INCANTEVOLE SAN FRANCISCO, GUIDA ALLA BAY CITY

INCANTEVOLE SAN FRANCISCO, GUIDA ALLA BAY CITY


Dopo aver visitato diversi paesi in giro per il mondo possiamo tranquillamente affermare che San Francisco è una delle città più affascinanti che abbiamo visto.

Situata in una posizione invidiabile, la città della California offre dei panorami mozzafiato sull’omonima baia e sulle dolci colline che la circondano. È riconosciuta da tutti come la capitale culturale degli Stati Uniti, non solo per l’elevato numero di musei, librerie e teatri presenti, ma anche per la predisposizione della gente ad accettare la sperimentazione di cose nuove e alternative.

Di seguito vi presentiamo un itinerario di massima di due giorni e mezzo, oltre ad alcuni consigli pratici ed informazioni utili per vivere al meglio questa meravigliosa metropoli. Il nostro viaggio si è svolto il mese di giugno del 2010.

 

GIORNO 1

È circa la una del pomeriggio quando il datato Boeing 747-400 dell’Air France atterra all’aeroporto della città californiana, fondata dagli spagnoli nel 1776 come La misiòn de Nuestro Padre San Francisco de Asìs. Sbrigate abbastanza velocemente le pratiche doganali che consistono nella lettura del passaporto elettronico, la rilevazione delle impronte digitali e la foto del viso, possiamo dare inizio alla nostra vacanza. Riccardo è esente da queste procedure in quanto è ancora minore di 14 anni. Tutte le cabine degli ufficiali di polizia della dogana espongono la bandiera statunitense.

 

Viaggio a San Francisco, stravaganze per le strade (Stati Uniti)

Stravaganze per le strade di San Francisco (Stati Uniti)

 

Preso posto in hotel ci muoviamo velocemente a piedi verso Market Street ed Union Square alla ricerca di un supermercato, dove approvvigionarsi di acqua e generi alimentari per la colazione e lo spuntino di metà giornata del giorno dopo. Devo inoltre acquistare l’adattatore di corrente per ricaricare le batterie della fotocamera digitale.

Prime impressioni sulla città: è sabato pomeriggio e forse per questo c’è pochissimo traffico sulle ampie arterie che sezionano a reticolo la città. Agli incroci pedonali, l’approssimarsi dello stop viene scandito sul display del semaforo da un countdown di 10 o 15 secondi, con i numeri di colore rosso su sfondo nero. Sono circa 22 ore che siamo svegli ed abbiamo lasciato la nostra casa in Friuli Venezia Giulia, ed ovviamente la stanchezza si fa sentire. Quasi quasi stiamo camminando per inerzia, in poche parole siamo groggy e così decidiamo di far ritorno in hotel per concederci un lungo e meritato riposo. Mi guardo bene in giro e noto che molte persone sono comunque più strane di noi, sicuramente a causa di qualche viaggio, anche se completamente diverso dal nostro.

 

GIORNO 2

Stamattina San Francisco ci accoglie con un bellissimo sole incastonato nel cielo limpido ed azzurro, anche se un venticello fresco e sostenuto che spira dall’oceano Pacifico ci obbliga ad indossare una felpa a maniche lunghe.

Avendo a disposizione solo due giorni pieni da dedicare alla visita della città cerchiamo di concentrare il tempo a nostra disposizione sui punti di maggior interesse. Seguiamo a grandi linee l’itinerario a piedi descritto dalla Lonely Planet, che prevede l’attraversamento di due tra i più importanti quartieri della città, quello cinese e quello italiano.

 

Viaggio a San Francisco, accesso a Chinatown tramite la porta con il tetto in giada (Stati Uniti)

Accesso a Chinatown tramite la porta con il tetto in giada (San Francisco, Stati Uniti)

 

A Chinatown accediamo tramite la porta con il tetto in giada verde posta all’incrocio tra Grant Ave e Bush Street. È domenica mattina e la zona ci sembra ancora addormentata, la maggior parte delle attività commerciali situate su Grant Ave sono ancora chiuse anche se alcuni negozi che vendono ricordi e souvenir per turisti incominciano ad alzare le serrande proprio al nostro passaggio. Arrivati all’incrocio tra Clay e Stockton Street, saliamo in ascensore al quarto piano di un anonimo edificio a visitare il Kong Chow Temple, dove tra bastoncini di incenso, candele fumanti, petali di rosa adagiati in appositi piattini e due fedeli che sorseggiano del tè caldo, concentriamo i nostri sguardi e la nostra ammirazione al bellissimo altare color vermiglio. Pian piano intanto le viuzze del quartiere incominciano a prendere vita e numerose persone appartenenti alla comunità del dragone si danno appuntamento a Portsmouth Square. Anche noi decidiamo di concederci un momento di riposo e ristoro seduti proprio su una panchina in legno di quello che è considerato il salotto di Chinatown. Dal ponte in pietra che collega la piazza con il Chinese Culture Center si intravede sullo sfondo la Coit Tower.

