SARDEGNA, UN WEEK END NELL’ISOLA DI SAN PIETRO

SARDEGNA, UN WEEK END NELL’ISOLA DI SAN PIETRO


Come avevo accennato nell’articolo dedicato alla Costa Verde ed all’Iglesiente, non eravamo mai stati in Sardegna e per questa ouverture avevamo deciso di concentrare la nostra visita nella zona sud occidentale. Nell’itinerario quindi avevamo inserito anche un paio di giorni da trascorrere nell’isola di San Pietro.

Il viaggio è stato organizzato in autonomia; fissate le date, pianificato l’itinerario ed acquistati i biglietti dei voli sul sito della compagnia aerea, non ci restava che noleggiare l’auto e trovare gli alloggi migliori per le nostre esigenze.

 

Via del Sale Carloforte isola San Pietro

Via del Sale a Carloforte, Isola di San Pietro

 

L’isola di San Pietro, una delle isole a sud della Sardegna, si adatta particolarmente alle vacanze per famiglie con bambini ed agli amanti del turismo slow, food e outdoor. L’isola infatti oltre al mare e le spiagge offre ai suoi visitatori un’ampia gamma di attività da praticare all’aria aperta come le passeggiate, il trekking e le corse in bici, sia da corsa sia mountain bike.

Numerosi sono i punti di interesse dell’isola e qui di seguito vi presentiamo un itinerario di massima di due giorni (un giorno intero e due mezze giornate), oltre ad alcuni consigli pratici ed informazioni utili per organizzare al meglio la visita.

 

ISOLA DI SAN PIETRO SARDEGNA: IL NOSTRO ITINERARIO

GIORNO 1

Trasferimento all’isola di San Pietro

Alle ore 13.30 salpiamo da Portovesme e dopo circa 40 minuti di navigazione attracchiamo sul molo di Carloforte, posto proprio di fronte alla statua di Re Carlo Emanuele III° di Savoia.

Prendiamo posto nel nostro albergo situato pochi chilometri fuori città, in località Taccarossa. La struttura, semplice, è immersa in un’oasi di natura e tranquillità.

 

Vegetazione isola San Pietro

Tipica vegetazione sull’Isola di San Pietro

 

Poco più avanti, in località La Punta, si trova il complesso della tonnara. Ci arriviamo in pochi minuti, attraversando una zona di villette bianche, alcuni bovini al pascolo e le proprietà delimitate da muretti a secco. Alcuni edifici della tonnara sono tutt’ora in funzione, altri invece sono chiusi ed in stato di abbandono.

Attraversiamo il cortile tra vecchie imbarcazioni in legno e reti accatastate in mucchi disordinati e raggiungiamo il molo. Arriviamo proprio nel momento in cui i pescatori stanno scaricando il bottino di giornata, sotto lo sguardo attento degli ufficiali della capitaneria di porto. I grossi tonni rossi vengono riposti grazie ad un paranco su un carretto in ferro trainato da un trattore, per poi essere trasportati all’interno degli edifici per la lavorazione e la conservazione.

 

Tonnara Carloforte Isola San Pietro

La vecchia Tonnara di Carloforte, Isola di San Pietro

 

Siccome il mondo è piccolo (come si dice), tra la piccola folla di marinai, pescatori, operai ed impiegati conosciamo Marco, friulano come noi, che vive a non più di 15 chilometri da casa nostra. Si trova qui per lavoro e rappresenta la ditta che acquista la quasi totalità del tonno pescato in questa tonnara. È arrivato qui alla fine di aprile, ci racconta che la prima mattanza si è svolta a metà maggio e, ad occhio e croce, stima di rimanere qui a Carloforte ancora una decina di giorni, giusto in tempo per un’ultima battuta di pesca.

 

Piazza Pegli Carloforte isola San Pietro

Piazza Pegli a Carloforte, Isola di San Pietro

 

Rientriamo a Carloforte al tramonto. Ci fermiamo alcuni minuti in piazza Repubblica. È di forma quadrata, vicino ai vertici ci sono quattro grosse piante (tre sono sicuramente magnolie) attorno alle quali sono state costruite in cerchio delle panchine in laminato di ferro. Sono occupate principalmente da anziani e la cosa strana è che gli uomini stanno con gli uomini e le donne con le donne.

