NATALE A PARIGI, COSA VEDERE IN 4 GIORNI NELLA VILLE LUMIERE

NATALE A PARIGI, COSA VEDERE IN 4 GIORNI NELLA VILLE LUMIERE


Grazie alla sua storia la Ville Lumiere, come viene comunemente chiamata, è sicuramente una delle mete più ambite dai turisti di tutto il mondo e durante il periodo del Natale il suo fascino accresce ancora di più. In questo articolo abbiamo raccolto alcuni spunti su cosa vedere a Parigi in 4 giorni, cercando di offrire qualche idea su luoghi che esulino dai classici itinerari turistici.

In realtà noi eravamo rimasti cinque giorni, ma il primo e l’ultimo solo per mezza giornata. La città è accessibile a tutti, però chi adora in particolare la storia, l’arte e la cultura troverà pane per i propri denti. Parigi è adatta anche per famiglie con bambini magari aggiungendo al tour una escursione al parco divertimenti di Disneyland.

 

La Senna Parigi

Passeggiando lungo la Senna

 

Non è semplice scrivere un racconto su Parigi cercando di essere originali.

Nelle librerie e soprattutto in rete si possono reperire con estrema facilità guide, materiale illustrativo, consigli pratici e resoconti di esperienze personali. Noi comunque ci proveremo e parafrasando il titolo di una famosa serie di documentari televisivi condotti da Sophie Massieu, lo faremo con i nostri occhi.

Il viaggio è stato organizzato fai da te. Tenendo conto del particolare periodo dell’anno a livello climatico e delle poche ore di luce solare a disposizione, l’itinerario è stato strutturato per specifiche zone della città, alternando visite ad interni (musei, chiese, teatri ed atelier) ed esterni (monumenti, parchi e camminate a piedi).

Data la sua vastità a livello geografico e ricchezza di attrazioni, scegliere cosa visitare a Parigi può risultare complicato, dato che si è obbligati a fare delle scelte alcune volte dolorose. Noi quando visitiamo una metropoli siamo soliti pianificare le visite raggruppandole per aree geografiche, onde evitare inutili perdite di tempo nei trasferimenti da una parte all’altra della città.

 

La Tour Eiffel Parigi

La Tour Eiffel

 

Parigi è una città che ha il gusto per il bello in tutte le sue accezioni e durante le festività natalizie questa inclinazione risalta ancora di più. L’atmosfera è unica, ricca di fascino, con sfarzose luminarie che addobbano strade, monumenti, vetrine e bistrot.

Di seguito vi presentiamo un itinerario di massima di quattro giorni, oltre ad alcuni consigli pratici e informazioni utili per organizzare e vivere al meglio la visita.

Piuttosto che visitare in maniera superficiale il maggior numero di cose da vedere a Parigi, abbiamo selezionato alcune aree della città e ne abbiamo approfondito la conoscenza. Per questo abbiamo demandato a futuri viaggi nella Ville Lumiere la visita alle numerose attrattive che in questa occasione non hanno trovato posto nel nostro girovagare.

Tuffiamoci allora nel cœur de Noёl a Paris!

 

Addobbi natalizi Parigi

Addobbi natalizi nei pressi de Le Champs-Élysées

 

COSA VEDERE IN 4 GIORNI A PARIGI

 

GIORNO 1

MARAIS

Visitare un posto inedito crea sempre un miscuglio di aspettative, dubbi ed incertezze tipici delle prime volte, anche se le esperienze di viaggio maturate negli anni ci fanno muovere con una certa naturalezza e disinvoltura anche in luoghi a noi sconosciuti.

Sbrigate velocemente le pratiche di check in con l’host in appartamento, acceso il termoconvettore per riscaldare il locale e verificate le impostazioni della macchina fotografica, mappa alla mano scendiamo in strada ed iniziamo a prendere confidenza con il quartiere.

Le Marais è situato sulla riva destra della Senna tra il 3° ed il 4° arrondissement ed a grandi linee è delimitato da place de la République a nord, da place de la Bastille ad est, dalla Senna a sud e dall’Hôtel de Ville e rue du Renard ad ovest.

 

Panorama Parigi da Museo Picasso

Panorama di Parigi dal Museo Picasso

 

Fino al XIII secolo non era altro che un grande acquitrino (marais in francese significa proprio palude), in seguito i terreni furono bonificati e trasformati in appezzamenti agricoli. All’inizio del XVII secolo Enrico IV vi fece costruire la place Royale (l’odierna place des Vosges) dando così il via all’urbanizzazione della zona fino a farla diventare uno dei quartieri più eleganti e raffinati dell’intera città. Ed anche oggi è così.

