GAUCHOS ARGENTINI, UN GIORNO DI FESTA IN UNA FATTORIA

GAUCHOS ARGENTINI, UN GIORNO DI FESTA IN UNA FATTORIA


Gli argentini sono un popolo che ama la natura e la compagnia. Nel fine settimana hanno l’abitudine di radunarsi nelle fattorie per trascorrere un giorno di completo relax assieme ai famosi gauchos argentini. Un vero e proprio día de campo o fiesta gaucha come lo chiamano da quelle parti.

 

LA FATTORIA ARGENTINA

L’Estancia (fattoria in spagnolo) è un’azienda agricola che offre alloggio ai turisti con pasti inclusi. Le estancias sorgono nelle fertili e vaste praterie dei gauchos e furono costruite da ricchi immigrati europei per l’allevamento del bestiame. Negli ultimi anni però, per ragioni meramente economiche, si sono trasformate in agriturismi dove trascorrere alcuni giorni di vacanza in mezzo alla natura.

 

Interno Estancia Don Silvano

Interno della Estancia Don Silvano a Capilla del Señor

 

Molte persone provenienti dalla mia terra, il Friuli Venezia Giulia, ma anche da altre regioni italiane, emigrarono nelle Pampas tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in cerca di occupazione. Anche mio nonno materno fece lo stesso e si stabilì per sette anni a Rosario, nella provincia di Santa , dove lavorò come muratore. Per questo motivo ho un legame particolare con questa terra ed è l’unico paese nel quale mi sia sentito come a casa mia fin dal primo momento che arrivai.

 

IL GAUCHO ARGENTINO

Il gaucho in Argentina è l’equivalente del cowboy in nord America e la sua importanza crebbe notevolmente nell’Ottocento grazie al prosperare dei ricchi pascoli di bovini. In genere i gauchos argentinos avevano origini meticce indio – ispaniche, trascorrevano la notte in bivacchi di fortuna attorno ad un fuoco e sulla pelle avevano marchiati i segni della fatica, del vento e del sole.

Erano persone fiere e indipendenti e nell’immaginario collettivo hanno sempre rappresentato il senso della libertà, tant’è vero che attorno alla loro figura è cresciuta una letteratura gauchesca.

 

Cavallo Gauchos argentini

A cavallo con i gauchos argentini

 

Con il mutare dell’economia nelle Pampas e in Patagonia, per non rimanere isolati ai margini della società, i gauchos dovettero modificare il loro stile di vita ed andare a lavorare nelle estancias, perdendo la loro autonomia ed indipendenza e diventando di fatto braccianti agricoli subordinati.

Il classico abbigliamento del gaucho argentino dei giorni nostri è formato da bombachos (calzoni con le borse), una rastra (cintura con borchie argentate) di cuoio attorno alla vita con attaccato un facón (coltello di lama lunga) e un fazzoletto attorno al collo.

 

FIESTA GAUCHA, LA NOSTRA ESPERIENZA

Prima di lasciare Buenos Aires e trasferirci a Rosario ci regaliamo una giornata di completo svago in campagna. Saremo ospiti dell’ Estancia Don Silvano, situata a Capilla del Señor, piccola località della Pampa settentrionale situata sulla Ruta Nacional n°8, a circa 90 km dalla capitale federale.

Durante il tragitto in pulmino superiamo alcuni villaggi residenziali racchiusi tra alte mura di cinta sormontate dal filo spinato, piantonati da agenti della security e monitorati da numerose telecamere. Sono dei veri e propri paesi in miniatura, indipendenti, dotati di tutti i servizi per le famiglie benestanti della zona.

 

Ingresso Estancia Don Silvano

L’ingresso della Estancia Don Silvano a Capilla del Señor

 

Al nostro arrivo in estancia, il señor Roberto ci accoglie con una calorosa stretta di mano, empanadas di carne ed un buon bicchiere di vino tinto. Silvano era un immigrato di origine italiana e acquistò questa terra nel 1940 dalla famiglia Lennon, di chiare origini irlandesi.