 

Viaggio a San Francisco, murales in Columbus Ave (Stati Uniti)

Murales in Columbus Ave (San Francisco, Stati Uniti)

 

Siamo ormai arrivati a North Beach, il quartiere italiano, marchiato con il tricolore sui pali neri della luce. La prima fermata in Columbus Ave è alla City Lights Bookstore, libreria di proprietà di Lawrence Ferlinghetti. Assieme a Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Burroughs ed altri, fondò negli anni ’50 il movimento artistico, poetico e letterario della Beat Generation, consacrando così San Francisco a capitale statunitense della letteratura. Il negozio si sviluppa su tre piani (seminterrato, piano terra e primo piano), il pavimento in legno scricchiola ad ogni passo dei visitatori, giriamo tra gli scaffali pieni di opere e respiriamo il suo essere tuttora una istituzione vitale per la controcultura e le correnti artistiche d’avanguardia della città. È dell’intero paese.

 

Viaggio a San Francisco, City Lights Bookstore (Stati Uniti)

City Lights Bookstore in Columbus Ave (San Francisco, Stati Uniti)

 

È ora di pranzo, ritorniamo indietro di qualche isolato e prendiamo posto tra i tavoli neri della House of Nanking, seduti proprio sotto ad una foto che ritrae il proprietario, Mr. Fang con un giovanissimo Sean Penn. Gustiamo dei deliziosi gamberoni fritti con erbe aromatiche mentre Elisabetta si avventura in bocconcini di pollo fritto, serviti con glassa alle mandorle e patate lesse tagliate a fettine e servite con la buccia. Dopo la scorpacciata riprendiamo la strada in leggera salita di Columbus Ave, passiamo dapprima davanti ad una delle prime chiese costruite in città, la National Shrine of St. Francis of Assisi dove si sta celebrando la santa messa della domenica, successivamente davanti a numerosi ristoranti che tradiscono le origini del nostro paese.

Arrivati nell’animata Washington Square, affrontiamo con calma le pendenze arcigne di Filbert Street per raggiungere la Coit Tower, a Telegraph Hill. Da lassù, tra la fitta vegetazione, si possono ammirare degli scorci suggestivi sulla baia e l’imponente Bay Bridge, ponte che collega San Francisco ad Oakland. Ritorniamo giù spediti per Filbert Street e poi di nuovo su a fatica (e con un po’ di fiatone) per Lombard Street fino alla via più tortuosa del mondo, dove tra piante di ortensie ed azalee, graziose casette, pappagalli verdi con la testa rossa ed il becco giallo mimetizzati tra il fogliame degli alberi, assistiamo al pellegrinaggio di macchine che scendono zigzagando a passo d’uomo dai tornanti più famosi della città.

 

Viaggio a San Francisco, auto che scendono da Lombard Street (Stati Uniti)

Auto che scendono da Lombard Street (San Francisco, Stati Uniti)

 

È ora di riprendere la via del ritorno per Union Square, saliamo sulla Cable Car della linea Powell & Hyde Sts alla fermata posta proprio in cima ai tornanti di Lombard Street. Il veicolo è diviso in due parti quasi uguali: quella posteriore, chiusa, ha i seggiolini per i passeggeri all’interno del vagone, quella anteriore invece, aperta, ha due file di seggiolini che danno verso l’esterno, oltre al piedistallo sul quale stanno in piedi le persone che non trovano posto a sedere. Tra le due file di seggiolini si trovano le leve manuali di guida, che vengono azionate dall’autista del mezzo per avanzare o frenare. L’entusiasmo di Riccardo e l’ebbrezza della prima volta ci contagiano, ci fiondiamo sul vagone alla ricerca di tre posti che danno sull’esterno.

In Market Street (tra la quinta e la sesta strada) sia ieri che oggi abbiamo notato un folto assembramento di persone. Mi avvicino timidamente a loro, sbircio tra la folla ed intravedo una fila di tavoli sui quali si gioca a scacchi, con i curiosi che assistono alle mosse dei giocatori in religioso silenzio.