Il programma schedulato per oggi pomeriggio prevede di seguire a grandi linee il percorso a piedi descritto sulla Lonely Planet, ma ben presto lo abbandoniamo lasciandoci trasportare dall’istinto e dalla curiosità. A bocce ferme possiamo senz’altro affermare che uno dei segreti per visitare bene questa zona è proprio quello di perdersi consapevolmente nei suoi meandri medioevali.

 

Place des Vosges Parigi

Place des Vosges

 

Scendiamo per rue Vieille du Temple, svoltiamo a sinistra su rue des Francs Bourgeois ed in un continuo alternarsi di gallerie d’arte, atelier e profumerie sbuchiamo in place des Vosges.

Inaugurata nel 1612 è la piazza più antica di Parigi. È di forma quadrata ed è composta da 36 edifici aventi facciate in mattoni rossi perfettamente simmetriche, portici al pianterreno, tetti spioventi in ardesia scura ed abbaini. Il luogo è affascinante e mi riprometto fin d’ora di tornarci con più calma nei prossimi giorni.

Dopo aver consumato il pranzo da Camille, rientriamo nel percorso proposto dalla LP e sostiamo brevemente nei cortili di tre hôtels particuliers, l’Hôtel Carnavalet e l’Hôtel Le Peletier che ospitano il Musée Carnavalet e successivamente l’Hôtel de Donon sede del Musée Cognacq-Jay.

A proposito di cortili, un consiglio che ci sentiamo di dare è quello di accedere alle corti dei palazzi, anche a quelli che a prima vista sembrano anonimi. Dietro ai portoni infatti si apre un mondo nuovo, inaspettato, fatto di giardini ben curati, opere d’arte e laboratori artigianali.

 

Place des Vosges Parigi

Place des Vosges

 

Al termine di rue Elzévir sbuchiamo proprio di fronte ad una vetrina che rapisce subito la nostra fantasia, e non solo. Rimaniamo incantati a fissarla per alcuni istanti. Si tratta della boutique di cioccolato Meert (chocolatiers), in attività dal 1761, una bottega d’epoca che vende ogni ben di Dio: tavolette di cioccolato al latte, di cioccolato fondente, di cioccolato bianco, praline, orangettes, cioccolatini, confezioni assortite per le feste. A malincuore dobbiamo lasciarla per riprendere il nostro cammino.

Scendiamo giù fino alla Senna e per alcune centinaia di metri ne costeggiamo la riva destra fino ad arrivare all’Hôtel de Ville.

Sullo slargo adiacente l’entrata sono state installate due piste di pattinaggio su ghiaccio, una per bambini e l’altra per gli adulti. Da una giostra in stile belle époque con carrozze e cavalli escono le note delle melodie natalizie. Dopo essere stato distrutto nel 1871 durante i disordini della Comune, il municipio (l’Hôtel de Ville appunto) fu ricostruito tra il 1874 ed il 1882 in stile neorinascimentale, con la facciata ornata da 108 statue di personaggi illustri della storia della città.

 

Natale a Parigi

Addobbi natalizi all’ingresso dell’Hôtel de Ville

 

Il Marais è da sempre conosciuto anche perché ospita la comunità ebraica di Parigi. Oltre che nel Mémorial de la Shoah e nel Musée d’art et d’Histoire du Judaïsme, vi si trovano tracce nell’area denominata Pletzl tra rue du Roi de Sicile e rue des Rosiers, zona ricca di locali e ristoranti aventi le insegne scritte con i tipici caratteri dell’alfabeto ebraico, che offrono piatti tradizionali della cucina sefardita ed aschenazita.

Si è fatto buio intanto ed ha iniziato a cadere una fitta pioggerella fastidiosa. La gente del posto incurante del fenomeno atmosferico continua a passeggiare senza l’uso dell’ombrello.

Riprendiamo la strada verso casa. Rue Vieille du Temple è tutta un susseguirsi di affollati bistrot, ristorantini, brasserie, bar à vin, sale da the e boutique di ogni genere. Prima che i negozi chiudano entriamo in una panetteria (boulangerie) ed acquistiamo i croissant per la colazione del giorno dopo.

 

DOVE MANGIARE NEL MARAIS

Pranzo e Cena

Camille, 24 rue des Francs Bourgeois. Situato nel quartiere del Marais, il locale offre gustosi piatti della cucina tradizionale francese ed un ottimo servizio.

