Cosa vedere a Cracovia in 3 giorni, itinerari consigliati

Cosa vedere a Cracovia in 3 giorni, itinerari consigliati


L’antica capitale della Polonia è la città di Elisabetta e solo tornarci per noi rappresenta un’emozione.

Cracovia non è solo una città d’arte tra le più importanti d’Europa, ma è anche un serbatoio di idee e tendenze giovanili sempre work in progress e proiettate nel futuro.

La gente infatti è colta, ama leggere, adora la musica e l’arte in tutte le sue declinazioni. Gremisce i palchi di teatri e filarmoniche, frequenta pub e locali dove si suona musica dal vivo, passa del tempo nelle gallerie d’arte.

Cracovia è semplice da visitare e, per apprezzarla e cogliere al meglio tutte le sue sfumature, vi consigliamo di viverla come la gente del posto.

 

Ingresso della nuova sezione del teatro di Cracovia

Nuova sezione del Teatro

 

Curiosando tra le bancarelle di un bazar, conversando in compagnia davanti ad una tazza fumante di tè caldo in uno degli eleganti bar del centro, consumando un pasto frugale in un Bar Mleczny, una delle ultime istituzioni rimaste della Polonia che fu.

Si tratta di piccoli locali in stile self service che offrono delle pietanze tradizionali della cucina polacca a prezzi economici.

Ormai sono una rarità, ma fino all’arrivo della globalizzazione rappresentavano una delle forme più popolari di ristorazione a basso costo per operai, impiegati e pensionati.

In fase di pianificazione del viaggio tenete presente che i luoghi di maggior interesse sono concentrati in un’area piuttosto ristretta, facilmente raggiungibili con delle piacevoli passeggiate oppure utilizzando i mezzi pubblici.

Tra l’altro per i possessori della Krakow Card sono gratuiti.

Per avere informazioni su orari, linee e fermate dei mezzi vi consigliamo di scaricare su iPhone, smartphone e tablet l’applicazione Jakdojade.

In base alla nostra esperienza personale in questo articolo vi suggeriamo alcuni itinerari sostenibili per vedere Cracovia in 3 giorni, oltre ad alcune curiosità da veri local.

 

Indice

 

Cosa vedere a Cracovia in 3 giorni: Free Tour

Per prendere confidenza con la città e soprattutto se non avete molto tempo a disposizione, vi consigliamo di partecipare a due Free Tour condotti da una guida esperta che parla in italiano.

Si tratta del Free Tour del Centro Storico ed del Free Tour del Quartiere Ebraico.

Vi potete già iscrivere cliccando sui rispettivi link.

Entrambe le passeggiate alla scoperta dei luoghi di maggior interesse della città hanno inizio in Mały Rynek, la piazza situata proprio dietro la Basilica dell’Assunta.

Hanno una durata di circa due ore e mezza e li abbiamo provati personalmente.

I tour sono a numero chiuso: se per un qualsiasi motivo non riusciste a partecipare vi preghiamo di cancellare la prenotazione per permettere ad altri di iscriversi.

Le attività, come dice il loro nome (free), non hanno una tariffa prestabilita, ma se al termine avrete apprezzato il servizio vi consigliamo di lasciare una mancia alla guida.

 

Cosa vedere a Cracovia in 3 giorni: Itinerari

Gli itinerari che andiamo a proporvi li potete tranquillamente modificare e/o integrare in base ai vostri gusti e al tempo atmosferico.

Se avete a disposizione solo tre giorni e avete il desiderio di visitare anche i campi di sterminio di Auschwitz e le Miniere di Sale di Wieliczka, allora dovete fare delle scelte ben precise.

 

 

Come sempre suggeriamo di non mettete troppa carne al fuoco nella pianificazione degli itinerari, le visite vanno fatte con i tempi corretti e non in maniera frettolosa.

Un’ultima considerazione.

Tutti i tour guidati e le attività che promuoviamo in questo articolo sono organizzati in accordo con dei tour operator locali, il che è sempre sinonimo di affidabilità e conoscenza approfondita del luogo.

 

Itinerario 1 – Stare Miasto

Se guardate attentamente la mappa della città, il centro storico è quell’area delimitata dai giardini Planty. Al suo interno si trovano alcuni dei luoghi più importanti e affascinanti di Cracovia.

