Itinerario in Toscana, cosa vedere in Maremma

Itinerario in Toscana, cosa vedere in Maremma


Attratti da sempre dai paesaggi di struggente bellezza, in fase di stesura del nostro itinerario in Toscana non avevamo avuto dubbi ad inserire una visita alla Maremma. Grazie alla sua natura, ai suoi borghi antichi, alle testimonianze storiche ed al mare offre diversi luoghi veramente suggestivi da vedere.

Definita selvaggia per via della configurazione del suo territorio, venne bonificata e destinata alle colture grazie alla riforma agraria del secondo dopoguerra.

Non è ancora certa invece la provenienza del nome. Alcuni dicono derivi da mar (mare), altri invece dallo spagnolo marismas (che significa acquitrino, palude), altri infine dal latino maritima (che per gli antichi romani significava regione paludosa).

 

Parco naturalistico Biancane Maremma

Parco naturalistico delle Biancane

 

Il territorio spazia dalle coste del Mare Tirreno e si spinge fino alle colline interne che si integrano con l’Appennino Tosco-Emiliano. In questo contesto si incontrano spiagge, dune sabbiose ricoperte da vegetazione di macchia mediterranea, pinete, paludi acquitrinose e fitte foreste.

Se vi state chiedendo cosa vedere in Maremma, dovete sapere che l’area è un connubio di storia, natura ed enogastronomia. Una terra che si adatta particolarmente agli amanti del turismo slow, food e outdoor. Offre un’ampia varietà di attività da svolgere all’aria aperta come le passeggiate a cavallo, il trekking, le corse in bici e le uscite in mare con imbarcazioni a vela.

 

Porta abitazione Giglio Castello Toscana

Dettagli di Giglio Castello, Isola del Giglio

Se state progettando un itinerario nella Maremma grossetana non dovete perdervi il Parco Naturale della Maremma, conosciuto anche come Parco dell’Uccellina. Al suo interno si trovano aree di costa fra le più belle del litorale.

Negli ultimi anni inoltre sono andate sviluppandosi strutture immerse nella natura dotate di stabilimenti termali, centri benessere e di tutti i confort per ritemprare il corpo e la mente.

 

Finestra fiori Sovana Toscana

Passeggiando per Sovana

 

Il nostro viaggio si era svolto nel mese di giugno del 2016. Lo avevamo abbinato ad un tour itinerante di due giorni alla scoperta dei luoghi più belli della Val d’Orcia ed alla visita del Duomo di Siena l’ultimo giorno.

Qui di seguito vi presentiamo un itinerario di massima fai da te di tre giorni, oltre ad alcuni consigli pratici ed informazioni utili per organizzare al meglio la visita.

 

Indice

 

Guida pratica

Dove dormire in Maremma

Oltre alla visita della Maremma, il nostro itinerario in Toscana prevedeva altre due giornate da spendere in Val d’Orcia. Per quanto riguarda la scelta dell’alloggio, in fase di progettazione avevamo vagliato due possibilità, entrambe con i loro pro e i contro.

La prima opzione prevedeva l’individuazione di un unico alloggio situato in una posizione equidistante dai luoghi che via via saremmo andati a scoprire. La seconda invece prevedeva la ricerca di due alloggi, uno da utilizzare durante la nostra permanenza in Maremma e l’altro in provincia di Siena.

 

Cortile Palazzo Orsini Pitigliano

Cortile interno di Palazzo Orsini a Pitigliano

 

Se da un lato quest’ultima soluzione ci avrebbe consentito di pernottare a pochi chilometri di distanza dai luoghi da visitare e di ridurre i tempi dei trasferimenti, dall’altro avrebbe determinato già in partenza che la visita a Siena e dintorni l’avremmo dovuta collocare negli ultimi tre giorni di vacanza.

Noi però preferivamo un itinerario più flessibile in quanto avevamo il desiderio di visitare l’isola del Giglio e la Val d’Orcia in giornate soleggiate.