Aperitivo

Le Petit Fer à Cheval, 30 rue Vieille du Temple. Locale ideale per gustare in compagnia un bicchiere di vino, un pastis o un aperitivo. Oltre agli snack serviti al banco o sui tavolini all’aperto il bar offre anche un piccolo spazio per consumare pasti caldi.

 

GIORNO 2

TOUR EIFFEL

È domenica mattina. La città è ancora addormentata sotto una coltre di nubi. Approcciamo per la prima volta la metropolitana direzione Tour Eiffel. Usciti dalla stazione Champ de Mars attraversiamo Quai de Granelle e passeggiando di fianco all’argine del fiume raggiungiamo rapidamente il molo di Port de la Bourdonnais.

In quattro e quattr’otto ci imbarchiamo sul battello e salpiamo per la crociera lungo la Senna. La gita si sviluppa su un percorso di andata e ritorno con il giro di boa situato nei pressi del Pont d’Austerlitz.

 

Crociera Senna Parigi

Crociera lungo la Senna

 

Mentre l’imbarcazione continua il suo incedere sulle acque placide e marroni, osservo da una prospettiva diversa i ponti che collegano le due rive del fiume. Alcuni sono in pietra altri in metallo. I primi, maestosi e solenni, sono sormontati da eleganti parapetti formati da colonnine e capitelli che sostengono la base superiore, mentre i secondi mi appaiono a prima vista molto più essenziali e slanciati nelle loro forme.

Consumato un pasto frugale in riva al fiume, passando sotto i piloni che sostengono la struttura in acciaio progettata dall’architetto Gustave Eiffel e costruita in occasione dell’Esposizione Universale del 1889, raggiungiamo i giardini di Champ de Mars.

A pochi metri dalla base della Tour Eiffel veniamo accolti da una band andina che intona una versione piuttosto tremolante, anche a causa del freddo pungente, di El Condor Pasa. Ed io che pensavo di incontrare suonatori che proponessero il classico repertorio dei famosi chansonnier.

 

Parigi cosa vedere in 4 giorni

Band di artisti andini nei pressi della Tour Eiffel

 

Continuiamo la nostra camminata sui vialetti in terra battuta costeggiati da file di platani già potati dai rami in eccesso. Di tanto in tanto traguardiamo da distanze diverse la Tour Eiffel, cercando di individuare da lontano le sagome sempre più piccine dei visitatori che salgono e scendono le scale.

A proposito, molti mi chiedono quanto costi salire sulla Tour Eiffel. Ecco le tariffe aggiornate al 2018:

Ascensore secondo piano: adulti € 16,00 – ragazzi (12-24 anni) € 8,00 – bambini (4-11 anni) e disabili € 4,00 – bambini piccoli (meno di 4 anni) gratis.

Scale secondo piano: adulti € 10,00 – ragazzi (12-24 anni) € 5,00 – bambini (4-11 anni) e disabili € 2,50 – bambini piccoli (meno di 4 anni) gratis.

Ascensore sommità: adulti € 25,00 – ragazzi (12-24 anni) € 12,50 – bambini (4-11 anni) e disabili € 6,30 – bambini piccoli (meno di 4 anni) gratis.

Ascensore + scale sommità: adulti € 19,00 – ragazzi (12-24 anni) € 9,50 – bambini (4-11 anni) e disabili € 4,80 – bambini piccoli (meno di 4 anni) gratis.

 

Arriviamo sullo spiazzo adiacente la École Militaire. Proprio nei paraggi del Muro per la Pace, monumento in vetro di recente costruzione ed opera di Clara Halter, veniamo accolti da uno stuolo di cani festanti pronti per sfilare sulla passerella di una mostra.

Nel nostro girovagare arriviamo alla struttura verde scuro mimetizzata tra le piante che ospita il teatro delle Marionettes du Champ de Mars. Un uomo esce dalla porta d’ingresso ed agitando una campanella annuncia l’imminente inizio dello spettacolo. Spinti da quella parte di bambino che ancora c’è in noi, entriamo nel teatro in stile napoleonico ed assistiamo con gli occhi incollati al palco alla rappresentazione di Guignol Marchand de Jouets.

 

Teatro Marionettes du Champ de Mars Parigi

Teatro delle Marionettes du Champ de Mars

 

Sta facendo buio intanto. Sorseggiando una cioccolata calda acquistata in uno degli stand in legno che compongono il mercatino di Natale nei pressi del Pont d’Iéna, saliamo verso il Trocadéro. Sugli schermi televisivi, nella striscia di notizie che scorrono in basso, appaiono in successione i risultati delle corse di cavalli dell’ippodromo di Vincennes.

