Mostar, 10 cose da vedere nella città del ponte

Mostar, 10 cose da vedere nella città del ponte


Mostar non è una città grande, tutt’altro. Le cose principali da vedere sono racchiuse in un raggio di poche centinaia di metri e questo fa sì che si possano tranquillamente visitare con delle piacevoli camminate. Il centro storico infatti è quasi completamente pedonale ed invoglia la gente proprio a muoversi a piedi.

Nel rispetto dei tempi e delle esigenze personali di ognuno di noi, chi mi segue da tempo sul blog sa bene che consiglio sempre di dedicare i tempi corretti alle visite.

In questo senso dedicare un giorno alla visita di Mostar potrebbe essere sufficiente per farsi un’idea della città, meglio secondo me spezzando il soggiorno in due mezze giornate.

 

Panorama Mostar

Panorama di Mostar

 

Fermarsi a Mostar anche per la notte significa viverne appieno il fascino e l’atmosfera unica delle ore serali, quando la città si illumina e la ressa dei turisti ha ormai abbandonato il centro storico.

La visita alla città può essere abbinata benissimo con un on the road di alcuni giorni in Erzegovina, oppure con una visita a Sarajevo. Nei dintorni di Mostar infatti ci sono diverse cose interessanti da vedere.

In Erzegovina sorgono alcuni tra i luoghi di maggior interesse della Bosnia, dove si possono ancora vivere delle esperienze uniche e adatte a diverse tipologie di turismo.

 

Don't Forget Mostar

Don’t Forget, uno dei luoghi più fotografati della città

 

Il turismo religioso ha in Međugorje uno dei luoghi di culto più conosciuti in tutta Europa, il turismo avventura trova invece nelle cascate di Kravice il posto ideale per tuffi e kayaking, il turismo slow infine ti permette di scoprire dei villaggi autentici come Blagaj, Počitelj, Stolac e Trebinje.

 

QUANDO ANDARE A MOSTAR

A Mostar c’è generalmente un clima marittimo temperato con temperature abbastanza elevate in estate ed inverni piuttosto freddi, con diverse giornate umide e piovose.

Durante i mesi invernali è possibile assistere a qualche fenomeno nevoso sulle alture che circondano la città, anche se questa tipologia di precipitazione è molto più frequente in altre zone del paese.

 

Mercato coperto Mostar grappa miele

Il mercato coperto, area miele, succhi di frutta e grappe

 

Il periodo più indicato per visitare Mostar quindi è quello che abbraccia la bella stagione, che va da inizio maggio a metà di ottobre.

Tenete presente che durante i mesi invernali alcune strutture turistiche rimangono chiuse e quindi prima di pianificare il viaggio vi consiglio di verificarne la disponibilità.

 

COME ARRIVARE A MOSTAR

Il capoluogo dell’Erzegovina si raggiunge generalmente su strada oppure in treno.

Nell’aeroporto di Mostar infatti, situato nella località di Gnojnice, non operano voli di linea provenienti dall’Italia.

È possibile quindi avvicinarsi alla città grazie a collegamenti aerei e marittimi, ma poi è indispensabile noleggiare un’auto o utilizzare i mezzi pubblici.

 

Gatto Mostar

Incontri nella Moschea di Koski Mehmed Paša

 

In auto dall’Italia:

Superata la dogana con la Slovenia a Pesek (in comune di San Dorligo della Valle), si prosegue per una quarantina di chilometri in un paesaggio vallonato sulla strada E61. Scegliendo questo tragitto non è necessario pagare la vignetta autostradale slovena.

Pochi chilometri dopo l’ingresso in territorio croato si prende l’autostrada A7/E61 che porta a Rijeka (Fiume), poi nei pressi dell’autodromo di Grobnik situato sulle alture della città si accede alla E65 direzione Zagabria.

Dopo una novantina di chilometri si prende l’uscita per Bosiljevo, si prosegue dapprima sulla E71 e successivamente sulla E65 fino alle frontiere con la Bosnia Erzegovina di Bijač o Crveni Grm.

Mostar è situata ad una cinquantina di chilometri dalla frontiera.

In Croazia le autostrade sono a pagamento ed il pedaggio si paga al casello come da noi, anche con carta di credito.

Importante: alla frontiera bosniaca oltre al passaporto è obbligatorio presentare la Carta Verde dell’assicurazione auto, sia in ingresso che in uscita.

 

Casa ottomana Bišćevića Ćošak Mostar

Interno della casa ottomana Bišćevića Ćošak

 

In aereo:

I tre aeroporti che operano sull’Erzegovina dall’Italia sono Sarajevo, Dubrovnik e Spalato.