Anche piazza Pegli è animata, anche se la gente non si ferma in quanto poco riparata dal sole.

 

Isola San Pietro

Le vecchie saline di Carloforte, Isola di San Pietro

 

Prima di chiudere la giornata trascrivo alcuni brevi cenni storici sull’isola. Nel 1738 fu colonizzata dagli abitanti di Tabarka, un’isola tunisina, colonia ligure di proprietà dei Lomellini, allora signori di Pegli, che allo scopo di sfruttare i ricchi banchi di corallo l’avevano popolata con pescatori provenienti prevalentemente da quella località della Liguria.

I motivi che spinsero i tabarkini ad abbandonare l’isola furono soprattutto l’impoverimento dei banchi di corallo, la limitata estensione dell’isola, che non era più in grado di soddisfare le esigenze di una popolazione in continua crescita e le incursioni dei pirati. Conosciuta l’intenzione del Re Carlo Emanuele III° di voler ripopolare la Sardegna, ne approfittarono per lasciare Tabarka e stabilirsi qui a San Pietro.

 

GIORNO 2

Isola di San Pietro

Dalle ampie vetrate della sala ristorante del nostro albergo, la vista spiana giù per la vallata fino al mare. Sotto di noi un giardino di ulivi, limoni, cactus, oleandri e splendide buganvillee lillà in fiore.

In lontananza, controluce, intravediamo un traghetto che fa la spola con Portovesme, il mare placido che riflette su di noi i raggi del sole e le colline che contornano la costa del Sulcis.

 

Faro Capo Sandalo isola San Pietro

Il faro di Capo Sandalo, Isola di San Pietro

 

Stamattina abbiamo in programma l’escursione a Capo Sandalo. Poco fuori l’abitato di Carloforte, prendiamo la stradina che seziona orizzontalmente in due l’isola e dopo una decina di chilometri arriviamo al faro. Lo lasciamo sulla nostra destra, parcheggiamo la macchina su uno spiazzo e da lì ci incamminiamo su un bel sentiero pavimentato verso un belvedere.

C’è pochissima gente a quest’ora e questo ci permette di sederci sugli scogli ed estraniarci da tutto. Percepiamo solo le folate del vento ed i gridi dei gabbiani, che trovano riparo sulle falesie sotto di noi. Non lontano da qui vive anche una colonia di falchi della regina. Queste sono sicuramente le zone più battute dal vento sull’isola e di conseguenza la vegetazione ne risente. È molto bassa, di specie mediterranea, come il cisto, il rosmarino, il cactus e l’euforbia.

 

Spiaggia Cala Fico isola San Pietro Sardegna

Spiaggia di Cala Fico, Isola di San Pietro

 

Un altro sentiero ci permette di scendere giù abbastanza agevolmente fino a livello del mare. Prima di rientrare a Carloforte ci fermiamo sulla spiaggetta di Cala Fico e poi alle vecchie saline, dove avvistiamo alcuni esemplari di fenicottero rosa.

Lo scirocco intanto continua a soffiare forte, però i marinai ci hanno già preannunciato che da domani girerà in maestrale.

Trascorriamo parte del pomeriggio in una delle spiagge della costa sud dell’isola: La Bobba. Dal parcheggio antistante la cala, parte un sentiero pavimentato che in una decina di minuti di camminata porta a Le Colonne, due faraglioni circondati dalla schiuma bianca prodotta dal frangersi delle onde.

 

Colonne Carloforte isola San Pietro

Le Colonne di Carloforte, Isola di San Pietro

 

La cittadina di Carloforte è ben curata, sul lungomare fanno bella mostra di sé alberi di palma e buganvillee fiorite. Le attrazioni non sono solo concentrate nel centro storico ma anche alla periferia, comunque facilmente raggiungibili grazie a delle piacevoli passeggiate a piedi. Le facciate delle case sono di color pastello, le persiane delle finestre sono in legno mentre le porte (sempre in legno) che danno sui balconi sono chiamate galaie.