I giardini sono affollati da un incessante via vai di turisti. Sullo slargo davanti alle fontane si stanno esibendo giocolieri e danzatori. Arrivati in cima ci giriamo verso la Tour Eiffel.

Pochi istanti dopo, allo scoccare delle ore cinque, tutto d’un tratto la torre si illumina di 20.000 luci dorate che rendono l’atmosfera ancora più magica di quello che è. Le luci in questione sono state installate per le celebrazioni del nuovo millennio e l’opera di posa ha richiesto il lavoro di 25 alpinisti per cinque mesi.

 

Tour Eiffel Parigi

La Tour Eiffel

 

GIORNO 3

LE ISOLE ED I CHAMPS-ÉLYSÉES

Accediamo all’Île de la Cité attraverso il Pont Neuf. È il ponte più antico di Parigi e collega l’estremità occidentale dell’isola con entrambe le sponde del fiume sino dal 1607, anno in cui il re Enrico IV lo inaugurò attraversandolo in sella ad un cavallo bianco.

L’ovattata place Dauphine, di forma triangolare, è quasi deserta e solo due anziane signore conversano tra di loro sedute su una panchina in legno. Superati i vicoli che portano alla Conciergerie e alla Sainte-Chapelle veniamo catapultati in una babele di turisti e visitatori, la maggior parte dei quali sono disposti su lunghe file in attesa del proprio turno d’entrata.

In place Louis Lépin visitiamo il mercato dei fiori più antico della città, il Marché aux Fleurs, passeggiando tra abeti recisi, stelle di Natale, piante sempreverdi e zucche di varie dimensioni, colori e qualità.

 

Marché aux Fleurs place Louis Lépin Parigi

Marché aux Fleurs in place Louis Lépin

 

Proseguiamo il nostro tour con la visita alla Cathédrale de Notre-Dame, capolavoro dell’architettura gotica francese costruita a partire dal 1163 e terminata all’inizio del XIV secolo. La cattedrale è una di quelle cose da vedere assolutamente a Parigi.

Notre-Dame è il cuore della città anche in senso geografico: le distanze tra la capitale e le altre località della Francia sono calcolate partendo proprio da place Parvis Notre-Dame, lo spiazzo che si apre di fronte alla cattedrale e che ospita la statua equestre di Carlo Magno imperatore dei franchi.

In questo racconto non mi dilungherò nella descrizione particolareggiata di quello che va assolutamente visto e che rende imperdibile la visita, sono sicuramente più esaustive di me le visite guidate, le audio-guide e l’ampia documentazione scaricabile da internet. Posso solo aggiungere che se qualcuno è appassionato di calici come lo sono io, allora vale veramente la pena fare una visita al tesoro della cattedrale situato nel transetto sud-orientale.

 

Cathédrale de Notre-Dame Parigi

La Cathédrale de Notre-Dame

 

Attraversiamo il Pont Saint-Louis ed arriviamo nell’omonima isola. Tanto è affollata e caotica l’Île de la Cité, quanto è tranquilla e rilassante l’Île Saint-Louis. L’atmosfera che si respira ci avvolge immediatamente.

Passeggiamo con calma per rue Saint-Louis en l’Île, la via che seziona in due l’isola da ovest ad est. È tutta un susseguirsi di gallerie d’arte, ristoranti e botteghe alimentari (d’obbligo una visita al negozio di biscotti La Cure Gourmande).

Proprio in fondo alla strada, sulla sinistra, sorge la Librairie Ulysse, la prima libreria al mondo dedicata esclusivamente ai viaggi ed inaugurata nel 1971 da Catherine Domaine.

Per un viaggiatore rappresenta un must ma quando arriviamo lì il negozio è chiuso. Abbiamo saputo infatti che la struttura non segue un orario di apertura standard però non ce la sentiamo di suonare il campanello come indicato su varie guide.

 

La Cure Gourmande Île Saint-Louis Parigi

Vetrina di una bottega di dolci nell’Île Saint-Louis

 

Rientriamo nel Marais attraversando il Pont Louis-Philippe. All’angolo con rue de l’Hôtel de Ville c’è il ristorante Chez Julien che offre menù personalizzati per feste e cerimonie. Buttiamo l’occhio oltre le vetrate e seduti ad un tavolino intravediamo una coppia di sposi con i loro testimoni.