Passeggiando lungo i vialetti del parco, prestate attenzione alle panchine in legno di colore verde. Su alcune sono state affisse delle piccole targhe metalliche che riportano il nome di un poeta.

Oltre ad essere stata onorata dalla Commissione Europea con il titolo di Capitale Europea della Cultura nel 2000, dal 2013 è entrata a far parte della rete delle Città Creative dell’Unesco, ricevendo il titolo di Città della Letteratura.

Avvicinando il cellulare alle targhette e inquadrando il QR code è possibile scoprire le informazioni sull’artista a cui è dedicata la panchina.

 

Pubblicità eventi a Cracovia

Pubblicità eventi

 

Rynek Główny, la grande piazza del mercato centrale, è circondata da splendidi edifici storici con le facciate color pastello, ed in pratica dal 1257 è il “cuore” di Cracovia.

Al centro sorge la Sukiennice, edificio gotico di fine Trecento, che una volta ospitava il mercato dei tessuti e che oggi invece è un animato bazar di souvenir e prodotti artigianali, molto frequentato dai turisti.

Solo nel 1875 vennero aggiunti i porticati laterali, le torrette a sporto e i portoni centrali su disegno di Jan Matejko.

Tra il bazar e la Basilica di Santa Maria, le bancarelle dei fiorai circondano da sempre la statua di Adam Mickiewicz, il più famoso poeta polacco.

 

Kościół Mariacki a Cracovia

Kościół Mariacki

 

Kościół Mariacki, la chiesa parrocchiale dell’Assunta, domina la piazza con le sue due torri. Dopo che l’edificio originale fu distrutto dai tartari nel 1241, l’attuale basilica in stile gotico è stata edificata tra il 1355 e il 1408.

L’interno è a tre navate, le finestre hanno vetrate del 1370 che narrano in 120 scene la storia dell’umanità secondo il Vecchio e il Nuovo Testamento.

Ogni ora, dalla torre di sinistra, si affaccia un trombettiere che suona ai quattro punti cardinali l’inno mariano Hejnał Mariacki, la cui esecuzione viene bruscamente interrotta.

La leggenda narra infatti che il primo trombettiere fu ucciso all’improvviso da una freccia tartara, proprio mentre suonava l’inno per dare l’allarme dell’imminente arrivo dell’invasore.

Sono passati quasi trent’anni da quel pomeriggio freddo e piovoso di settembre, ma per me ed Elisabetta rimane semplicemente la chiesa del nostro “Sì”.

Da ogni angolo della piazza rimbombano i rumori degli zoccoli dei cavalli che trainano le carrozze dei turisti.

 

Quadri esposti nei pressi della porta di San Floriano a Cracovia

Quadri esposti nei pressi della porta di San Floriano

 

Ulica Floriańska è una delle strade più affollate del centro. Lo è sempre stata. Ed è anche una delle più belle.

Edifici di interesse storico e artistico si susseguono uno dietro l’altro tra locali alla moda, ristoranti, banche, uffici di cambio valute (kantor) ed agenzie di viaggi.

Passeggiando per la via non è difficile imbattersi nelle esibizioni di musicisti di strada.

Proprio qui, dalle voci di due ragazzi anglosassoni, abbiamo ascoltato in passato una delle versioni più belle di Take Me Home, Country Roads di John Denver.

In fondo alla strada, sulle alte mura che fiancheggiano la porta di San Floriano, i pittori espongono le loro opere formando un angolo cromatico tra i più suggestivi e pittoreschi del centro storico.

 

Aldilà delle mura svetta la fortezza a forma circolare del Barbacane, costruita nell’ultimo decennio del XV secolo e inserita nel perimetro difensivo della città.

 

Consiglio
Se avete del tempo a disposizione fate quattro passi e raggiungete la vicina Plac Jana Matejki. Di forma rettangolare, è dedicata al famoso pittore polacco e secondo noi è senza dubbio una delle piazze più affascinanti della città.
Al centro si erge il monumento in onore della famosa battaglia di Grunwald del 1410 (località della Masuria, Mazury in polacco), quando l’esercito polacco-lituano sconfisse quello dei Cavalieri dell’ordine Teutonico.
Una delle opere più importati di Jan Matejko è proprio il dipinto sulla Bitwa pod Grunwaldem.