Dato che in quest’ultimo scorcio di primavera le condizioni atmosferiche erano state molto instabili, alla fine avevamo optato per la prima soluzione. Avevamo quindi stabilito la nostra dimora in un residence situato a Roselle, piccola frazione del comune di Grosseto.

Al seguente link potete verificare le migliori offerte per prenotare un alloggio in Maremma.

 

Porta abitazione Sovana Toscana

Passeggiando per Sovana

 

Dove mangiare in Maremma

La Toscana è una regione ideale per chi apprezza il turismo food.  Grazie  alla sua conformazione geografica e del territorio offre sia gustosi prodotti di terra sia piatti di mare.

Oltre al ristorante della Cooperativa dei Pescatori di Orbetello di cui vi parleremo più avanti, per esperienza personale vi consigliamo:

Ristorante Da Guido a Magliano in Toscana (GR). Oltre ad un tagliere di affettati, formaggio caprino e pecorino, avevamo gustato dei deliziosi pici al sugo di selvaggina. Per chi non lo sapesse i pici sono un tipo di pasta fatta a mano simili agli spaghetti, ma più larghi. Il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di Morellino di Scansano, il vino tipico della Maremma.

Agriturismo Le Tre Fonti alla periferia di Roselle (GR). Avevamo deliziato il palato con un tenero filetto di cinta senese al miele sfumato al vino bianco. La cinta senese è una razza suina tipica della Toscana, dal mantello nero con la caratteristica fascia bianca che circonda il tronco all’altezza delle spalle.

 

Cosa vedere in Maremma, itinerario di viaggio

Il racconto del nostro tour l’ho trascritto come lo avevo appuntato sul quaderno degli appunti, usando il presente come tempo verbale.

GIORNO 1

Lasciata la tangenziale che lambisce Siena, non ci dirigiamo diritti verso il nostro approdo serale di Roselle, ma ci immettiamo in un toboga di stradine secondarie che ci porteranno verso il Parco nazionale delle Colline Metallifere Grossetane.

Ad inizio percorso i dolci pendii sono tappezzati da campi di foraggio, ulivi e cespugli gialli di ginestre in fiore. Poi man mano che saliamo di quota ci addentriamo in fitte boscaglie ricolme di piante di medio e alto fusto. L’unica costante rimangono i piccoli paesi con le caratteristiche abitazioni dalle facciate in mattoni faccia a vista, color ocra.

 

Monterotondo Marittimo Toscana

Panorama di Monterotondo Marittimo

 

Appena fuori l’abitato di Monterotondo Marittimo inizia il percorso escursionistico che si snoda all’interno del Parco naturalistico delle Biancane. Inserito nella rete europea dei geo-parchi affiliati all’UNESCO, questo lembo di terra è caratterizzato da diverse manifestazioni geotermiche come soffioni, fuoriuscite di vapore dal terreno, putizze e fumarole.

 

Dante Alighieri comunque le aveva già citate secoli fa nel libro sesto delle Rime:

“…versan le vene le fummifere acque
per li vapor che la terra ha nel ventre,
che d’abisso li tira suso in alto”

 

Lasciata l’auto in uno spiazzo in località Lagoni, ci incamminiamo per il sentiero perfettamente segnalato e delimitato da corde e staccionate in legno. L’aria è impregnata dal caratteristico odore di uova marce dell’acido solfidrico.

Grazie alle attività del fluido magmatico l’aspetto del paesaggio ha assunto le sembianze di una vera e propria tavolozza di colori. Si va dalle tonalità più marcate dei rossi a quelle dei marroni, da quelle più accese dei gialli a quelle bianche color gesso.

 

Itinerario Toscana

Parco naturalistico delle Biancane

 

Dalle fessure presenti nel terreno si alzano colonne di fumo che il vento spariglia qua e là come fossero le scie impazzite di mortaretti. Di tanto in tanto ci sediamo sulle panchine in legno strategicamente situate nei punti panoramici.