 

Viaggio a San Francisco, mercato della frutta e verdura (Stati Uniti)

Mercato della frutta e verdura (San Francisco, Stati Uniti)

 

Nelle vie che si sviluppano a sud di Market Street è consuetudine imbattersi in senzatetto, ragazzini appartenenti a qualche gang, persone sotto l’effetto di stupefacenti o alcool, però nessuno di loro osa disturbare i passanti. Una volta arrivato in camera mi siedo nell’angolo lettura ed apro la raccolta di poesie San Francisco Poems di Lawrence Ferlinghetti, acquistata stamattina alla City Lights. Ne trovo una dedicata a loro:

I SAW ONE OF THEM

 

I saw one of them sleeping

huddled under cardboard

by the Church of Saint Francis

I saw one of them

rousted by the priest

I saw one of them squatting in bushes

I saw another staggering

against the plateglass window

of a firstclass restaurant

I saw one of them in a phone booth

shaking it

I saw one with burlap feet

I saw one in a grocery store

come out with a pint

I saw another come out with nothing

I saw another putting a rope

through the loops of his pants

I saw one

with a bird on his shoulder

I saw one of them singing

on the steps of City Hall

in the so cool city of love

I saw one of them trying to give

a lady cop a hug

I saw another sleeping

by the Brooklyn Bridge

I saw another standing

by the Golden Gate

The view from there was great

 

Provo a tradurla:

VIDI UNO DI LORO

 

Vidi uno di loro che dormiva

rannicchiato sotto un cartone

accanto alla Chiesa di San Francesco

Vidi uno di loro

fatto alzare in piedi da un prete

Vidi uno di loro accovacciarsi nei cespugli

Vidi un altro vacillare

contro la vetrina

di un ristorante di prima classe

Vidi uno di loro in una cabina telefonica

scuoterla

Vidi uno con una tela ruvida ai piedi

Vidi uno in un negozio di alimentari

uscire con una pinta

Vidi un altro uscire

con niente

Vidi un altro mettersi una fune

tra i passanti dei suoi pantaloni

Vidi uno

con un uccello sulla spalla

Vidi uno di loro che cantava

sugli scalini del Municipio

nella città dell’amore

Vidi uno di loro provare

ad abbracciare una poliziotta

Vidi un altro che dormiva

accanto al ponte di Brooklyn

Vidi un altro stazionare

accanto al Golden Gate

La vista da laggiù era bellissima

Come bellissima ed emozionante è la poesia.

 

GIORNO 3 

Come avrete già capito leggendo gli appunti dei giorni scorsi a San Francisco si incontrano le persone più strane e stravaganti. Ne abbiamo riprova stamattina sul tram della linea F che da Market Street ci porta al Pier 33. Si tratta dell’autista, un omone robusto di mezza età, di colore, che accoglie tutte le passeggere con un sorriso ed un complimento. In prossimità di ogni fermata ne elenca il nome ed i punti di interesse della zona a ritmo di rap. Un personaggio fantastico.

 

Viaggio a San Francisco, gabbiano sull'isola di Alcatraz (Stati Uniti)

Gabbiano che cova sull’isola di Alcatraz (San Francisco, Stati Uniti)

 

Arrivati all’imbarcadero ci accorgiamo di essere circondati da una pellicola argentea di foschia, che rende sfuocati gli scorci sulla città alle nostre spalle. Anche il Golden Gate laggiù in fondo sulla sinistra è avvolto in una fitta nebbiolina e solo alcuni elementi del ponte sono visibili ad occhio nudo. Puntuali alle ore 11.00 salpiamo con il battello alla volta dell’isola di Alcatraz (dallo spagnolo pellicano), che fa parte del Golden Gate National Park. La visita al famoso penitenziario ha inizio sullo spiazzo di fronte al molo con un discorso di benvenuto da parte di un ranger, prosegue con la visione del filmato orientativo, con la passeggiata tra i vecchi edifici pericolanti e gli angoli più suggestivi dell’isola, in mezzo a piante selvatiche e nidi di gabbiani.

 

Viaggio a San Francisco, cortile interno del carcere di Alcatraz (Stati Uniti)

Cortile interno del carcere di Alcatraz (San Francisco, Stati Uniti)

 

L’ultima tappa del tour prevede la visita alla prigione vera e propria che grazie all’aiuto delle audio guide in italiano si può fare tranquillamente da soli. Raggiunto il cortile dove i detenuti usufruivano dell’ora d’aria mi siedo sui gradoni in cemento armato e cerco di isolarmi dal mondo che mi circonda; penso al film Fuga da Alcatraz interpretato da Clint Eastwood. Lui stava seduto proprio dove mi trovo io adesso. Riesco così ad ascoltare lo strillo dei gabbiani che volteggiano sopra di me mentre il vento freddo che soffia impetuoso dall’oceano mi taglia la pelle del viso come la lama di un rasoio. Soffia talmente forte che è complicato scattare le fotografie e riuscire a tenere parallele la linea dell’orizzonte con quella del mirino.