 

 

Plac Jana Matejki a Cracovia

Plac Jana Matejki

 

Rientrati nel centro storico attraverso la porta di San Floriano si svolta a destra, si passa sotto un arco e ci si immette in Ulica Świętego Jana

Sulla sinistra c’è il palazzo Czartoryski che ospita l’omonimo museo, riaperto il 22 dicembre 2019 dopo lunghi anni di lavori di restauro.

Si tratta di un complesso neogotico fatto costruire dalla nobile famiglia polacca-lituana nella seconda metà dell’Ottocento, su progetto del francese Maurice Ouradon.

Nella galleria di pittura, vero gioiello della collezione, è conservato il capolavoro ad olio su tela di Leonardo da Vinci, la Dama con l’Ermellino.

Si presume che l’opera sia datata all’incirca nell’ultima decade del Quattrocento, quando Ludovico il Moro, duca di Milano, ricevette dal re di Napoli Ferdinando I il titolo onorifico di cavaliere dell’ordine dell’Ermellino.

Questa strada ci è sempre piaciuta molto, non solo perché è meno turistica rispetto alla parallela Floriańska, ma soprattutto perché offre secondo noi uno degli scorci più intimi della città.

Si trova all’incrocio con Ulica Świętego Tomasza. Da un lato la piccola chiesa di San Giovanni, dall’altro una vecchia piwnica dove gustare una buona birra.

 

Consiglio

A pochi passi da qui sorge la sala concerti dedicata a Fryderyk Chopin, il grande compositore di Żelazowa Wola.

Ogni sera potete assistere ad un concerto di pianoforte con le opere del maestro riprodotte da musicisti di fama internazionale. L’esibizione ha una durata di 50 minuti e nel biglietto d’ingresso è compreso un bicchiere di vino o di acqua.

 

Rieccoci in Rynek Główny sul lato opposto della Sukiennice. Di fronte si staglia Wieża Ratuszowa, l’antica torre del municipio del 1381.

Una volta nei locali dello scantinato c’era un famoso caffè, dentro il quale si aggirava una vecchia cartomante a predire il futuro agli avventori.

 

Cortile interno del Collegium Maius nell'Università Jagellonica di Cracovia

Cortile interno del Collegium Maius nell’Università Jagellonica

 

Se svolate a destra entrate in Ulica Świętej Anny, una strada ricca di importanti edifici, che unisce l’angolo sud-ovest della piazza con i vecchi bastioni occidentali.

Sulla sinistra si susseguono uno dopo l’altro i collegi universitari.

Il Collegium Maius è il cuore della famosa Università Jagellonica, una delle più antiche d’Europa.

Fu costruito in pietra e cotto tra il 1492 e il 1497 e ha un bellissimo cortile pavimentato, delimitato da arcate gotiche su colonne ornate. Al centro del cortile una elegante fontana barocca.

 

Consiglio
Se avete mezz’ora libera fate una piccola deviazione, non ve ne pentirete. Attraversate i giardini e in prossimità del teatro Bagatela prendete Ulica Karmelicka. 
Dopo un centinaio di metri, sulla destra, si staglia la chiesa e il monastero Carmelitano, secondo noi uno degli edifici religiosi più belli della città.

 

 

L'interno della chiesa e monastero dei Carmelitani a Cracovia

Monastero dei Carmelitani

 

Una volta rientrati nella piazza del mercato, si cammina sul lato meridionale accanto ai numerosi locali che sono stati aperti negli ultimi anni.

All’angolo sud–est, vicino allo storico caffè-ristorante Wierzynek, si imbocca quella che si può definire la via principale della città, Grodzka.

Collega la piazza del marcato con la fortezza di Wawel.

La strada è ricca di collegi, palazzi che recano tuttora gli stemmi delle nobili famiglie di un tempo e chiese: Santi Pietro e Paolo, Sant’Andrea, Sant’Egidio.

A metà strada si svolta a destra e ci si immette in una stradina che amiamo particolarmente, sia per la sua tranquillità sia per i particolari architettonici e cromatici dei suoi palazzi: Kanonicza.

Le decorazioni degli edifici creano dei giochi ottici che rapiscono l’immaginazione.

