COSTA VERDE ED IGLESIENTE: SPIAGGE, MINIERE E NATURA SELVAGGIA

COSTA VERDE ED IGLESIENTE: SPIAGGE, MINIERE E NATURA SELVAGGIA


Non eravamo mai stati in Sardegna. Succede a chi viaggia per passione, si battono rotte lontane e si trascurano quelle dietro l’angolo.

Per rompere il ghiaccio allora abbiamo deciso di concentrare la nostra visita nell’estremità sud occidentale dell’isola, andando a scoprire le spiagge, la natura selvaggia e gli impianti minerari della zona.

Il viaggio è stato organizzato in autonomia; fissate le date, pianificato l’itinerario ed acquistati i biglietti dei voli sul sito della compagnia aerea, non ci restava che noleggiare l’auto e trovare gli alloggi migliori per le nostre esigenze. Il programma, con il punto fermo dell’arrivo e della partenza da Cagliari, è stato strutturato a blocchi di due – tre giornate per zone geografiche (Costa Verde, Isola di San Pietro, Costa del Sud), cercando comunque di mantenere all’interno di ogni blocco un minimo di flessibilità, per poter modificare e/o implementare in corso d’opera l’itinerario originale in base alle sensazioni del momento.

 

Viaggio in Sardegna, spiaggia di Piscinas (Italia)

Le dune di sabbia di Piscinas (Sardegna, Italia)

 

La Sardegna meridionale è un connubio di storia, natura ed enogastronomia. Una vacanza che si adatta particolarmente alle famiglie con bambini ed agli amanti del turismo slow, food e outdoor. Oltre al mare e le spiagge offre un’ampia varietà di attività all’aria aperta come le passeggiate a cavallo, il trekking e le corse in bici.

Il nostro viaggio si è svolto nel mese di giugno del 2011. Qui di seguito vi presentiamo un itinerario di massima fai da te di due giorni in Costa Verde ed Iglesiente (un giorno intero e due mezze giornate), oltre ad alcuni consigli pratici ed informazioni utili per organizzare al meglio la visita.

Alle altre zone visitate dedicheremo prossimamente degli articoli specifici. 

 

Viaggio in Sardegna, spiaggia di Masua (Italia)

Spiaggia di Masua (Sardegna, Italia)

 

GIORNO 1

Trasferimento dall’aeroporto di Cagliari ad Iglesias e visita della zona di Buggerru

Quello di oggi l’abbiamo definito a posteriori “il pomeriggio dei paesaggi”. Andiamo a scoprirli assieme.

Durante il tragitto che da Cagliari ci conduce ad Iglesias (sulla statale n°130), degli oleandri in fiore ai lati della strada ci scortano come sentinelle fino al nostro approdo, mentre dai prati giallo paglierino che si espandono sui dolci avvallamenti circostanti proviene un profumo di fieno e paglia da poco battuti.

Prendiamo posto nel nostro hotel ad Iglesias e senza perdere tempo ci dirigiamo verso la costa. Appena fuori città, la strada inizia ad inerpicarsi verso il passo di Arcu Genna Bogai (549 metri slm) tra enormi cactus in fiore, macchie gialle di ginestre ed arbusti verdeggianti. Terminata la discesa ci ritroviamo nell’abitato di Fluminimaggiore. Il paese si sviluppa lungo la strada principale (la statale n°126) ed è animato da un via vai di gente: persone che chiacchierano fuori dagli esercizi pubblici, ragazzi che scorazzano per i vicoli in motorino, donne ed anziani seduti all’ombra sull’uscio di casa, proprio come si usava fare una volta anche da noi. Quando prendiamo lo svincolo per Buggerru, dei pini marittimi annunciano l’approssimarsi del mare. Ricompaiono d’incanto gli oleandri e le rocce rossastre tradiscono l’origine mineraria del terreno.

 

Viaggio in Sardegna, spiaggia di Cala Domestica (Italia)

Ingresso della spiaggia di Cala Domestica (Sardegna, Italia)

 

Pochi chilometri dopo aver attraversato il paesino di Buggerru, si arriva alla deviazione che porta alla spiaggia di Cala Domestica. È ormai il tardo pomeriggio, siamo quasi soli, i presenti si contano sulle dita di una mano e si perdono tra ciuffi di giunco, pietre, arbusti di ginepro ed i ruderi di due edifici abbandonati e pericolanti posti su entrambi i lati della cala. Il luogo è selvaggio.

Uno stretto sentiero scosceso tra le rocce (grigie, rosse ed ocra), ci conduce in un’altra caletta. Un piccolo tesoro nascosto. Rimaniamo sdraiati in silenzio a contemplare il moto ondoso dell’acqua, siamo isolati da tutto e da tutti, soli con i nostri pensieri e le nostre emozioni, l’ambiente ovattato che ci circonda viene “disturbato” solo dal suono delle campanelle di un gregge di pecore che si è spinto fin qui in cerca di cibo. Ma questo rende ancora più reale quello che stiamo vivendo.