Il riscaldamento naturale del terreno e dell’aria hanno creato un ecosistema unico e questo ha inciso profondamente anche sulla flora che vi prospera. Intravediamo cespugli di brugo, una pianta della famiglia delle ericacee, che quando fiorisce tra agosto e settembre si ricopre di fiori color ciclamino. Le piante di alto fusto invece non sono altro che sughere.

Ovviamente anche l’uomo ha fatto la sua parte in questo contesto. Fin dai primi anni del ‘900 infatti si analizzò la possibilità di generare energia geo-termoelettrica sfruttando i fenomeni del sottosuolo. Il risultato di questi studi portò nel 1958 alla realizzazione di una centrale dell’ENEL.

La centrale, con altre edificate successivamente nei dintorni, fornisce l’energia necessaria al villaggio di Monterotondo Marittimo e copre buona parte del fabbisogno energetico dell’intera provincia di Grosseto.

 

Parco naturalistico Biancane Toscana

Parco naturalistico delle Biancane

 

Terminata la camminata riprendiamo la macchina ed in una ventina di minuti ci trasferiamo a Massa Marittima. La cittadina fin dai tempi dei Comuni è suddivisa in due parti. La zona vecchia rappresenta il nucleo primitivo. È strutturata come un classico borgo medioevale formato da vicoli stretti su cui si affacciano negozi, botteghe, studi di professionisti ed uffici pubblici.

La zona nuova invece fu edificata in un secondo momento in uno stile che rifletteva l’urbanistica delle città romane. I senesi infine ci misero del loro e la divisero in due grazie alla costruzione di alte mura. Avevano così la possibilità di controllare i movimenti dei due nuclei grazie al passaggio obbligato di Porta delle Silici, posta al termine di una dura rampa lastricata in pietra.

La nostra visita si concentra in gran parte sulla parte bassa della cittadina. Piazza del Duomo è splendida, la cattedrale di San Cerbone ed i palazzi che la circondano formano armoniosi giochi geometri grazie agli archi dei sottoportici e delle finestre.

La luce del sole del tardo pomeriggio lambisce le costruzioni da tre quarti regalandole tonalità giallastre che la rendono calda ed accogliente come un salotto.

 

Duomo Massa Marittima Toscana

Il Duomo di Massa Marittima

 

La scalinata del Duomo viene presa d’assalto dai turisti che vogliono concedersi un momento di ristoro all’ombra. Noi invece completiamo l’esplorazione del borgo percorrendo via della Libertà e via Moncini. Durante il nostro passaggio i camerieri in divisa iniziano a stendere le tovaglie bianche sui tavoli all’aperto di bar e ristoranti. Dalle cucine interne si levano i caratteristici rumori di pentole e piatti.

 

GIORNO 2

La luce del giorno che si intrufola nella nostra stanza da letto attraverso le fessure delle tapparelle ci annuncia che il momento della sveglia è arrivato.

Il nostro itinerario in Toscana prosegue con l’escursione all’isola del Giglio. Raggiungiamo il punto d’imbarco percorrendo la Via Aurelia. La statale è una delle più importanti strade italiane e discende dall’antica strada consolare che collegava Roma con la Francia, lambendo le coste del Mare Tirreno e del Mare Ligure.

I pini marittimi e gli oleandri in fiore ci annunciano l’approssimarsi del mare. Questa tipologia di paesaggio ci ricorda da vicino alcuni scorci della Sardegna meridionale, la superstrada che scorre sulla costa settentrionale di Creta e una zona della California situata tra San Francisco e Yosemite National Park.

 

Molo Porto Santo Stefano monte Argentario

Il molo di Porto Santo Stefano, Monte Argentario

 

Il promontorio del Monte Argentario si innalza all’improvviso davanti a noi. In epoca remota era un’isola e solo successivamente si unì alla terraferma grazie a due strette strisce di dune sabbiose che richiudevano una laguna al loro interno.