 

Consiglio

Tra una visita e l’altra vi suggeriamo di gustare un precle. Si tratta di ciambelle di pane con la crosta cosparsa di semi di sesamo o piccoli granuli di sale grosso.

I venditori si posizionano con i loro baracchini nei luoghi di maggior afflusso di gente.

 

Chiosco di venditori di precle a Cracovia

Chiosco di precle

 

In fondo alla strada si sbuca proprio sotto la collina di Wawel, il luogo forse più famoso e conosciuto dell’intera Polonia.

Durante il regno di Casimiro III il Grande infatti (XIV secolo) furono costruiti i due edifici più importanti che sovrastano il colle.

Si tratta del castello con il suo bellissimo cortile e la cattedrale di San Venceslao e del Santo Vescovo Stanislao, sede dell’incoronazione di tutti i monarchi polacchi.

Per apprezzare maggiormente la visita al complesso vi consigliamo di partecipare alla visita guidata del castello.

Il tour si svolge con una guidata autorizzata che parla in inglese e nella tariffa sono compresi i biglietti di ingresso.

Quello che solitamente non è compreso nei tour guidati è la visita alla Cattedrale, che potete fare tranquillamente in autonomia, come facciamo sempre anche noi.

 

Il cortile del Castello di Wawel a Cracovia

Castello di Wawel

 

Terminata la visita potete scendere e fare una passeggiata lungo l’argine sinistro della Vistola. Il lungofiume è sempre animato soprattutto in questo tratto.

C’è chi passeggia in bicicletta, chi corre a piedi, chi fa evoluzioni sugli skateboard.

Degli anziani, seduti a tavoli in pietra, si sfidano in interminabili partite a scacchi. Un paio di barconi ormeggiati alle bitte fungono da ristoranti.

Proprio da qui partono le romantiche gite in barca al tramonto sul fiume.

La navigazione ha una durata di un’ora e offre la possibilità di ammirare alcuni scorci della città da una prospettiva completamente diversa.

 

Proprio sotto la collina c’è la scultura in metallo di Smok Wawelski, conosciuto anche come il drago del Wawel.

La leggenda narra che il drago vivesse in una caverna (visitabile partendo dal cortile cel castello) situata proprio sotto l’altura del castello durante il regno di re Krak, il leggendario fondatore della città.

Ogni giorno la creatura mitologica vagava per la regione distruggendo tutto quello che incontrava sulla sua strada, uccidendo persone e divorando i raccolti.

Un giorno il re volle mettere fine a questa situazione e promise sua figlia in sposa a chi avesse catturato il drago. Si fece avanti solo un ragazzo coraggioso, di nome Szewczyk Dratewka.

 

Il Drago di Wawel a Cracovia

Il drago di Wawel

 

Il giovane escogitò il seguente piano. Riempì di zolfo la carcassa di un agnello e la pose proprio di fronte all’entrata della caverna.

Il drago affamato non tardò a cadere nel tranello e dopo aver afferrato e sbranato l’ovino incominciò a sentire implacabili i morsi della sete, dato che lo zolfo è un composto altamente irritante.

Aveva talmente sete che iniziò a bere avidamente l’acqua della Vistola e dopo averne bevuta in grandissima quantità scoppiò e morì. Szewczyk invece passò all’incasso e come promesso ottenne in sposa la bellissima figlia del re.

 

Proseguendo lungo la Vistola per alcune centinaia di metri si giunge a una bellissima chiesa che qui tutti chiamano Skałka, la chiesa sulla roccia. In realtà è dedicata a San Michele Arcangelo e Santo Stanislao.

L’edificio attuale, in stile barocco, risale alla prima metà del XVIII secolo e fu eretto sul luogo dove in precedenza sorgeva la vecchia chiesa di San Michele, andata completamente distrutta per mano degli svedesi nel 1657.

La cripta situata sotto la chiesa ospita le tombe di numerosi personaggi illustri della storia, della letteratura e della pittura polacca, mentre all’esterno sorge l’altare del terzo millennio.

Si tratta di un monumento di sei statue di personaggi religiosi legati alla città, tra cui Santo Stanislao, Papa Giovanni Paolo II e Santa Faustina Kowalska.

