6 LUOGHI DA NON PERDERE NEI DINTORNI DI CRACOVIA

6 LUOGHI DA NON PERDERE NEI DINTORNI DI CRACOVIA


Cracovia è una bellissima città ma anche i suoi dintorni regalano ai visitatori alcuni luoghi di assoluto valore a livello storico, artistico e sociale. Delle vere e proprie chicche situate fuori dai classici circuiti del turismo di massa.

Tutti i luoghi si prestano ad escursioni di alcune ore e la maggior parte sono raggiungibili grazie alla capillare ed efficiente rete di mezzi pubblici della città, tranne il Sentiero dei Nidi d’Aquila ed il monastero di Tyniec raggiungibili solo se si è in possesso di un mezzo proprio (auto, camper, moto).

Siccome la Polonia in generale ed il Voivodato della Małopolska (Piccola Polonia) in particolare sono la patria del turismo outdoor, i posti che illustriamo sono raggiungibili anche in bicicletta.

 

  1. NOWA HUTA

A circa una decina di chilometri dal centro di Cracovia sorge il quartiere operaio di Nowa Huta (nuova acciaieria). In origine non fu pensato come un quartiere periferico della città ma come un qualcosa di autonomo e separato, un vero e proprio modello di città ideale socialista che avrebbe dovuto ruotare attorno alla grande fabbrica. Il progetto di costruirlo, finanziato ovviamente dall’Unione Sovietica, fu deliberato il 17 maggio del 1947 ed aveva lo scopo di dare alloggio alle famiglie delle maestranze occupate nel grande complesso industriale T. Sendzimira, che si trova tuttora in cima all’ampio viale Solidarności (ex Aleja Lenina).

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, murales a Nowa Huta (Polonia)

Murales a Nowa Huta (Cracovia, Polonia)

 

Nel momento di massimo splendore la fonderia dava lavoro ad oltre 40.000 tra operai e impiegati mentre attualmente la forza lavoro è scesa drasticamente a 7.000 unità. La decisione di costruire Nowa Huta nei pressi di Cracovia non fu causale, tutt’altro, ed ebbe sia motivazioni politiche che sociali. Innanzitutto si voleva porre in contrasto l’anima proletaria della nuova città con le abitudini borghesi, intellettuali e clericali dei cittadini dell’antica capitale della Polonia che, notate bene, alle prime elezioni politiche al termine della seconda guerra mondiale non votarono il partito Comunista. In secondo luogo si scelse questa zona (Elisabetta mi dice che si trattava di appezzamenti di terreno molto fertili) perché nella Polonia meridionale c’era un alto tasso di disoccupazione e quindi si sperava di dare lavoro a diverse famiglie. Una fonderia inoltre necessitava di molta acqua durante le fasi di lavorazione dell’acciaio e la Vistola rappresentava in questo senso un serbatoio importante a portata di mano.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, la fine di un'epoca a Nowa Huta (Polonia)

La fine di un’epoca a Nowa Huta (Cracovia, Polonia)

 

La pianta della città ha la forma di mezzo decagono e si caratterizza per gli ampi viali alberati, i parchi, i laghetti e gli edifici dal classico stile architettonico del realismo socialista di allora. La visita al quartiere deve per forza iniziare in plac Centralny (piazza Centrale, dedicata a Ronald Reagan) da dove, a raggiera, si diramano grandi viali che si dirigono verso la periferia. Di fronte alla piazza, sullo spiazzo attiguo l’edificio che ospita il centro culturale, sono esposti una serie di interessanti cartelloni che illustrano attraverso immagini e ritagli di giornale i momenti che hanno fatto la storia di Nowa Huta, dalle rivolte operaie dei primi anni ’80 fino al momento simbolico in cui fu divelta la statua di Lenin.

Vecchi palazzi con i muri impregnati di smog, giardini con l’erba da falciare, aiuole di fiori lasciate all’incuria. A prima vista si prova una sensazione di decadenza, di trascuratezza, come se il fallimento dell’idea che aveva partorito la città si fosse poi rovesciato su quello che ne era rimasto. Girandola un po’ invece si scopre con piacere che è un luogo vivo. Ne sono testimonianza la numerosa folla che si muove in bicicletta per i viali e si dirige verso i luoghi di svago, i writers che regalano tonalità vivaci a vecchi muri anneriti. All’inizio di Aleja Róż (viale delle rose) fino al 1989 si innalzava la statua di Lenin mentre adesso c’è un’aiuola (mal tenuta) con delle rose bianche. Elisabetta mi dice che una volta abbattuta, la statua fu in un primo momento abbandonata nella campagna di Swoszowice (estrema periferia sud di Cracovia).

Il simbolo di Nowa Huta comunque era e rimane la Kościół Matki Bożej Królowej Polski (chiesa della Madre di Dio, regina della Polonia), detta anche Arka Pana (arca del Signore). Dopo diverse vicissitudini, nel 1957 fu elevata in questa piazza una croce come segno della prima parrocchia di una città che nell’immaginario di chi l’aveva ideata doveva essere atea. Solo nel 1965 la polizia militare permise all’allora Cardinale di Cracovia Karol Wojtyła la posa della prima pietra, proveniente dal sepolcro di San Pietro e donata da Papa Paolo VI. I lavori durarono fino al 1977 e la chiesa fu consacrata proprio dal futuro Papa.