Le due strisce si chiamano Tombolo della Giannella (quello a nord) e Tombolo della Feniglia (quello a sud). In mezzo come detto la laguna di Orbetello, ma su questa ci dilungheremo questa sera.

Porto Santo Stefano è un centro vivace e pieno di vita, soprattutto lungo le strette stradine che si diramano dal porto. Oltre che per il Giglio, la località turistica è il punto di partenza delle escursioni dirette verso altre due isole dell’arcipelago toscano, Giannutri e Montecristo.

 

Imbarcazioni a vela Porto Santo Stefano Toscana

Imbarcazioni a vela al largo del Monte Argentario

 

Alle ore undici e mezza in punto l’imbarcazione della compagnia Maregiglio molla gli ormeggi e prende il mare. L’incedere della motonave viene accompagnato dal grido dei gabbiani che svolazzano sopra di noi. In lontananza imbarcazioni a vela stanno regatando e virano in continuazione alla ricerca di refoli di vento.

Da questa prospettiva possiamo notare come il paesaggio dell’Argentario sia stato un po’ deturpato da uno sviluppo edilizio privo del dovuto controllo da parte delle istituzioni.

Giglio è la seconda isola per estensione dell’arcipelago toscano dopo l’Elba e deve il suo nome alle greggi di capre selvatiche che la popolano (in latino capra = aegilium).

 

Panorama Giglio Porto Isola Giglio Toscana

Il molo di Giglio Porto, Isola del Giglio

 

Nella fase di avvicinamento a Giglio Porto diverse persone si sporgono dalla balaustra dell’imbarcazione. Vogliono fotografare lo scoglio su cui si arenò la nave da crociera Costa Concordia nella triste e drammatica vicenda che tutti noi conosciamo.

La traversata dura circa un’ora e l’arrivo della nave rappresenta come sempre un momento di gioia e trambusto per tutta la comunità locale. Le fasi di scarico dei passeggeri, dei mezzi e delle merci è caotico. Il traffico di fronte al molo si blocca, le urla degli ormeggiatori sommate al suono insistente dei clacson degli automezzi creano una bolgia infernale.

 

Panorama Giglio Castello Toscana

Panorama di Giglio Castello, Isola del Giglio

 

Noi che invece amiamo la tranquillità ci fiondiamo velocemente nella stradina di fronte al molo e con una breve passeggiata raggiungiamo la stazione delle corriere. Saliamo sul primo veicolo in partenza per Giglio Castello. La strada si arrampica per sei chilometri tra tornanti, muretti a secco, cactus, piante grasse e la classica vegetazione mediterranea.

Castello, con Porto e Campese, è uno dei tre villaggi abitati dell’isola. È un borgo medioevale perfettamente conservato con alte abitazioni in pietra aventi le scale esterne. Attraversate le alte e spesse mura in pietra iniziamo la nostra passeggiata tra stretti vicoli lastricati in sensibile pendenza.

Sui davanzali delle finestre vasi di gerani in fiore regalano un bel aspetto cromatico alle abitazioni. Le porte delle cassette che contengono i contatori delle utenze sono state invece decorate con la riproposizione dell’abitato circostante (ottima idea).

 

Ingresso abitazione Giglio Castello Toscana

Dettagli a Giglio Castello, Isola del Giglio

 

Passo dopo passo arriviamo alle mura di ponente. Ci sediamo all’ombra su una panchina in legno e sorseggiando una bibita fresca ammiriamo un panorama mozzafiato. Laggiù in fondo un vecchio faro dalle pareti bianche spunta come un fungo dalla fitta vegetazione verde.

Proseguiamo la visita nel labirinto di stradine interne ed arriviamo nella piazzetta antistante la chiesa di San Pietro Apostolo. Due bambini, che da pochi giorni hanno terminato l’anno scolastico, adagiano sui gradini del sagrato degli oggetti usati. Sperano di venderli ai fedeli che si recheranno qui per la funzione serale. Sostiamo alcuni minuti all’interno della chiesa per un momento di riflessione.