 

Consiglio

Dall’argine della Vistola sono ben visibili due edifici che riportano alla memoria l’era comunista della Repubblica Popolare di Polonia, istituita nel 1947 e soppressa nel 1989. 

Si tratta dei grandi magazzini Jubilat a nord e l’ex Hotel Forum a sud.

Se avete piacere di approfondire la storia, i costumi e i luoghi della Cracovia “comunista”, allora potete partecipare a un interessante tour guidato, una delle ultime proposte turistiche nate in città. 

L’escursione, che sta raccogliendo recensioni eccellenti, ha una durata di circa due ore e sarete accompagnati da una guida che parla in inglese.

Itinerario 2 – I quartieri meridionali

Quelli che ci apprestiamo a conoscere sono tre quartieri storici di Cracovia e sono legati tra di loro da un unico filo conduttore: l’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale.

 

Kazimierz

Una volta lasciato il castello di Wawel si può proseguire verso sud per Ulica Stradomska, fino ad arrivare nel quartiere di Kazimierz

Il sobborgo fu fondato da re Casimiro III nel 1335, da cui prende anche il nome, come città autonoma, in quanto situato su una isoletta della Vistola appena a sud del centro storico.

Nel XIII secolo gli ebrei che vivevano in città furono espulsi e obbligati a trasferirsi qui. Da allora fino alla seconda guerra mondiale Kazimierz divenne il centro della comunità ebraica, che viveva in armonia con i polacchi cattolici.

Passeggiando per le stradine in acciottolato sconnesso avrete la possibilità di vedere palazzi d’epoca, alcuni con l’intonaco scrostato, altri con gli infissi bianchi in legno.

Le antenne paraboliche si sporgono dagli edifici per catturare il segnale satellitare.

 

Gatti sulle finestre di un edificio di Kazimierz a Cracovia

Passeggiando per i vicoli di Kazimierz

 

Chiese cattoliche e sinagoghe, le une accanto alle altre. Le piazze e i vicoli affollati di turisti.

Monumenti e luoghi di interesse intervallati da un susseguirsi di ristoranti, librerie e sale da tè. Dai ristoranti arrivano spesso note di musica tzigana. Nascosto dietro un alto muro di cinta, il cimitero ebraico.

Dicono che qui si mangino i migliori zapiekanki della città (ci sono diversi rivenditori in Plac Nowy).

Si tratta di baguette di pane sezionate a metà ricoperte di formaggio, funghi, pomodoro, prezzemolo e scaldate al forno. Provateli!

 

Podgórze

Il ponte dedicato al generale Józef Piłsudski (per i mezzi) e il nuovo Padre Bernatka (per i pedoni) sono i ponti sulla vistola che uniscono Kazimierz con Podgórze.

Nell’antichità il rione era una vera e propria cittadina autonoma con un proprio statuto. Venne soppressa dagli austriaci nel 1784 quando il quartiere si chiamava ancora Josephstadt.

Durante l’occupazione nazista il sobborgo ospitò il ghetto in cui vennero rinchiuse 15.000 persone di origine ebraica, prima di essere inviate ai campi di sterminio.

Dal vecchio toponimo del quartiere prende il nome anche la bella chiesa di Świętego Józefa, avente la caratteristica facciata in mattoni rossi.

Imperdibile è Plac Bohaterów Getta, un grande slargo di forma rettangolare dal fondo in acciottolato, circondato da edifici antichi e moderni.

La piazza è famosa perché sul pavimento sono state apposte delle grandi sedie in metallo, per ricordare quello che è uno dei luoghi della memoria di Cracovia.

Un piccolo museo a cielo aperto.

Le 70 sedie sono opera di due artisti polacchi che si ispirarono a una vecchia fotografia. Illustrava una bambina trasportare una sedia durante il trasferimento degli ebrei dal quartiere di Kazimierz al ghetto.

 

Piazza Bohaterów Getta a Cracovia

Piazza Bohaterów Getta a Podgórze

 

Secondo altri invece le sedie rappresenterebbero una scena accaduta durante i giorni della liquidazione, descritta nel libro “Una farmacia nel ghetto di Cracoviadi Tadeusz Pankiewicz.

La Farmacia sotto l’Aquila, descritta nel libro e di proprietà proprio dello stesso Pankiewicz, si trova ancora in un angolo della piazza. Ospita un interessante museo con fotografie e reperti del periodo della seconda guerra mondiale.