Mentre Ragusa e Spalato vengono utilizzati da compagnie low cost per voli diretti, la capitale della Bosnia Erzegovina non ha collegamenti diretti con il nostro paese e quindi è necessario fare uno scalo.

Mostar è raggiungibile da tutte e tre le località in autobus, mentre da Sarajevo è possibile farlo anche con il treno.

 

In traghetto:

Dall’Italia sono attivi collegamenti navali dai porti di Ancona e Bari con destinazione rispettivamente Spalato e Dubrovnik. Le traversate durano all’incirca 11 ore.

 

Mercato coperto tessuti Mostar

Mercato coperto di Mostar

 

DOVE DORMIRE A MOSTAR

Mostar e dintorni sono mete ambite da turisti e pellegrini provenienti da ogni dove.

Basti pensare alla vicina Međugorje, fiorente meta di pellegrinaggio, il cui sviluppo non si è più fermato da quando nel 1981 sei ragazzi ebbero un’apparizione in cui credettero di aver riconosciuto la Madonna.

In un contesto come questo non possono di certo mancare le strutture ricettive e quindi in zona c’è un’ampia offerta di alloggi in grado di soddisfare tutte le esigenze dei visitatori.

Si va infatti dagli hotel di ogni standard alle pensioni, dagli ostelli agli alberghi, dai campeggi agli appartamenti in case private.

 

Solis Apartments Mostar

Camera da letto Solis Apartments

 

Noi avevamo optato per quest’ultima soluzione e ci eravamo trovati benissimo.

L’appartamento che avevamo scelto per la notte si trova in Braće Trbonja 6, si chiama Solis Apartments ed è situato in posizione strategica rispetto ai luoghi di maggior interesse della città. Ha una valutazione complessiva Eccezionale di 9,9 su Booking.

Tanto per farvi un esempio il ponte vecchio dista appena un chilometro.

La struttura è stata ristrutturata da poco, è arredata con gusto e attenzione ai dettagli, offre tutti i confort necessari per un soggiorno da ricordare.

Il proprietario infine fornisce il parcheggio gratuito nel cortile della sua abitazione, in un’area protetta e sicura.

 

In alternativa al seguente link trovate tutte le migliori offerte per prenotare un alloggio a Mostar.

 

Disclosure: se prenoterete tramite i nostri link affiliati, Booking ci accrediterà una piccolissima commissione. Per voi non cambia nulla, la tariffa rimane la stessa, noi invece riusciremo a sostenere le spese del blog. Grazie mille.

 

DOVE MANGIARE A MOSTAR

Lungo il fiume che bagna Mostar sorgono numerosi caffè e ristoranti con splendide vedute sullo Stari Most (il ponte vecchio) ed il centro storico. Sono locali prettamente turistici dove comunque è possibile gustare piatti tradizionali della cucina bosniaca e balcanica.

 

Cucina tipica balcanica

Cucina tipica balcanica a Mostar

 

10 COSE DA VEDERE A MOSTAR

 

STARI MOST, IL PONTE VECCHIO

Se a bruciapelo vi dico Parigi è probabile che vi venga in mente la Tour Eiffel, se vi butto lì Roma voi immaginerete la Basilica di San Pietro o il Colosseo. Probabilmente se vi parlo di Mostar la assocerete al Ponte Vecchio.

Lo Stari Most infatti è sicuramente l’icona della città ed è stato inserito nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. È conosciuto in tutto il mondo ed è l’attrazione principale di Mostar.

Fu costruito a partire dal 1557 su ordine di Solimano il Magnifico e sostituì un vecchio ponte sospeso sul fiume Neretva. Quando venne completato fu considerato una meraviglia dell’architettura dell’epoca.

 

Veduta notturna Ponte Vecchio Mostar

Veduta notturna del Ponte Vecchio

 

Il ponte a schiena d’asino è largo 4 metri ed è lungo 30 ed è protetto da due torri chiamate in lingua locale mostari (custodi del ponte).

Tutti noi abbiamo ancora impresse le immagini della sua distruzione ad opera dell’artiglieria croato-bosniaca il 9 novembre del 1993. Successivamente il manufatto fu ricostruito usando una pietra locale chiamata tenelija ed è stato riaperto al passaggio dei pedoni il 22 luglio del 2004.

Vicino alla torre che ospita la mostra fotografica permanente War Photo Limited c’è la sede del Club dei Tuffatori. Se sosterete in zona vi capiterà sicuramente l’occasione di vedere un turista che con la supervisione degli addetti si tuffa dal parapetto del ponte nella Neretva. Un tuffo di 25 metri.