Al termine riprendiamo il nostro girovagare che ci riporterà alla fermata del bus. Dato che abbiamo ancora del tempo a disposizione, prima di ridiscendere a Porto gustiamo in un’osteria un bicchiere di Ansonico, il vino prodotto sull’isola.

Dal terrazzo del locale buttiamo lo sguardo oltre lo specchio di mare che si trova davanti a noi. In lontananza intravediamo il profilo dell’isola di Montecristo, a noi cara per il famoso romanzo di Alexandre Dumas.

 

Cassette utenze elettriche Giglio Castello

Cassette delle utenze elettriche a Giglio Castello

 

Come avevo già anticipato in precedenza una volta rientrati sulla terraferma ci spostiamo ad Orbetello, cittadina ubicata su un sottile istmo di terra al centro della laguna che la collega all’Argentario.

Ci addentriamo nel centro storico attraverso Porta Medinaceli. Il viale che seziona in senso longitudinale l’abitato è pieno di persone che passeggiano e prendono d’assalto le numerose attività commerciali. D’altronde è l’ora dello shopping e dell’aperitivo.

Dal mare intanto si è alzato un forte vento di maestrale. Decidiamo di andare a cena nel ristorante della Cooperativa dei Pescatori ubicato fuori le mura ed affacciato alla Laguna di Ponente.

Quando arriviamo sul posto il locale è ancora chiuso. Recuperiamo il numero elimina code ed iniziamo a prendere coscienza del menù proposto dallo chef. Attendiamo il nostro turno e dopo aver ordinato e pagato alla cassa ci accomodiamo su un tavolo vista mare. Da qui oltre a gustare le deliziose pietanze a base di pesce ammiriamo il rito del tramonto.

 

Tramonto Orbetello Toscana

Tramonto sulla laguna di Orbetello

 

GIORNO 3

Dopo una breve sosta nel piccolo negozio di alimentari di Roselle per acquistare i generi alimentari per il pranzo al sacco, ci dirigiamo alla periferia settentrionale del paese per visitare i Ruderi. Avete capito bene, li chiamano proprio così, Ruderi, ma in realtà si tratta di una vasta ed interessante area archeologica.

 

Resti archeologici Roselle

Resti archeologici dell’antica Roselle (Grosseto)

 

Urbanizzata dagli etruschi e successivamente divenuta città imperiale in epoca romana, l’antica Roselle conserva ancora i resti della cinta muraria del VI secolo a.C. Ci sono inoltre le classiche strade romane pavimentate da grossi blocchi in pietra, il foro con i bei mosaici nelle domus ed infine un grande anfiteatro.

Lasciata l’auto in uno slargo in terra battuta, si accede agli scavi tramite un edificio prefabbricato che funge anche da biglietteria. La visita dura poco più di un’ora. Seguiamo il percorso segnalato sul piccolo foglio illustrativo che ci è stato fornito all’ingresso. Sostiamo davanti ai pannelli informativi posizionati nei punti di maggior interesse.

Prima di lasciare il luogo è doveroso un brevissimo cenno sugli Etruschi. Si tratta di un popolo dell’Italia antica che si stabilì in un’area denominata Etruria, corrispondente all’attuale Toscana, all’Umbria e al Lazio settentrionale.

Successivamente, nel momento di maggior splendore, si espansero a nord fino alla pianura padana ed a sud fino in Campania. La loro civiltà influenzò anche quella romana con la quale si fuse al termine del I secolo a.C., dopo la conquista della città di Veio da parte dei Romani.

 

Fortezza Orsini Sorano Maremma

La fortezza Orsini a Sorano

 

Una volta terminata la visita dell’area archeologica ci spingiamo verso la zona meridionale della Maremma. È quella che si incunea fino al confine con il Lazio e che viene comunemente chiamata regione tufacea.