Una frase dello scrittore parigino François de La Rochefoucauld recita così: “Mangiare è una necessità. Mangiare intelligentemente è un’arte”.

Cercando di interpretare al meglio il senso di questo aforisma, prima di lasciare l’Île Saint-Louis facciamo le scorte per quello che sarà lo spuntino di metà giornata da consumarsi in appartamento: formaggio Saint-Félicien, baguette “de la tradition” particolarmente indicata per i prodotti caseari a pasta molle e bottiglia di vino rosso Côtes du Rhône.

È pomeriggio inoltrato quando ci incamminiamo verso la stazione della metropolitana di Saint-Sébastien Froissart. Il treno della linea 8 ci condurrà fino a place de la Concorde. Saliamo gli ultimi gradini della scala che ci proietta in superficie e dalle centinaia di colpi di clacson provenienti dalla strada intuiamo la situazione del traffico che dovremo affrontare di li a poco.

 

Place de la Concorde Parigi

Place de la Concorde

 

Sulla nostra sinistra l’obelisco di Luxor (l’antica Tebe) e la ruota panoramica sono già illuminati. La piazza, una delle più grandi della città, è stata progettata nel 1755 ed in origine fu chiamata place Louis XV in onore dell’allora Re di Francia. Più o meno dove oggi svetta l’obelisco, durante la Rivoluzione era stata allestita una ghigliottina che decapitò più di mille persone tra cui Maria Antonietta, Danton e Robespierre.

Ci addentriamo sui Champs-Élysées e veniamo risucchiati dalla calca di persone che li percorrono avanti indietro a quest’ora. Nella prima parte del viale, quella costeggiata su ambo i lati dai giardini, sono stati installati gli stand del mercatino di Natale, la pista di pattinaggio su ghiaccio ed un piccolo luna park. Le piante che fiancheggiano le arterie sono illuminate con gli addobbi natalizi.

Pian piano, cercando di farci largo tra la folla camminando sulle cordonate dei marciapiedi, arriviamo oltre il crocevia di Rond Point Champs-Élysées Marcel Dassault. Qui la situazione migliora, si può passeggiare più serenamente ed ammirare con calma le vetrine degli atelier. Sullo sfondo l’imponente Arc de Triomphe ci sembra passo dopo passo sempre più grande e quindi più vicino a noi.

 

Les Champs-Élysées Parigi

Les Champs-Élysées

 

Ci concediamo due visite la prima delle quali alla profumeria Sephora. Appena entrati una commessa si avvicina immediatamente ad Elisabetta e sviata dai suoi capelli biondi ed occhi chiari inizia a parlarle a ruota libera in russo. Questo particolare ci fa intuire come stiano mutando i flussi del business, con i russi considerati al pari di arabi ed orientali i ricchi del nuovo millennio e quindi clienti privilegiati da trattare con i guanti rossi.

Successivamente facciamo visita alla concessionaria della Renault dove fa bella mostra di sé la monoposto Infiniti Red Bull Renault di Formula 1, pilotata da Sebastian Vettel nel vittorioso campionato del mondo 2013.

 

Infiniti Red Bull Renault di Formula 1 2013

Infiniti Red Bull Renault di Formula 1, campione del mondo 2013

 

GIORNO 4

LES HALLES

La sera prima ho impostato la sveglia ad un orario insolito. Ho il desiderio infatti di rivisitare alcuni scorci della città prima che si rimetta in moto, per potermeli gustare in esclusiva. Lascio l’appartamento senza fare rumori per non svegliare Elisabetta e Riccardo che stanno ancora riposando.

 

Zucche Marché aux Fleurs Île de la Cité

Zucche al Marché aux Fleurs, Île de la Cité

 

Prima meta la vicina place des Vosges. La piazza è ancora deserta, ci sono solo una ragazza che fa stretching agli arti inferiori con l’aiuto di una panchina e due operai polacchi che si stanno fumando una sigaretta prima di entrare nel cantiere ed iniziare la giornata lavorativa.

In origine chiamata place Royale, assunse l’attuale denominazione nel 1800 come omaggio al dipartimento dei Vosgi, il primo in Francia a versare i tributi allo stato centrale. Il grande giardino è decorato da quattro fontane e dalla riproduzione della statua equestre di Luigi XIII.