 

Gara tuffi Stari Most Mostar

Tuffi dallo Stari Most

 

Alcuni temerari infatti arrivano fin qui anche da oltre oceano solo per questo motivo. In estate invece si svolge una vera e propria gara di tuffi tra professionisti della disciplina.

Una pendenza sensibile sommata al selciato molto levigato fanno sì che superare il ponte non sia così scontato come si pensi. Per questo motivo vi consiglio di indossare calzature idonee. In caso contrario abbiamo visto più di qualcuno costretto a togliersi infradito e sandali ed oltrepassarlo a piedi scalzi.

 

IL PONTE STORTO

Il piccolo manufatto si trova a poche decine di metri dal ben più famoso Stari Most, di cui ricorda comunque la struttura ad arco singolo. Si estende sopra uno stretto corso d’acqua, il Rabobolja, ed è conosciuto con il nome di Kriva Ćuprija.

Fu edificato nel 1558 ed è une delle più antiche strutture in muratura conservate dai tempi della dominazione ottomana. Il ponte originale, danneggiato durante la guerra degli anni Novanta, fu distrutto da una piena nel 2000 e successivamente ricostruito l’anno dopo.

 

Ponte Storto Mostar

Il Ponte Storto

 

È situato in una posizione un po’ appartata rispetto all’affollato centro storico. Si arriva percorrendo uno stretto vicolo che si incunea tra pub, ristoranti e folta vegetazione in direzione della Moschea Nezir-agina.

È un luogo tranquillo dove ci si può fermare per un momento di relax seduti al tavolo all’aperto di uno dei numerosi bar e caffè.

Proseguendo per alcune decine di metri lungo una stradina in pendenza si giunge in uno spiazzo dove si trova il centro di informazioni turistiche dell’Erzegovina.

 

MOSTRA FOTOGRAFICA WAR PHOTO LIMITED

Nella torre situata nella parte occidentale dello Stari Most (appena dopo l’arco in pietra), c’è un’interessante mostra fotografica dedicata a Mostar durante il periodo della guerra negli anni Novanta.

 

War Photo Limited Mostar

Sala espositiva mostra fotografica War Photo Limited Mostar

 

Si accede tramite una scaletta in legno, l’esposizione occupa alcune stanze su più piani e le opere esposte sono del fotografo neozelandese Wade Goddard.

 

MUSEO DEL PONTE VECCHIO

Sul lato opposto del ponte invece c’è il Museo del Ponte Vecchio, che si divide in due sezioni distinte.

La visita ha inizio in una torre a più piani, dalla quale si può godere di un panorama relativamente interessante sul centro città.

Nella prima sezione c’è una collezione dedicata alla costruzione del ponte e al suo contesto storico, poi una volta terminata la visita si scende e si visitano gli scavi archeologici rinvenuti sotto il ponte stesso.

 

MERCATO

Tra Braće Fejića e Mala Tepa sorge sulla riva orientale della Neretva il mercato coperto di Mostar.

 

Mercato coperto Mostar frutta verdura

Il mercato coperto, area frutta e verdura

 

Chi ci segue sul blog sa bene quanto amiamo i bazar. Per noi visitarli è un vero e proprio spasso perché ci permettono di incontrare e socializzare con le persone del luogo. Inoltre si riescono ad intuire le dinamiche sociali ed economiche di un popolo.

Sulle bancarelle si trova un po’ di tutto. Frutta, verdura, spezie, olio d’oliva, composti di frutta, grappe dai gusti assortiti, capi di abbigliamento, articoli in pelle, il tutto in un via vai di gente ed in un tripudio di colori e odori.

 

KUJUNDŽILUK

Kujundžiluk è senza ombra di dubbio il quartiere più suggestivo del centro storico di Mostar. Le abitazioni dalle classiche forme architettoniche orientali hanno le facciate tinteggiate con colori vivaci.

Si sviluppa lungo una stretta viuzza in acciottolato di sassi lungo la riva sinistra del fiume, dal quale è separato da un parapetto in pietra.

La “via dell’oro” come viene chiamata è il classico bazar orientale, un susseguirsi di botteghe artigianali dove vengono lavorati l’ottone, metalli preziosi, calzature, manufatti in pelle e tessuti.

 

Bottega artigiano Kujundžiluk Mostar

Bottega artigianale a Kujundžiluk

 

Sembra di trovarsi in un vero e proprio suk (mercato arabo) e se vi chiederete cosa comprare a Mostar questo è sicuramente il posto giusto per schiarirvi le idee.