 

Viaggio in Sardegna, panorama della spiaggia di Cala Domestica (Sardegna, Italia)

Panorama sulla spiaggia di Cala Domestica (Sardegna, Italia)

 

Sulla via del rientro ad Iglesias, prima di riprendere i tornanti della 126, ci fermiamo ad ammirare un’ultima volta il paesaggio dal minuscolo borgo di Portixeddu. È un vero e proprio teatro naturale, sulla piazzetta adiacente alla spiaggia sono state costruite delle panchine che si affacciano proprio sul mare.

 

GIORNO 2

Escursione in Costa Verde

La luce del giorno, che filtra nella nostra stanza da letto attraverso le fessure delle tapparelle, ci annuncia che il momento della sveglia è arrivato.

Riprendiamo la statale n°126, passiamo il Lago di Punta Gennarta e ci addentriamo nel toboga del monte Marganai. Lasciata alle spalle Fluminimaggiore, invece di prendere la deviazione per Buggerru come ieri proseguiamo per i tornanti che ci portano dapprima al passo di Bau Gennamari (498 metri slm) e poi, curva dopo curva, fino all’abitato di Arbus. Da qui ci tuffiamo verso Montevecchio attraverso un paesaggio che di colpo cambia aspetto: vallate brulle segnate dal maestrale prendono il posto del verde dei pini e degli alberi di medio fusto.

Ci stiamo addentrando nel Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, ufficialmente riconosciuto nel 1997 dall’Unesco come patrimonio culturale dell’umanità, con lo scopo di tutelare il bagaglio scientifico, storico e culturale dei siti nei quali l’uomo ha utilizzato le risorse geologiche e minerarie. Fino alla metà del 1900 infatti, l’economia della zona era basata sull’attività mineraria da cui proveniva circa il 10% dell’intera produzione mondiale di piombo e zinco.

 

Viaggio in Sardegna, Torre dei Corsari (Italia)

Promontorio di Torre dei Corsari (Sardegna, Italia)

 

La Costa Verde si estende per una quarantina di chilometri ed è delimitata a nord dal borgo di Marina di Arbus ed a sud da Capo Pecora. Noi iniziamo la visita un po’ più su, dalla località di Torre dei Corsari, luogo che prende il nome dalla torre di Flumentorgiu. Le torri sui promontori sono una caratteristica di tutta la Sardegna e furono erette dagli spagnoli per proteggere la popolazione dalle incursioni dei pirati saraceni.

Torre dei Corsari è un villaggio tipicamente turistico, situato su una baia dominata da alte falesie calcaree. Ci spingiamo fino ai belvedere creati dalla natura, siamo circondati solo da rocce ed arbusti di lentisco e mirto, negli anfratti che si trovano nello strapiombo sotto di noi il mare è trasparente e riusciamo ad intravedere il fondale fin da quassù. Una stradina si snoda tra le villette e ci conduce fino alla torre. Le onde che si infrangono sugli scogli formano una schiuma bianca che disegna strane figure geometriche. Di tanto in tanto dal mare arriva qualche folata di maestrale. Buttiamo l’occhio verso nord ed intravediamo le lunghe spiagge gialle che si sviluppano fino al promontorio di Punta s’Aschivoni.

 

Viaggio in Sardegna, spiagge nei pressi di Torre dei Corsari (Italia)

Torre dei Corsari, spiagge che si sviluppano fino a Punta s’Aschivoni (Sardegna, Italia)

 

Una volta lasciato il borgo, a Marina di Arbus prendiamo la strada costiera che ci conduce a Piscinas, prossima tappa della nostra visita. Entriamo in un ambiente isolato dal resto del mondo, incontriamo un piccolo villaggio abbarbicato su un pendio (Portu Maga) e sulla nostra destra un susseguirsi di calette sabbiose circondate da grossi ciuffi di giunco ed arbusti. Tre chilometri circa prima di arrivare a Piscinas, la strada si restringe e diventa sterrata. Il percorso è tortuoso e prima di arrivare a destinazione dobbiamo guadare due piccoli corsi d’acqua, il primo dei quali ha l’acqua rossa in quanto ricca di minerali. Niente di impossibile comunque, noi con una piccola utilitaria non abbiamo avuto problemi, consigliamo solo la dovuta attenzione.

 

Viaggio in Sardegna, le dune di sabbia di Piscinas (Italia)

Le dune di Piscinas (Sardegna, Italia)

 

Tra alte dune di sabbia arriviamo finalmente ad uno spiazzo adibito a parcheggio. Qui si trova l’unica struttura ricettiva della zona (costruita comunque nel rispetto del paesaggio che la circonda), ed adiacenti alla spiaggia si trovano due chioschi in legno dove si possono affittare ombrelloni e lettini oltre a consumare cibi e bevande. La spiaggia è lunghissima, basta allontanarsi di poche centinaia di metri per inoltrarsi in un’oasi di pace tra alte dune di sabbia giallastra modellate dai venti dominanti. Infatti, tra le dune, non è difficile imbattersi anche in alberi e piante piegati dal vento.