Terminata la visita mi dirigo velocemente verso l’Île Saint-Louis. Questa volta non mi limito solo a ripercorrere rue St-Louis en l’Île, che rimane comunque una chicca, ma la giro completamente in senso antiorario partendo da Quai d’Orléans e terminando in Quai de Bourbon. È solo un parere personale ma secondo me l’isola con i suoi vicoli ed angoli nascosti è più affascinante rispetto a l’Île de la Cité.

 

Senna Parigi

Passeggiando lungo la Senna

 

Non pago di quanto visto scendo le scale poste sugli argini del fiume fino a raggiungere il viottolo che scorre lungo la Senna. Mentre i barconi sono ancora ormeggiati nei moli mi siedo su una panchina in pietra ed osservo le acque del fiume infrangersi sulla banchina davanti a me, mentre le poche persone che passano di lì sono intente a fare footing oppure ad accompagnare i cani a passeggio.

Risalgo in cima, nelle vie del centro le prime botteghe hanno aperto i battenti mentre gli artisti di strada iniziano a mettere in mostra le loro opere appiccicandole ai muri dei palazzi.

Il programma schedulato per il pomeriggio prevede la visita alla Parigi di inizio Ottocento, seguendo il percorso a piedi proposto dalla Lonely Planet. Ricomposta la formazione al completo il nostro tour inizia dal trafficato Boulevard Montmartre. Situati uno di fronte all’altro sugli opposti lati dell’ampio viale, si diramano due dei più conosciuti passages couverts (gallerie coperte) di Parigi, il Passage Jouffroy ed il Passage Panoramas.

 

Île de la Cité Parigi

Passeggiando per i vicoli dell’Île de la Cité

 

La prima è una galleria sormontata da una tettoia in vetro con i supporti in metallo ed ha la pavimentazione in piastrelle di colore bianco, grigio e nero, che formano dei quadranti con motivi geometrici. Costruito nel 1845, oltre a numerosi negozi ospita al suo interno l’Hôtel Chopin e l’ingresso al Musée Grévin.

Il Passage Panoramas invece è il più antico di Parigi ed è stato concepito per dare la possibilità ai nobili della città di fare compere in un luogo pulito ed al riparo dagli agenti atmosferici. Dobbiamo pensare infatti che quando fu inaugurato nel 1799 la città era ancora sprovvista di marciapiedi e fogne e le strade erano in terra battuta.

 

Galerie Vivienne Parigi

La Galerie Vivienne

 

Ci concediamo una sosta per degustare un buon petto d’anatra (canard) al ristorante L’Arbre à Cannelle. Il locale era arredato con mobili d’epoca ed aveva un bellissimo soffitto in legno. Come nella gran parte dei ristorantini di Parigi si consumava il pasto su piccoli tavolini seduti gomito a gomito con gli altri commensali, mentre il menù e la carta dei dessert venivano esposti su lavagne scritte con il gesso ed appoggiate alle pareti delle sale per risultare ben visibili ai clienti.

Ho scritto al passato perché ho da poco scoperto che il ristorante ha cambiato nome, gestione e concept ed è stato completamente rinnovato.

Riprendiamo il nostro itinerario, lasciamo sulla sinistra l’edificio che ospita la Borsa del commercio, in passato sede del mercato cittadino dei cereali, ed in rapida successione visitiamo il Passage Choiseul e la Galerie Vivienne.

Quest’ultima è sicuramente la più raffinata tra quelle che abbiamo visto fin qui. Decorata con bassorilievi che raffigurano serpenti, bilance, ancore e galletti, ha il tetto in vetro ed il pavimento formato da piccole tessere di mosaico che formano dei curiosi giochi cromatici. Molto belli anche i lampadari d’epoca che la illuminano e che contrastano con le moderne luci ad intermittenza che addobbano le vetrine dei negozi.

 

Gioco bocce giardini Palais Royal Parigi

Gioco delle bocce nei giardini di Palais Royal

 

Attraverso l’angusto Passage du Perron accediamo ai giardini del Palais Royal. Il palazzo fu costruito per volere del cardinale Richelieu all’inizio del 1600 ma venne portato a termine solo nel tardo XIX secolo in stile neoclassico.

Anche qui le piante sono già state tosate prima del lungo riposo invernale, ci sediamo su una panchina in legno adiacente la grande fontana circolare ed osserviamo un gruppetto di anziani impegnati in una combattuta partita a pétanque (bocce).

L’estremità meridionale del giardino è punteggiata di colonne a strisce bianche e nere opera dello scultore Daniel Buren, ideale pista da slalom per gli skaters e parco giochi artificiale per i bambini.