Si tratta di una piattaforma di tufo di due-trecento metri di altitudine. È segnata da profonde incisioni scavate nel terreno dai corsi d’acqua dei fiumi Lente, Fologna e dai loro affluenti. Si arriva tramite una strada tortuosa che dopo Manciano inizia a salire tra fitte boscaglie impenetrabili.

 

Fortezza Orsini Sorano Maremma

La fortezza Orsini a Sorano (Maremma)

 

Una volta saliti in quota il territorio presenta un bellissimo altipiano ricoperto da coltivazioni di ulivi e filari di viti. Alcuni pannelli informativi pubblicizzano strutture ricettive immerse nella natura e aziende agricole che vendono i prodotti tipici della terra. Nei pascoli piccole greggi di pecore punteggiano i prati.

A est di Saturnia sorgono dei borghi arroccati in cima ad alte rupi costruiti in tufo, che nonostante sia friabile ha resistito all’azione del tempo. Noi ne individuiamo tre: Sorano, Pitigliano e Sovana, che andremo a visitare proprio in quest’ordine.

 

Vicoli Sorano Maremma

Passeggiando per Sorano

 

Sorano è un luogo silenzioso e misterioso che si erge su uno sperone che fiancheggia il corso del fiume Lente. Passeggiamo per le strette viuzze sulle quali si affacciano alte abitazioni in pietra. Notiamo subito che non ci sono negozi di souvenir ed attività commerciali. A prima vista molte case ci sembrano disabitate.

Gli unici rumori arrivano dal basso e sono emessi dallo scorrere incessante e vorticoso delle acque del fiume. Raggiungiamo dapprima la fortezza Orsini e poi ci spingiamo con una bella passeggiata fino alla Torre dell’Orologio. Una fastidiosa brezza fredda ci accarezza le guance.

Anche Pitigliano sorge in cima ad un altopiano tufaceo con le pareti a strapiombo sui corsi d’acqua che la circondano. A differenza di Sorano però è piena di vita. Superata la porta d’ingresso, in poche decine di metri ci troviamo in Piazza della Repubblica.

Nel medioevo divideva la classe sociale dei signori con quella del popolo. Ora invece è il punto di partenza per una camminata tra via Zuccarelli e via Roma, detta comunemente “il Corso”.

 

Panorama Pitigliano Toscana

Panorama di Pitigliano

 

Prima di addentrarci in paese però ci sinceriamo sugli orari di apertura di Palazzo Orsini. Purtroppo come ci aveva già preannunciato la Lonely Planet il lunedì è chiuso. Due paracadutisti montano servizio di guardia e ci fanno intuire che siamo arrivati nel quartiere della comunità ebraica. Viene chiamato anche la Piccola Gerusalemme.

Di tanto in tanto ci spostiamo dalla via principale e ci addentriamo in stretti vicoli che terminano con delle bellissime vedute sulla valle sottostante. In fondo al paese sostiamo per un momento di riflessione nella chiesa di Santa Maria e San Rocco, avente l’inconfondibile facciata in tufo rosso.

 

Vicoli Pitigliano Maremma

Passeggiando per Pitigliano

 

Ultima tappa della giornata Sovana. Il piccolo borgo si sviluppa su una lingua di terra lunga poche centinaia di metri. Alle due estremità si trovano una chiesa ed un castello medioevale, o comunque quello che ne resta.

Il paese si presta ad una piacevole passeggiata. Dalle finestre delle case spuntano bandiere colorate mentre sui davanzali fanno bella mostra di sé vasi di fiori colorati.

La Cattedrale merita senz’altro una visita, è stata edificata in pietra nuda ed all’interno si respira un’atmosfera di pace e tranquillità. Con le sue innumerevoli cose da vedere la Maremma non tradisce mai i suoi visitatori.

 

Centro Sovana Toscana

La piazza principale di Sovana

 

Articolo aggiornato il 22 aprile 2020.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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