 

Viaggio in Sardegna, gregge di capre al pascolo a Piscinas (Italia)

Gregge di capre nei pressi della spiaggia di Piscinas (Sardegna, Italia)

 

Tracce di escrementi certificano la presenza di ovini nel circondario. Basta attendere un po’, infatti, ed arriva dapprima un gregge di capre ad abbeverarsi nel piccolo corso d’acqua che sfocia nel mare e subito dopo un gregge di pecore alla ricerca di cibo nelle vicinanze dell’hotel. Dalla battigia, dove l’acqua ancora fredda di questi ultimi giorni di primavera ci accarezza i piedi, intravediamo verso nord l’edificio dell’ex colonia marina di Funtanazza, utilizzata fino al secolo scorso per accogliere i bambini dei minatori durante il periodo delle vacanze.

Tra lunghe camminate e bagni di sole si è fatto il tardo pomeriggio e così dobbiamo lasciare a malincuore un posto di una bellezza unica, selvaggia. Durante il tragitto che ci porta verso Ingurtosu, sempre su strada sterrata, incontriamo quello che rimane dei vecchi impianti minerari della zona: la laveria Brassey nel cantiere di Naracauli (in condizioni di degrado) ed il pozzo Gal (adibito a museo). Oltre che in qualche gregge di ovini ci imbattiamo in alcuni capi di bovini al pascolo.

Il traffico da queste parti è inesistente, l’abbiamo constatato in questi primi due giorni ed anche la presenza di turisti è scarsa, certificata solo da poche macchine con targa straniera. Nonostante sia un’isola e quindi circondata dal mare, la Sardegna è molto legata alla cultura ed ai prodotti della terra: formaggi, insaccati, vini, marmellate ed olio.

 

Viaggio in Sardegna, Laveria Brassey nel cantiere di Naracauli (Italia)

Cantiere di Naracauli, i resti della Laveria Brassey (Sardegna, Italia)

 

GIORNO 3

visita a Nebida e Masua, trasferimento all’isola di San Pietro

Quando scendiamo per fare colazione fa già molto caldo e quindi decidiamo di consumarla all’aperto, al fresco, sulle poltrone in vimini che circondano la piscina. Le prime pagine dei giornali evidenziano il rischio default della Grecia (sull’orlo di un crack finanziario) ed il nostro pensiero va subito ai nostri parenti che vivono laggiù.

Siamo in piena zona mineraria del Sulcis e sugli avvallamenti color ocra appena fuori Iglesias, vediamo le strutture della miniera di Monteponi. Prima di raggiungere Portovesme, località di partenza dei traghetti per San Pietro, ci concediamo un’ultima escursione verso il mare. Lasciamo la statale n°126 ed attraverso una strada panoramica, a cui lati crescono delle grandi piante di aloe vera, ci arrampichiamo fino a Nebida e Masua, due piccoli borghi situati in cima a dei promontori.

 

Viaggio in Sardegna, panorama nei pressi di Nebida (Italia)

Panorama nei pressi di Nebida (Sardegna, Italia)

 

Dai vari belvedere che incontriamo durante il tragitto ammiriamo un panorama suggestivo: quattro faraglioni, uno dietro l’altro, il primo dei quali popolato da una chiassosa colonia di gabbiani. Dalle spiaggette di Masua, tra formazioni rocciose color grigio, si vede il Pan di Zucchero, un vero e proprio monumento della natura, un faraglione alto 132 metri originato dall’erosione del mare che ne ha determinato l’isolamento dalla terraferma. Da Nebida invece si vedono le rovine della laveria Lamarmora affacciata sul mare.

 

Viaggio in Sardegna, il Pan di Zucchero a Masua (Italia)

Il Pan di Zucchero di fronte alla spiaggia di Masua (Sardegna, Italia)

 

Alle ore 13.30 salpiamo da Portovesme in direzione Carloforte, Isola di San Pietro (nelle prossime settimane pubblicheremo il nostro resoconto di viaggio).

 

NOTE

Causa gli operativi dei voli avevamo a disposizione dei tempi un po’ stretti, ma con il senno di poi avremmo dedicato un giorno in più alla Costa Verde. Un posto che ci ha stregati!

 

Viaggio in Sardegna, rovine della laveria Lamarmora (Italia)

Rovine della laveria Lamarmora nei pressi di Nebida (Sardegna, Italia)

 

DOVE DORMIRE IN COSTA VERDE ED IGLESIENTE

In un viaggio itinerante come il nostro quindi, avevamo l’esigenza di cambiare sistemazione ogni due giorni. Gli alloggi erano stati scelti accuratamente tenendo conto dello sviluppo del nostro itinerario, cercando di mediare tra qualità, prezzo e posizione strategica rispetto alle località da visitare. Ad Iglesias avevamo alloggiato al Le Tour Hotel, una buona sistemazione situata appena fuori il centro città, ma dalle ultime informazioni in mio possesso la struttura è stata chiusa definitivamente.

stefano

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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