La struttura che idealmente congiunge due luoghi importanti quali Palais Royal ed il quartiere di Les Halles è la Galerie Véro Dodat. Costruita nel 1823 in stile neoclassico è anch’essa una delle più eleganti di Parigi e sotto gli affreschi del soffitto si susseguono in rapida successione botteghe d’epoca e piccole gallerie d’arte.

 

Presepio Église Saint-Eustache Parigi

Presepio nell’Église Saint-Eustache

 

Una volta usciti da Véro Dodat ci si imbatte immediatamente in quella che a ragione è considerata una delle chiese più belle della città, l’Église Saint-Eustache. Costruita tra il 1532 ed il 1637 in stile gotico, presenta sul lato occidentale una facciata in stile neoclassico.

Proprio qui, sul sagrato della chiesa, è stato ricavato uno spazio chiuso grazie a dei teloni sui quali campeggia la scritta Soupe Saint-Eustache. Si tratta di una associazione di volontariato ideata trent’anni fa da Padre Denis Perrot con lo scopo di offrire un pasto caldo alle persone bisognose.

La chiesa è deserta, notiamo subito che non è arredata con i banchi per i fedeli ma solo con sedie impagliate. Un gioco di luci dona un delicato colore rosa alle colonne che circondano l’altare maggiore, mentre nelle cappelle laterali sono esposti dei dipinti di Rubens ed un bassorilievo a colori dello scultore inglese Raymond Mason, che ha per soggetto gli scaricatori dei mercati generali parigini. Dietro l’altare infine c’è la cappella dedicata alla Vergine Maria ornata da un semplice presepe.

 

Interno Église Saint-Eustache Parigi

Interno dell’Église Saint-Eustache

 

Sul fianco meridionale della chiesa sorgono uno di fronte all’altro il giardino dedicato a Nelson Mandela ed il Forum des Halles. Si tratta di un centro commerciale che si sviluppa su quattro piani sotterranei ospitato in una struttura anonima, dove fino alla fine degli anni ’60 sorgeva il principale mercato alimentare all’ingrosso della città, prima di essere trasferito nel sobborgo meridionale di Rungis nei pressi di Orly (halles in francese significa proprio mercato).

Si è fatto tardi e prima di cena non possiamo sottrarci al rito francese dell’aperitivo. I locali di rue Vieille du Temple sono come sempre affollati sia all’interno che all’esterno, dove nonostante le temperature rigide gli avventori sono messi a proprio agio dal calore emanato dai funghi a gas. Abbiamo solo l’imbarazzo della scelta ed optiamo per uno di quei locali che aveva già destato la nostra curiosità nei giorni scorsi.

Si tratta del bar Le Petit Fer à Cheval. Merita una breve descrizione: il locale è angusto ma affascinante, con l’uso di un pennarello sulla vetrina d’ingresso viene scritto il menù del giorno. Il banco di mescita è circondato da pochi sgabelli ed ha la forma del ferro di cavallo con il ripiano in marmo. Sopra il bancone le bottiglie degli alcolici sono riposte a testa in giù pronte per essere spillate dall’oste.

Le pareti laterali invece sono rivestite da vecchie piastrelle fino ad una altezza di circa un metro, mentre l’intonaco rimanente è coperto da specchi, ritagli di giornale e poster. Il pavimento è formato da piccole tessere di mosaico che formano composizioni circolari. Sul retro della credenza infine è stato ricavato un piccolo spazio per la consumazione dei pasti.

 

GIORNO 5

HAUT MARAIS

Dopo una serie di giornate grigie e nuvolose, stamattina il cielo di Parigi si vuole congedare da noi con degli sprazzi di sereno. L’Haut Marais (il Marais settentrionale) sta diventando negli ultimi anni una zona di tendenza ed ospita laboratori di stilisti emergenti, negozi di indumenti vintage, gallerie d’arte e ristoranti.

Passeggiando per rue Charlot raggiungiamo in pochi minuti l’animata rue de Bretagne. Qui si trova il più antico mercato al coperto di Parigi, il Marché des Enfants Rouges. Attivo fin dal 1615, è chiamato così perché in passato nei paraggi sorgeva un orfanotrofio che dava dimora a bambini che indossavano una divisa rossa.