 

Viaggio a San Francisco, ingresso al Fisherman’s Wharf (Stati Uniti)

Ingresso al Fisherman’s Wharf (San Francisco, Stati Uniti)

 

Rientrati sulla terra ferma ci dirigiamo a piedi verso Fisherman’s Wharf, dove dapprima passeggiamo tra i negozi ed i ristoranti del commerciale Pier 39, poi ci fermiamo a vedere la colonia di leoni marini sdraiati a pancia in su sulle banchine, ed infine una volta arrivati al Pier 41 gustiamo uno dei piatti tipici della città, la Clam Chowder. Si tratta di una zuppa di vongole, con pancetta tagliata a cubetti, cipolla tritata, patate e latte caldo, servita all’interno di una rosetta di pane alla quale viene tolta la mollica.

Terminato lo spuntino proseguiamo in direzione del Golden Gate. Il ponte è ancora nascosto dalla cappa di nebbia che lo ammanta come i tentacoli di una piovra, il vento ci appioppa delle violente frustate che ci fanno sballottare da una parte all’altra del marciapiede, ci fermiamo un momento davanti al mare e cerchiamo di capire dov’è stata registrata l’ultima scena del film Il cacciatore di aquiloni di Marc Foster tratto dal famoso romanzo di Khaled Hosseini. Non riusciamo ad individuare con esattezza il luogo, probabilmente dovremmo procedere oltre Fort Mason, però la violenza del vento ci fa desistere. Decidiamo di ripararci nell’intimità di Ghirardelli Square e farci accarezzare la faccia dai caldi raggi del sole seduti su una panchina in legno.

 

Viaggio a San Francisco, leoni marini al Pier 39 (Stati Uniti)

Leoni marini al Pier 39 (San Francisco, Stati Uniti)

 

È iniziata intanto da alcuni giorni la Coppa del Mondo di calcio in Sud Africa. Prima di coricarci io e Riccardo buttiamo distrattamente uno sguardo su ESPN alla partita Giappone – Camerun. Noto che in sovrimpressione viene continuamente riproposta la scritta: “Jerseys: Jap blue Cam yellow”. Tradotto: i giocatori del Giappone indossano la maglia blu mentre quelli del Camerun quella gialla. “Sono proprio strani questi americani” penso. Non dovrebbe essere così complicato capire senza l’ausilio della grafica che i giapponesi sono quelli con la pelle più chiara e gli occhi a mandorla mentre i giocatori africani del Camerun sono quelli con la pelle scura. Più semplice di così!

 

GIORNO 4

È arrivato il momento di lasciare San Francisco ed iniziare il nostro on the road fino a Las Vegas attraverso i meravigliosi parchi del southwest (qui il nostro diario di viaggio). La giornata sarà lunga e impegnativa così alle ore 7.30 sono già negli uffici della compagnia rent a car in O’Farrell Street a ritirare la macchina, una KIA Optima. Una volta caricati i bagagli in hotel ci dirigiamo verso est e durante l’attraversamento del maestoso e trafficato Bay Bridge buttiamo un ultimo e malinconico sguardo sulle costruzioni bianche con il tetto a terrazza di Frisco. Una città che abbiamo imparato ad amare.

 

DOVE DORMIRE A SAN FRANCISCO

Diverse persone con cui ero entrato in contatto prima di partire mi avevano sconsigliato di trovare alloggio nella zona a sud di Market Street, considerata poco sicura.

Noi invece abbiamo alloggiato proprio in quella zona, precisamente al Best Western Carriage In situato sulla 7th Street e siamo rimasti più che soddisfatti.

Tutte le camere dell’hotel sono dedicate ad un cittadino di San Francisco diventato famoso ed importante nei campi della letteratura, della musica e della cultura. La nostra è una double bed arredata con raffinatezza in stile vittoriano, con i copriletto coordinati con il colore delle pareti ed il rivestimento delle poltrone. Queste, poste vicino ad un’ampia finestra che dà sulla settima strada, formano un comodo angolo lettura assieme ad un tavolino in legno sul quale si trova una bellissima macchina da scrivere d’epoca ed una lampada da tavolo.

 

VALUTA

Dollaro statunitense – USD (suddiviso in 100 Cents)

Curiosità: la monetina da 10 cents viene anche chiamata dime, inoltre rispetto ai tagli tradizionali a cui siamo abituati noi europei negli States trovate anche la monetina da 25 cents (chiamata anche quarter dollar)

 

COPERTURA SANITARIA

Il servizio sanitario nazionale italiano non ha una convenzione bilaterale con gli Stati Uniti d’America (anche per le prestazioni di Pronto Soccorso) e quindi prima di partire è consigliato stipulare un’assicurazione sanitaria privata.

 

CORRENTE ELETTRICA

Procurarsi un adattatore di corrente di tipo americano con un contatto a terra e due contatti paralleli piatti.

 

LETTURE CONSIGLIATE

Viaggio con Charley (Travels with Charley), John Steinbeck

Sulla Strada (On the Road), Jack Kerouac

 

FUSO ORARIO

California -9

stefano

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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