Il dottor Pankiewicz insieme al suo personale aiutò clandestinamente la popolazione ebraica distribuendo medicinali e generi alimentari, nascondendo e mettendo in salvo alcuni tra i perseguitati dai nazisti.

 

Zabłocie e la Fabbrica di Schindler

Poco distante da Podgórze, nel distretto industriale di Zabłocie, sorge quella che fu la fabbrica di oggetti smaltati di Oskar Schindler.

Oggi è un imperdibile museo. Aperto pochi anni fa è veramente ben curato ed estremamente interessante.

Al seguente link potete prenotare la visita guidata alla fabbrica di Schindler.

Il tema dell’allestimento è Cracovia durante l’occupazione tedesca tra il 1939 e il 1945.

 

Museo di arte contemporanea Mocak a Cracovia

Installazione nel museo di arte contemporanea Mocak

 

Non si tratta del solito museo della memoria, o per meglio dire non solo, ma illustra in maniera molto accurata ed accattivante gli aspetti sociali, culturali e storici della città in quei drammatici anni.

Nello stesso complesso trova spazio anche il Mocak, il museo di arte contemporanea.

Con la visita dei quartieri meridionali può dirsi esaudita la domanda su cosa vedere a Cracovia in 3 giorni, nel caso vi rimanga a disposizione del tempo, ma dubito, lo potete utilizzare per iniziare a esplorare i dintorni di Cracovia.

 

Amarcord

Se da un lato la globalizzazione economica, sociale e tecnologica ha dato una spinta importante alla crescita della Polonia nel nuovo millennio, dall’altro ha prodotto danni seri in alcuni settori.

Uno di questi è sicuramente quello della ristorazione.

I ristoranti storici che offrivano i piatti tradizionali della cucina polacca (per esempio Kurza Stópka, Staro Polska, etc.) hanno cambiato gestione e si sono specializzati in cucine etniche internazionali, perdendo la loro autenticità.

E con essa i valori culturali e sociali.

 

Sala pianoforte nel Caffè Noworolski a Cracovia

Caffè Noworolski

 

In Ulica Zwierzyniecka, poco prima di arrivare alla Filarmonica, c’era una bottega dove preparavano le più buone e dissetanti spremute di frutta e verdure della città. Eravamo clienti affezionati, ora purtroppo non c’è più.

 

Nelle vie del centro inoltre non si vedono più neppure i venditori di succhi da bere.

Li servivano freschi, in bicchieri di vetro e all’acqua aggiungevano sciroppo di lamponi e frutti di bosco.

 

In Plac Szczepański, quasi all’angolo con Ulica Świętego Tomasza, sorgeva il salone di acconciature femminili di Zygmunt Fila.

La bottega era lunga, stretta e buia. Aveva le pareti decorate da piastrelle chiare, vecchie foto e cornici contenenti i diplomi dei concorsi per parrucchieri vinti in giro per l’Europa.

In fondo alla stanza, sopra l’angolo lavaggio, c’era un soppalco dove Zygmunt si ritirava a riposare e sorseggiare una tazza di tè caldo tra un taglio e l’altro. Il pavimento era in legno.

La storia del personaggio è originale e va raccontata. Era un tipo particolare e quando l’ho conosciuto io (negli anni novanta) era già anziano.

Aveva i capelli grigi pettinati all’indietro, li teneva piuttosto lunghi per coprire le stempiature, le basette erano folte e lunghe alla Elvis Presley.

Portava un paio di occhiali in stile Rayban con lenti spesse da vista. Vestiva eccentrico, ma indossava sempre la camicia (di flanella nei mesi più freddi).

Il negozio era la sua vita. Dopo aver acconciato i capelli delle nobildonne dell’alta società di Vienna, Parigi e Montecarlo per molti anni, era ritornato a casa ed aveva aperto questa attività.

Zygmunt si occupava solo ed esclusivamente del taglio, mentre le finiture le lasciava alle sue collaboratrici.

Elisabetta, sua affezionata cliente per diversi anni, ama ripetere che nessuna donna è uscita insoddisfatta dalla bottega. L’ultima volta che l’ha salutato lui l’ha congedata con un baciamano.

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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