 

Ingresso Marché des Enfants Rouges Parigi

Ingresso al Marché des Enfants Rouges

 

Incastonato tra alti palazzi, vi si accede attraverso un cancello in ferro battuto di colore verde scuro alla cui estremità superiore campeggia l’insegna del luogo. Le bancarelle situate in fondo al cortile offrono piatti freschi di cucina etnica. Visitandolo di buon mattino, come abbiamo fatto noi, le troverete ancora con le serrande abbassate, però in compenso sono prese d’assalto quelle che vendono frutta, verdure, carni, salumi e soprattutto prodotti ittici.

Oggi è la vigilia di Natale ed i clienti stanno facendo la spesa per il cenone di stasera. I commessi sono intenti a mantenere fresco il pescato ricoprendolo di ghiaccio granulare, mentre da un groviglio di chele in lento movimento spuntano astici, granchi e scampi.

 

Banco pesce Marché des Enfants Rouges Parigi

Banco del pesce al Marché des Enfants Rouges

 

Appena usciti dal mercato, la prima bottega che incontriamo sulla destra ospita uno dei più importanti negozio di formaggi (fromageries) della città. Ci infiliamo dentro è facciamo un po’ di provviste da portare a casa: optiamo per il Saint-Marcellin ed il Camembert au Calvados tra quelli di latte vaccino, mentre andiamo a colpo sicuro sul Chabichou du Poitou nella vasta scelta di caprini.

Prima di effettuare le operazioni di check out e trasferirci in aeroporto abbiamo ancora un’ora a nostra disposizione. Mi giro verso Riccardo e senza giri di parole gli chiedo a bruciapelo: “Carnavalet o Picasso?”. “Mi interessa di più Picassomi risponde.

Detto e fatto. Il museo dedicato al famoso artista spagnolo si trova ad una cinquantina di metri dal nostro appartamento ed è ospitato nell’Hôtel Salé, un bellissimo palazzo del XVII secolo costruito dal ricco finanziere Pierre Aubert. È chiamato Salé perché il suo proprietario era un esattore delle tasse sul sale.

 

Museo Picasso Parigi

Interno del Museo Picasso

 

Il museo è stato riaperto un paio di mesi fa dopo cinque lunghi anni durante i quali l’edificio è stato sottoposto a lavori di manutenzione e rinnovamento. Si sviluppa su cinque livelli: il piano interrato ospita la riproduzione degli atelier francesi del grand maître (a Parigi ed a Cannes), al pian terreno, al primo ed al secondo piano sono esposte opere dell’artista iberico (dipinti, bozzetti, sculture, fotografie, stampe), mentre al terzo piano del palazzo sono messi in mostra quadri di altri grandi pittori (Braque, Matisse, Cézanne, Renoir) appartenenti comunque alla collezione privata di Picasso stesso.

È arrivato il momento di salutare Parigi. Quelle che vi abbiamo elencato sono le cose che siamo riusciti a visitare in quattro giorni a Parigi. Buttiamo un ultimo sguardo a place de la Bastille prima di venire inghiottiti dal traffico caotico che ci porta via verso le periferie insieme ai nostri ricordi.

Parigi è stato il regalo per il nostro XX anniversario di matrimonio.

 

DOVE MANGIARE NELL’ HAUT MARAIS

Spuntino

Per uno spuntino o un brunch vi consigliamo una delle istituzioni di Parigi, il Marché des Enfants Rouges, situato al 39 di rue de Bretagne nell’Haut Marais. Oltre ai banchi di alimentari troverete dei botteghini che offrono sia piatti della cucina francese sia di quella internazionale.

 

Negozio frutta Marais Parigi

Negozio di frutta nel Marais

 

DOVE DORMIRE A PARIGI

Dopo accurate ricerche in internet abbiamo optato per un mini appartamento dotato di tre posti letto, bagno e cucinino situato nella mansarda di un palazzo in rue des Coutures Saint-Gervais (nel quartiere di Marais). La scelta si è rivelata strategica in quanto diversi punti di interesse erano facilmente raggiungibili con piacevoli camminate a piedi, mentre la più vicina stazione della metropolitana si trovava a soli tre isolati di distanza.

 

MEZZI DI TRASPORTO

Taxi per il trasferimento dall’aeroporto di Orly al centro città e viceversa (3° arrondissement nel nostro caso). Conti alla mano, per un gruppetto di tre persone, la tariffa della corsa in taxi è più o meno simile a quella del trasbordo su rotaie Orlyval – RER – Métro, mentre è di qualche euro superiore alla combinazione autobus più treno offerta dall’Orlybus – RER – Métro

Métro e treni regionali RER (Réseau express régional) per gli spostamenti in città.

 

Articolo aggiornato il 13 agosto 2018

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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