Passeggiamo all’interno del ranch ed iniziamo a prendere confidenza con la flora: gli alti eucalipti hanno le foglie mosse dal vento, gli ombù sembrano degli alberi ma in realtà sono delle grosse piante, il ceibo è l’albero nazionale argentino, fiorisce un mese all’anno e fa un fiore di colore rosso.

 

Pianta Ombù Argentina

Ombù, una tipica pianta argentina

 

Camminiamo sopra un metro e mezzo di humus, la superficie è molto soffice, le scarpe sprofondano nell’erba e ci sembra di stare in piedi sopra un materasso in gommapiuma. Ovviamente il terreno è molto fertile e quindi non vengono utilizzati concimi e fertilizzanti per ricavare ottimi raccolti.

Gli ospiti dell’Estancia Don Silvano intanto hanno iniziato a cimentarsi con le attività quotidiane dell’azienda, come la mungitura delle mucche e le cavalcate a cavallo per radunare il bestiame. Sul tronco di un eucalipto notiamo un uccello che a prima vista ci sembra un picchio, chiediamo lumi ad un ragazzo e lui ci dice che si tratta di un pajaro carpintero. Abbiamo visto giusto!

 

Asado argentino

La tipica carne alla brace argentina

 

Il suono della campanella ci annuncia l’ora del pranzo. Ci raduniamo così assieme agli altri ospiti nel grande salone che ha una capacità di 350 persone. Provengono da diverse parti del mondo: dalla Spagna, dal Cile, da Porto Rico, da Aruba, dall’Olanda e dal New Jersey.

Il pranzo consiste in una parrilla a base di carne: chorizo (filetto di manzo), morcilla (sanguinaccio), asado de tira (costine arrosto), vacío (muscolo) e pollo, carote, uova sode, patate lesse, cipolla e pomodori. Al termine un buon caffè d’orzo ed una coppa di gelato alla crema. Il momento conviviale viene allietato da uno spettacolo di canti e danze del folklore argentino: tango, gato, chacarera, malambo e chamamè.

Torniamo all’aperto, ci sistemiamo sopra piccole tribune in legno per assistere alle destrezze gauche, una specie di rodeo tradizionale: addestramento dei cavalli, carrera cuadra carrera de sortijas.

 

gauchos argentini

La carrera de sortijas, il palio dell’anello dei gauchos argentini

 

La carrera de sortijas consiste in una specie di palio dell’anello. Un gaucho a cavallo infatti si lancia a forte velocità dentro una porta in legno simile a quelle usate per le partite di calcio. Dal palo orizzontale penzola un anello metallico di piccole dimensioni ed il gaucho deve infilzarlo con un punteruolo. Se riesce nell’intento lo porta via con sé come premio e lo offre in dono ad una delle persone che assistono allo spettacolo, generalmente ad una donna.

Vírginia, la ragazza che ci ha accompagnati fin qui, mi offre del mate dal suo matero. Mi racconta alcuni aneddoti sulla bevanda nazionale e mi dice che se una persona te lo offre dolce allora vuol dire che gli piaci.

È arrivata l’ora del rientro nell’immensa Buenos Aires, salutiamo i compagni di avventura e le maestranze dell’azienda non prima però di aver gustato dei deliziosi dolcetti preparati con amore dalla famiglia Lisiardi, attuale proprietaria della fattoria.

Ci lasciamo con un famoso detto argentino:

“Es solo la amistad que no se compra, ni vende,

solo se da, cuando en el pecho se siente!”

Tradotto:

“L’amicizia non si compra e non si vende,

solo si dà, quando nel cuore si sente!”. 

 

Photo Credits: le due foto dell’Estancia Don Silvano (ingresso e interno) sono state scaricate dal sito web della struttura (donsilvano.com)

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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