Come arrivare:

Il quartiere di Nowa Huta è raggiungibile dal centro di Cracovia con il tram n°1

 

  1. MUSEO DELL’AVIAZIONE POLACCA

Rientrando verso il centro di Cracovia da Nowa Huta, proprio di fianco ad Aleja Jana Pawła II ha sede il Muzeum Lotnictwa Polskiego (museo dell’aviazione polacca). L’esposizione merita senz’altro una visita da parte di appassionati e non. Al suo interno si trovano interessanti sezioni storiche audio–video dedicate al confronto tra i velivoli della NATO e quelli del Patto di Varsavia, l’hangar che custodisce modelli di alianti ed ultraleggeri, la sala espositiva dei motori (anche di diverse marche italiane), il grande open space all’aperto nel quale si possono ammirare numerosi aeromobili di fabbricazione sovietica e polacca. Prima di uscire dal complesso infine i visitatori ad orari prestabiliti, hanno la possibilità di salire a bordo dell’elicottero che ha trasportato Papa Giovanni Paolo II negli spostamenti effettuati durante le visite nella sua terra natia.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, Muzeum Lotnictwa Polskiego, museo dell'aviazione polacca (Polonia)

Muzeum Lotnictwa Polskiego, museo dell’aviazione polacca (Cracovia, Polonia)

 

  1. ŁAGIEWNIKI

Nell’estrema periferia meridionale della città sorge il quartiere di Łagiewniki famosissimo perché ospita due importanti santuari meta di numerosi pellegrini e turisti.

Il primo è dedicato alla Divina Misericordia. Inizialmente il santuario era situato nella vecchia chiesa del convento della congregazione delle suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, nel quale tra le due guerre mondiali visse suor Maria Faustina Kowalska, divenuta poi Santa il 30 aprile del 2000. Negli ultimi decenni il culto alla Divina Misericordia si è sviluppato rapidamente tanto che di fianco al vecchio convento è stata edificata la nuova basilica, consacrata da Papa Giovanni Paolo II il 17 agosto del 2002.

 

Visita nei dintorni di Cracovia, ingresso al Santuario della Divina Misericordia di Łagiewniki (Polonia)

Ingresso al santuario della Divina Misericordia di Łagiewniki (Cracovia, Polonia)

 

Sulla collina di fronte al santuario di Gesù Misericordioso è tuttora work in progress il nuovo Centro Giovanni Paolo II “Non abbiate paura!”. Nella prima fase dei lavori è stato edificato il santuario (inaugurato nel 2011) ed il centro del volontariato mentre nelle successive fasi verranno costruiti il museo multimediale dedicato alla vita del Papa polacco, la casa per gli esercizi spirituali, il centro conferenze, la casa del pellegrino, il centro di riabilitazione ed un parco per la meditazione ed il tempo libero. Il nuovo complesso è facilmente raggiungibile a piedi dal santuario della Divina Misericordia con una passeggiata di una ventina di minuti, oppure in macchina.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, i deliziosi kremówki papieskie

I deliziosi kremówki papieskie

 

Prima di lasciare il complesso vi consigliamo di fare una breve sosta di ristoro nel bar che si trova sul retro della chiesa e gustare i deliziosi kremówki papieskie. Voi vi chiederete di cosa si tratta, niente di speciale, non sono altro che le classiche paste di pasta sfoglia ripiene di crema pasticcera alla vaniglia di cui (si dice) il Pontefice era goloso.

Come arrivare:

Il santuario è raggiungibile dal centro di Cracovia con i tram n°8 – 19 – 22 fino alla fermata Borek Fałęcki e poi grazie a una camminata di una decina di minuti circa.

 

  1. CONVENTO CAMALDOLESE DI BIELANY

Uscendo da Cracovia da ponente seguendo la strada statale n°780, sulla sommità della collina che sovrasta la comunità di Bielany, detta Srebrna Góra (collina d’argento), sorge il bellissimo complesso che ospita il convento dei monaci Camaldolesi. Al suo interno c’è la chiesa dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria, progettata dall’architetto italiano Andrea Spezza. In passato diversi re polacchi fecero visita ai monaci e nel 2002 arrivò fin qui anche Papa Giovanni Paolo II.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, Convento Camaldolese di Bielany (Polonia)

Convento Camaldolese di Bielany (Cracovia, Polonia)

 

È possibile visitare il monastero rispettando le rigide modalità imposte dall’ordine dei Camaldolesi. Gli uomini possono accedere tutto l’anno rispettando gli orari esposti sul portone d’ingresso (dalle ore 8.00 alle ore 11.00 e dalle ore 15.00 alle ore 16.30) mentre le donne possono entrare solo nei seguenti giorni: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 3 maggio, la domenica di Pentecoste, il lunedì dopo la domenica di Pentecoste, la domenica dopo il 19 giugno, la seconda domenica di luglio, la quarta domenica di luglio, 15 agosto, 8 settembre, Natale.

