Il Cenacolo Vinciano a Milano, guida alla visita

Il Cenacolo Vinciano a Milano, guida alla visita


L’Ultima Cena, la celebre opera di Leonardo da Vinci, si trova a Milano nel suo luogo originario, il Refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie.

Il lavoro fu commissionato dal Duca di Milano Ludovico Sforza detto “il Moro”, il quale voleva trasformare il complesso religioso nel mausoleo di famiglia.

Dal 1980, assieme alla Basilica ed al Convento, il Cenacolo Vinciano fa parte dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

In questo articolo vi forniamo alcuni consigli utili per programmare la visita, oltre ad alcune interessanti informazioni storiche ed artistiche.

 

Indice

 

Come arrivare

La Basilica di Santa Maria delle Grazie sorge nell’omonima piazza ed è situata in zona Magenta, appena fuori dal centro storico di Milano.

Le fermate della metropolitana più vicine sono:

  • Cadorna FN Linea 2 Verde (la linea passa sia per la Stazione Centrale sia per quella di Porta Garibaldi);
  • Conciliazione o Cadorna FN Linea 1 Rossa (è la stessa linea della fermata Duomo).

In entrambi i casi poi si giunge a destinazione con una breve passeggiata di una decina di minuti.

Si può raggiungere il museo anche in Tram con la linea 16 (la linea passa anche in zona Duomo) e con i Bus delle linee 50 e 169 (la fermata è situata in via Boccaccio).

Per verificare corse e orari vi consiglio comunque di installare sui dispositivi mobili la App ufficiale di ATM, l’Azienda Trasporti Milanesi.

 

Cenacolo Vinciano Visita Guidata

Se volete vivere un’esperienza completa che preveda oltre alla spiegazione dettagliata del famoso dipinto di Leonardo anche la visita alla chiesa ed al chiostro, allora vi consigliamo di partecipare ad un tour guidato.

La visita ha una durata di un’ora e la Guida certificata parla in italiano. Nel voucher sono compresi anche il biglietto d’ingresso e gli auricolari nel caso la visita si faccia con un gruppo di almeno cinque partecipanti.

 

Cenacolo Vinciano gratis

Alcune categorie possono accedere gratuitamente al museo, per esempio i diversamente abili ed i loro accompagnatori, il personale docente della scuola, gli Under 18 UE ed extra UE, i membri dell’ICOM (International Council of Museums).

L’elenco completo di tutte le categorie è comunque disponibile sul sito web del MIBACT, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

Il Comune di Milano inoltre ha promosso l’iniziativa che prevede l’ingresso gratuito a tutti i musei civici della città la prima domenica del mese, prenotando l’ingresso con un congruo anticipo.

Le strutture che aderiscono a questo progetto sono il Cenacolo Vinciano, il Museo del Novecento, la Pinacoteca di Brera, le Gallerie d’Italia, l’Acquario Civico ed i Musei del Castello Sforzesco.

 

Santa Maria delle Grazie

Gaspare Vimercati, facoltoso ufficiale dell’esercito degli Sforza, donò ai frati domenicani di Pavia un terreno nella città di Milano. Era il 1460.

A quel tempo l’area era occupata da due modesti edifici. Uno dava dimora ai soldati del Vimercati e l’altro ospitava una piccola cappella, al cui interno c’era l’affresco della Madonna delle Grazie.

I monaci grazie all’aiuto economico della famiglia Sforza commissionarono i lavori per la costruzione di una Chiesa, con annesso convento da intitolare proprio alla Madonna delle Grazie.

 

La chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano

Santa Maria delle Grazie (© cenacolovinciano.org)

 

I lavori, sotto la guida dell’architetto Guiniforte Solari, iniziarono nel 1463 e terminarono a grandi linee nel 1469. La Chiesa invece, in stile gotico lombardo a tre navate, fu completata nel 1482 ed inglobò l’antica cappella.

Quello delle Grazie fu un cantiere molto importante che richiamò numerosi architetti, artisti e pittori.

Il convento invece si sviluppava in tre chiostri. Il primo venne utilizzato dalle truppe del Vimercati e poi fu demolito nel 1897, il secondo invece era chiamato il Chiostro Grande e ospitava le celle dei frati.

Il terzo infine, il Chiostro dei Morti, si trovava nei pressi dell’antica cappella, dove oggi sorge la Cappella del Rosario, l’ultima che troverete nella navata di sinistra dell’odierna Basilica.

 

Il Cenacolo Vinciano

Come accennato il dipinto di Leonardo si trova sulla parete nord del Refettorio, il locale dove i frati domenicani si riunivano per consumare i pasti. Era anche un luogo di meditazione e quindi regnava il silenzio.

La sala ha la pianta rettangolare ed è molto ampia. Il Cenacolo si trova su uno dei due lati minori, mentre sull’altro c’è il dipinto della Crocifissione di Giovanni Donato Montorfano.

