriosa è uno di quei luoghi in cui sembra che il tempo si sia fermato.

Per le strade pochi turisti, in pratica abbiamo camminato quasi sempre da soli, godendoci in esclusiva ogni belvedere che si affaccia sulla baia.

La visita a Vittoriosa solitamente inizia dalla porta di Provenza, situata a pochi passi dalla fermata degli autobus.

Una volta raggiunta Misraħ ir-Rebħa, la piazza principale, abbiamo seguito l’itinerario a piedi suggerito dalla Lonely Planet.

Ad essere sinceri l’abbiamo abbandonato dopo pochi minuti in quanto per la cittadina è bello perdersi in maniera consapevole.

Stretti vicoli che si incuneano tra alti edifici in pietra, porte e finestre tinteggiate con colori vivaci, splendide vedute che si aprono sul porto.

 

Abitazione caratteristica a Vittoriosa (Birgu) Malta

Vittoriosa

 

Gira che ti rigira ci si trova sempre al solito posto, con l’imponente Forte Sant’Angelo come punto di riferimento.

Nel 1530 i Cavalieri di San Giovanni ne presero possesso, lo ristrutturarono e diventò la residenza del Gran Maestro dell’Ordine fino al 1571.

A partire dal XIX secolo fu occupato dagli inglesi, che tra il 1912 e il 1979 vi stabilirono il comando della loro flotta nel Mediterraneo.

Di fianco ai bastioni si sviluppa la marina, che separa Vittoriosa da Senglea. Alle bitte sono ancorate imbarcazioni e yacht di lusso battenti bandiere dei paradisi fiscali.

La Chiesa di San Lorenzo fu edificata dove in passato sorgeva un edificio religioso di epoca normanna e fu la chiesa dei Cavalieri di San Giovanni dal 1530 fino a quando la funzione non fu assunta dalla Concattedrale di La Valletta.

Non si accede tramite la porta della facciata principale, ma da una porticina laterale in cima ad una scalinata.

L’interno a tre navate è riccamente decorato in stile barocco e la statua del Santo spicca tra gli arredi di colore rosso.

 

Itinerario 7 – Gżira – Sliema – St Julian’s – Paceville

Grazie alla sua posizione sul mare, Gżira è generalmente considerata una buona zona dove alloggiare.

L’abbiamo fatto anche noi al 115 The Strand Hotel by Neu Collective.

L’ideale è venire qui nel tardo pomeriggio, quando i raggi del sole inclinati a tre-quarti donano delle tonalità calde alle cupole e alle facciate degli edifici di La Valletta, situata sullo sfondo.

 

Il lungomare di Gżira a Malta

Lungomare di Gżira

 

La passeggiata che costeggia il mare invita ad una piacevole camminata. Una serie di chioschi di tour operator pubblicizzano crociere di un giorno a Gozo, Comino e perfino in Sicilia.

Eleganti locali dotati di piscina e lettini offrono sistemazione sia a chi ha il piacere di prendere il sole a bordo vasca sia a chi desidera approfittare degli happy hour all’ora dell’aperitivo.

In fondo alla promenade spicca la sagoma di Tigné Point.

Proprio qui l’ammiraglio dell’esercito ottomano Turgut Reis (detto anche Dragut) schierò i cannoni per bombardare Fort St Elmo durante il Grande Assedio.

L’area è stata da poco riqualificata, vialetti in lastre in pietra si incuneano tra giardini ben curati e piante di agave, lentisco con i frutti rossi, senecio dai fiori gialli, rosmarino e palme nane ornamentali.

 

Vecchi edifici a Sliema Malta

La “vecchia” Sliema

 

Il lungomare di Sliema non è nient’altro che la continuazione di quello di Gżira, con una serie di moderni condomini e palazzi residenziali che abbracciano spiagge di roccia calcarea.

La passeggiata è ampia, pavimentata con piastrelle di color rosso, delimitata lato mare da una elegante balaustra con la ringhiera in ferro.

Le due torri che facevano parte del perimetro difensivo, Il-Fortiżża e It-Torri, sono state ristrutturate e destinate a locali per la ristorazione.

Appena lasciata la strada principale ci si addentra in strette viuzze in pendenza che sezionano il quartiere, dove si trovano ancora degli spaccati autentici della vecchia Sliema.

Edifici decadenti, con i muri in pietra color ocra.

Non so fino a quando resisteranno all’avanzare del rinnovamento. Le numerose gru a braccio che sporgono dai tetti delle abitazioni non fanno ben sperare in questo senso.

 

Spinola Bay a St Julian’s Malta

Spinola Bay (St Julian’s)

 

St Julian’s in passato era una comunità autonoma di pescatori, ora invece è un tutt’uno con la marina di Portomaso e Paceville, uno dei centri più animati della movida notturna.

Il cuore di St Julian’s è la baia di Spinola, su cui si affacciano letteralmente uno sopra l’altro ristoranti, pub e locali alla moda.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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