Souvenir per turisti, servizi da caffè alla turca, calzature, sciarpe pashmina, costumi e accessori per la danza del ventre, ciondoli contro il malocchio e coloratissime lampade di vetro.

Rimango sempre affascinato nel guardare le lampade accese al calar del sole, rimarrei ad osservarle per diversi minuti. Sono fatte con piccole tessere di vetro colorate incollate una vicina all’altra come in un mosaico.

 

Lampade vetro bazar Kujundžiluk Mostar

Lampade di vetro nel bazar di Kujundžiluk

 

Anche se sono esposte le etichette con i prezzi, nel caso entraste nell’ordine di idee di acquistaste qualcosa dovrete necessariamente contrattare sul prezzo. Come nella migliore tradizione orientale, per i negozianti la contrattazione rappresenta un aspetto sociale ed un vero e proprio modo di vivere.

Lungo Kujundžiluk infine si trova uno dei posti più fotografati di Mostar, la pietra con la scritta Don’t Forget.

Se percorrerete la via in direzione Stari Most la noterete sulla vostra sinistra. Si trova adagiata sul selciato davanti ad una abitazione che fa angolo con la strada, in posizione leggermente elevata rispetto al piano di camminamento.

 

MOSCHEA DI KOSKI MEHMED PAŠA

Percorrendo la via pedonale Mala Tepa si staglierà all’improvviso sulla vostra destra la grande cupola della Moschea di Koski Mehmed Paša.

Si accede al complesso tramite un portone ad arco, si giunge in un grande cortile in acciottolato di sassi. Sulla vostra destra troverete dei negozietti di souvenir, di fronte la fontana per le abluzioni mentre sulla sinistra sorgono il luogo di culto islamico ed il minareto.

 

Interno Moschea Koski Mehmed Paša Mostar

L’interno della Moschea di Koski Mehmed Paša

 

Edificata nel 1618 ma ristrutturata nei secoli successivi, la moschea ha un interno piuttosto sobrio ed essenziale. Durante la visita ci avevano colpiti dei dipinti alle pareti ed alcune finestre in vetrocemento, con i tasselli dai colori molto accesi.

Prima di uscire dal complesso vi consigliamo di recarvi sul retro. Da lì potrete gustarvi uno splendido panorama sullo Stari Most e sul centro storico di Mostar.

 

MOSCHEA KARAĐOZBEG

Dicono sia la moschea più importante della città. Noi purtroppo non eravamo riusciti a visitarla in quanto l’avevamo trovata sempre chiusa.

Situata all’inizio di Braće Fejića sul vertice di un incrocio, è rinchiusa dietro un muro di cinta in pietra. Fu costruita nel 1557 prima di essere gravemente danneggiata durante la guerra.

Dopo i lavori di restauro che l’hanno riportata agli antichi splendori, ora il complesso ospita una madrasa a quattro cupole.

 

BIŠĆEVIĆA ĆOŠAK

Poco più avanti della Moschea Karađozbeg sorge in posizione un po’ defilata rispetto a Braće Fejića la Bišćevića Ćošak.

Si tratta di una splendida dimora ottomana costruita circa 350 anni fa, restaurata e tirata a lucido. È possibile visitarla, vi si accede tramite un grande portone in legno.

 

Cortile casa ottomana Bišćevića Ćošak Mostar

Cortile interno della casa ottomana Bišćevića Ćošak

 

Il cortile con la pavimentazione in selciato che compone figure geometriche presenta diverse panche dove sedersi, una fontana e il desk dove acquistare il biglietto d’ingresso. C’è anche la possibilità di fermarsi per un momento di relax degustando del tè o caffè turco.

Al piano superiore, al quale si accede grazie ad una stretta scala in legno e senza scarpe, ci sono alcune stanze con i pavimenti ricoperti da sgargianti tappeti orientali.

I mobili sono in legno intarsiato ed alle pareti sono esposti quadri e fotografie.

 

LA EX LINEA DEL FRONTE

In seguito al processo di dissoluzione della Jugoslavia, il 15 ottobre 1991 la Bosnia Erzegovina dichiarò la propria indipendenza. I parlamentari serbo-bosniaci però furono contrari alla decisione intrapresa e così formarono un governo autonomo nella città di Pale, a pochi chilometri da Sarajevo.

 

Ex Hotel Neretva Mostar

Lo scheletro dell’ex Hotel Neretva

 

Nel mese di aprile del 1992 la comunità internazionale riconobbe la Bosnia Erzegovina come stato indipendente ma nel paese era già in atto da alcuni mesi una guerra fratricida tra milizie serbe, croate e federali (musulmane).