Come arrivare:

Il convento di Bielany è raggiungibile con gli autobus n°209 – 229 – 239 partendo dal capolinea di Salwator. La fermata Bielany Klasztor è a richiesta.

 

  1. MONASTERO BENEDETTINO DI TYNIEC

Sull’altra sponda della Vistola, più o meno all’altezza del convento di Bielany, arroccato su un promontorio che domina il fiume c’è il monastero benedettino di Tyniec. Le due strutture si possono visitare in combinata e sono raggiungibili in pochi minuti tramite un breve tratto dell’autostrada A4 (gratuita) tra le uscite di Mirowski e Tyniecki. L’abbazia sorge su una roccia calcarea e fu fondata nella seconda metà del XI secolo da Bołeslaw Chrobry, il primo re polacco. Nel cortile interno si trova un bellissimo pozzo d’acqua in legno in stile barocco.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, Monastero benedettino di Tyniec (Polonia)

Monastero benedettino (Tyniec, Polonia)

 

  1. SENTIERO DEI NIDI D’AQUILA

Sulla direttrice che collega Cracovia con Częstochowa in un paesaggio vallonato tra campi di frumento, pascoli verdeggianti e fitte foreste, si snoda il sentiero dei Nidi d’Aquila (Szlak Orlich Gniazd in polacco). Una volta lasciato il centro di Cracovia e giunti alla periferia settentrionale, si possono prendere due strade, la n° 94 direzione Bytom o la n° 778 per Wolbrom, che in poco più di 160 chilometri offrono in sequenza un susseguirsi di grotte, chiese, fortezze e manieri che sintetizzano in modo perfetto il binomio storia-natura di questa zona della Polonia meridionale. Edificate dapprima in legno e successivamente in pietra durante il regno di Casimiro III detto il Grande (nel 1300), le strutture avevano scopo difensivo sulle rotte commerciali battute a quei tempi.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, Castello di Korzkiew (Polonia)

Castello di Korzkiew (Polonia)

 

Pochi minuti dopo aver lasciato la città si incontra già il primo castello da visitare ed è quello di Korzkiew. Fino a quindici anni fa sul colle che domina la pittoresca vallata del torrente Korzkiewka si trovavano solo le rovine delle mura di un piccolo castello medioevale abitato da Cavalieri. Oggi invece, nello stesso luogo, sorge una fortezza in pietra ricostruita secondo le illustrazioni dell’epoca (XIV – XVI secolo), adibita a ristorante per cerimonie.

Proseguendo verso nord-ovest si accede al parco nazionale di Ojców, probabilmente una delle parti più attraenti della Giura di Cracovia, formato dalla valle del fiume Prądnik scavata tra pareti di calcare bianco alte fino a cinquanta metri. Dopo aver sostato per una breve passeggiata ed un momento di ristoro nel piccolo villaggio che porta il nome stesso del parco, si prosegue per Pieskowa Skała, una delle mete più ambite della zona. In questo contesto ambientale su un picco calcareo sorge il castello, uno dei più belli e meglio conservati di tutta la Polonia. Si parcheggia la macchina in basso nello slargo situato davanti ad una struttura ricettiva e poi grazie ad un sentiero nel bosco di circa un chilometro si arriva al castello. Gli interni, i giardini e le aiuole fiorite sono curatissimi. Da un belvedere situato sopra il bar ristorante, si può ammirare un suggestivo panorama sulla vallata.

 

Viaggio nei dintorni di Cracovia, Castello di Pieskowa Skała (Polonia)

Castello di Pieskowa Skała (Polonia)

 

Terminata la visita si lascia sulla sinistra la vasta zona mineraria della Slesia all’altezza di Olkusz ed in rapida successione si attraversano i paesini di Ogrodzieniec, Smoleń, Pilica e Mirów, nei quali già dalla strada principale sono ben visibili sui cucuzzoli le rovine delle rispettive fortezze. Tappa finale dell’itinerario che proponiamo è il castello reale di Bobolice. Anche qui come a Piaskowa Skała si lascia la macchina in uno spiazzo adibito a parcheggio e poi si raggiunge il maniero con una piacevole passeggiata di una decina di minuti. La struttura, da alcuni anni in mano a privati, è stata da poco restaurata ed offre la possibilità di accedere anche ad un interessante museo su usi e costumi del periodo medioevale.

 

Armatura degli Ussari Alati nel museo del Castello di Bobolice (Polonia)

Armatura degli Ussari Alati, castello di Bobolice (Polonia)

 

Da queste parti nel 1683 transitò diretto a Vienna il sovrano Jan III Sobieski alla guida del famoso corpo di cavalleria degli Ussari Alati di Polonia dove, durante il famoso assedio, sconfisse le truppe Ottomane bloccandone di fatto l’avanzata nel centro e nord Europa.

Ora rientriamo in città e andiamo a scoprire assieme le bellezze di Cracovia.

stefano

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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