I due dipinti sono strettamente legati tra di loro in quanto raffigurano in maniera cronologica due eventi della Passione di Cristo.

Sulle pareti lunghe invece ci sono altre decorazioni, tra cui dei festoni e dei tondi contenenti il busto di un frate domenicano.

Tra quelli presenti nella sala, il Cenacolo con ogni probabilità è stato il primo dipinto ad essere incominciato ma anche l’ultimo ad essere terminato.

 

Visitare il Cenacolo Vinciano

Per qualsiasi tipo di ingresso la prenotazione è obbligatoria.

Per le tariffe dei ticket, gli orari di apertura, la disponibilità e le eventuali prenotazioni vi consiglio di consultare il sito web del Museo Cenacolo Vinciano.

 

La Storia

Dai documenti in possesso degli storici si presume che l’opera sia stata realizzata a cavallo tra il 1494 ed il 1498. È stata utilizzata una tecnica simile alla pittura a tempera su intonaco asciutto, più alcune velature fatte ad olio.

Questa scelta permise a Leonardo di lavorare con più calma gestendo meglio i tempi ma determinò fin da subito la fragilità del lavoro.

Il dipinto infatti è da sempre soggetto all’umidità che fa trasudare d’acqua la parete, soprattutto in giornate particolarmente afose o di vento di scirocco.

Nel 1600 inoltre, per aprire una porta, venne asportata la porzione di dipinto corrispondente più o meno alle gambe di Gesù e la “ferita” è tuttora ben visibile. Nel 1943 infine i bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale recarono molti danni all’intero complesso.

Negli anni sono stati eseguiti numerosi interventi di restauro, l’ultimo dei quali è durato una ventina d’anni ed è terminato nel 1999.

 

La Scena

La scena raffigurata è stata presa dal Vangelo di San Giovanni ed è stata realizzata da sinistra verso destra.

Nella parte superiore ci sono tre lunette che contengono gli stemmi della famiglia Sforza, incorniciati in una ghirlanda.

Nella parte inferiore invece c’è la raffigurazione prospettica della stanza in cui si svolge la scena, con il soffitto a cassettoni in legno e gli arazzi appesi alle pareti.

Sullo sfondo due finestre ed una porta che illuminano la stanza. Se fate attenzione, nel panorama che si intravede dalla porta, spunta un campanile proprio di fianco alla testa di Gesù.

 

L'Ultima Cena di Leonardo da Vinci a Milano, dettaglio del volto di Cristo

Cenacolo Vinciano, dettaglio del volto di Cristo (© cenacolovinciano.org)

 

Il Significato

La scena raffigura il momento in cui Gesù e gli apostoli si riuniscono per celebrare la Pasqua ebraica.

Gesù Cristo è posizionato al centro ed è isolato rispetto ai dodici apostoli, raggruppati in terzetti. Ha la bocca aperta e probabilmente sta rivelando che qualcuno di loro lo tradirà, mentre con la mano sinistra indica un pezzo di pane.

Dietro di lui una porta e le due finestre in controluce fanno risaltare ancora di più la sua figura, che appare ancora più nitida rispetto alle altre.

Le mani degli apostoli sono tutte rivolte verso Gesù e accompagnano l’occhio di chi osserva proprio verso la figura principale del quadro.

Alla sua destra (la sinistra di chi guarda), nel primo terzetto si riconoscono Pietro con la barba bianca, Giovanni il discepolo prediletto da Gesù e Giuda.

Pietro sembra suggerire a Giovanni di chiedere a Gesù chi potrebbe essere il traditore. Davanti a loro, con la faccia più scura, c’è Giuda.

Gesù dice che il traditore è quello a cui attingerà il pane e nel dipinto si vede Giuda che allunga la mano sinistra mentre in quella destra tiene stretto il sacchetto contenente i 30 denari. Il compenso ricevuto per il tradimento.

Gli altri apostoli hanno altre reazioni: c’è chi confabula, chi alza le mani e gesticola, chi dice sono forse io? Tommaso, posizionato nel primo terzetto alla sinistra di Gesù, indica il cielo con un dito.

Se fate attenzione il dipinto contiene dei dettagli molto interessanti: il riflesso dei colori dei vestiti degli apostoli nei piatti in metallo, la bellezza dei bicchieri ed i ricami della tovaglia.

 

La Crocifissione di Giovanni Donato Montorfano Milano

La Crocifissione (© cenacolovinciano.org)

 

La Crocifissione

Il dipinto della Crocifissione è stato realizzato da Giovanni Donato Montorfano. È stato completato da Leonardo con l’inserimento dei ritratti dei Duchi e dei loro figli.

La scena è ambientata in una Gerusalemme immaginaria e le tre croci sono poste sotto tre volte. Nel quadro sono ben visibili anche delle figure di frati domenicani.

 

Photo Credits: le foto sono state scaricate dal sito web ufficiale del Museo.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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