All’inizio del 1993 scoppiò il conflitto tra croati e musulmani. I croati bombardarono le città di Mostar e Stolac mentre le truppe federali presero d’assalto alcuni villaggi di etnia croata nei dintorni di Travnik, nel centro del paese.

Venne così a crearsi un fronte all’interno della città stessa, che correva in direzione nord-sud lungo le vie Alekse Šantića e Bulevar, con le truppe croate asserragliate a ovest ed i musulmani bosniaci ad est.

Ancora oggi in questa zona sono evidenti i segni della guerra. È sufficiente passeggiare per le viuzze che costeggiano la Neretva ed è un continuo alternarsi di edifici diroccati ad altri restaurati.

 

Cosa vedere a Mostar

Murales a Mostar

 

A fare da contraltare alcune facciate ricoperte da vistosi e colorati murales, che danno vita ad un ambiente che presenta ancora numerose cicatrici.

In Spanski Trg per esempio c’è il palazzo cadente a pianta triangolare che una volta ospitava la sede della Ljubljanska Banka.

A poche centinaia di metri, superando il Musala Most e tornando sulla sponda orientale della Neretva, è ben visibile lo scheletro di quello che era l’edificio che ospitava l’hotel Neretva.

Continuando questa specie di pellegrinaggio nei luoghi della guerra, non potevamo lasciare Mostar senza sostare per un momento di raccoglimento davanti alla lapide che ricorda Marco Lucchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo.

 

Targa commemorativa Lucchetta Ota D'Angelo Mostar

La targa che ricorda gli inviati della Rai di Trieste

 

I tre inviati della RAI della sede di Trieste si trovavano in Bosnia Erzegovina per un reportage sui bambini, ma il 28 gennaio 1994 trovarono la morte colpiti da una granata davanti ad un rifugio mentre intervistavano un ragazzino.

La lapide si trova all’interno di un cortile di un condominio, nel caso voleste andarci anche voi contattateci e vi spiegheremo dove si trova.

 

COPERTURA SANITARIA

L’Italia e la Bosnia Erzegovina hanno stipulato una convenzione sanitaria bilaterale.

Alcune tipologie di cittadini italiani (lavoratori subordinati privati, autonomi assimilati, pensionati, famigliari a carico) che si recano in BiH per turismo sono coperti solo per alcuni servizi sanitari.

Prima di partire è necessario recarsi alla propria Azienda Sanitaria territoriale e compilare il modulo di richiesta.

Per saperne di più vi consigliamo comunque di consultare la sezione “Se parto per” sul sito web del Ministero della Salute.

In alternativa potete stipulare una assicurazione sanitaria privata.

 

VALUTA BOSNIA ERZEGOVINA

Marco Bosniaco – BAM (suddiviso in 100 Feninga)

Simbolo KM

Tasso di cambio fisso: 1 € = 1,9558 BAM

 

Volete continuare a viaggiare con noi? Qui trovate il nostro itinerario on the road alla scoperta dei villaggi e dei paesaggi dell’Erzegovina.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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L’antica cittadella fortificata (Kalaja in albanaese) si raggiunge tramite una stradina lastricata in sensibile pendenza che ha inizio alcune decine di metri dopo la Moschea del Sultano. Negli spazi occupati dell’ex Cattedrale Ortodossa dedicata alla Dormizione di Santa Maria, sorge dal 1986 il Museo Onufri. La cattedrale fu costruita nel 1797 sulle fondamenta di una chiesa più antica risalente al X secolo.
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All'interno della cittadella fortificata di Berat, negli spazi occupati dell’ex Cattedrale Ortodossa dedicata alla Dormizione di Santa Maria, sorge dal 1986 il Museo Onufri. La cattedrale fu costruita nel 1797 sulle fondamenta di una chiesa più antica risalente al X secolo.
L’edificio presenta un’architettura tardo bizantina con un’espressione artistica in stile barocco balcanico, come evidenziato dalla pregiata iconostasi a due livelli datata 1807. Nelle sale laterali invece sono esposte numerose icone (dal XIV al XX secolo) e oggetti liturgici.
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Sabato scorso siamo stati a fare shopping da #ATRIOVillach. In fase di ideazione del progetto si decise di mettere fin da subito il benessere delle persone al centro dell’esperienza, con l’eco-sostenibilità come valore di riferimento. È stato creato un ambiente piacevole illuminato anche dalla luce naturale proveniente da grandi vetrate. Gli arredamenti dei negozi sono stati realizzati con materiali ecocompatibili e sono dotati di soluzioni tecnologiche innovative.
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