 

Lungomare Carloforte isola San Pietro

Il lungomare di Carloforte, Isola di San Pietro

 

Dal lungomare partono stretti vicoli in ascesa che si propagano nel borgo antico. La chiesa di San Carlo attende i fedeli per la celebrazione religiosa prefestiva.

 

GIORNO 3

Isola di San Pietro e trasferimento a Teulada

Apriamo gli infissi della nostra camera da letto ed appuriamo subito che i marinai avevano ragione. Una brezza fresca di maestrale infatti si infila nella nostra stanza. La struttura che ci ospita è a conduzione famigliare ed è situata in una posizione incantevole.

Uno dei proprietari ci spiega che grazie all’arrivo dei turisti lavorano da maggio ad ottobre, poi durante l’inverno si dedicano alla sistemazione del giardino e raccolgono bacche, frutta ed olive. Il vento intanto ha il pregio di espandere il profumo della macchia mediterranea mentre il cinguettio degli uccelli produce delle rilassanti melodie. A colazione gustiamo un’ottima marmellata al melograno fatta in casa.

 

Capo Sandalo isola San Pietro Sardegna

Capo Sandalo, isola di San Pietro

 

Il traghetto pian piano si allontana da Carloforte, le palme sul lungomare diventano sempre più piccole, l’isola dei Ratti e l’isola Piana ci scivolano a fianco, nonostante il mare sia mosso la navigazione non ne risente più di tanto. Nel primo pomeriggio arriviamo a Teulada.

 

COME ARRIVARE SULL’ISOLA DI SAN PIETRO

Per raggiungere l’isola di San Pietro abbiamo utilizzato i traghetti della compagnia Saremar seguendo due rotte diverse: Portovesme – Carloforte all’andata e Carloforte – Calasetta (isola di Sant’Antioco) al ritorno.

Poi per poterci muovere in totale autonomia durante il tour abbiamo noleggiato un’auto.

 

DOVE DORMIRE

A Carloforte abbiamo alloggiato in un albergo a conduzione famigliare, l’Hotel Paola, una struttura semplice affacciata al mare ed immersa in uno splendido scenario di macchia mediterranea.

 

Vicoli centro Carloforte

I vicoli di Carloforte, isola di San Pietro

 

DOVE MANGIARE A CARLOFORTE

Durante il nostro tour nell’Isola di San Pietro ci siamo affidati a pietanze al sacco per gli spuntini di metà giornata, mentre a Carloforte abbiamo cenato in due ristoranti che anche a distanza di anni ci sentiamo di consigliare:

Trattoria La Cantina, un piccolo locale situato nel cuore della città, con ottimi piatti della cucina tipica carlofortina.

 

Marina Carloforte isola San Pietro

La marina di Carloforte, Isola di San Pietro

 

Ristorante da Andrea, detto anche Osteria alla Tonnara, situato all’estremità meridionale della marina, dove oltre ad ammirare uno splendido tramonto abbiamo gustato un delizioso tonno arrosto alla carlofortina.  Eccone la ricetta:

Ingredienti:

400 gr. di tonno fresco (preferibilmente quello di Carloforte) tagliato a fette medie, olio extravergine d’oliva, 3 spicchi d’aglio sbucciati, mezzo bicchiere di vino bianco, 3 cucchiai di salsa di pomodoro, 5 foglie di alloro, aceto bianco, 1 cucchiaio di farina, sale.

Preparazione:

Lavare il tonno e asciugarlo bene. Friggerlo in una padella ampia (leggermente infarinato) in olio abbondante finché non è ben dorato. In un tegame a parte, posizionare il tonno fritto in un po’ d’olio in cui avrete dorato gli spicchi d’aglio schiacciati. Fare insaporire il tonno, aggiungere mezzo bicchiere di vino bianco e lasciar consumare per alcuni minuti. Aggiungere la salsa, alcune foglie di alloro e qualche cucchiaio di aceto bianco. Fate svaporare e lasciate consumare il tutto nella salsina di cottura con coperchio semichiuso.

 

Continuiamo il nostro viaggio nella Sardegna del Sud, tra spiagge da sogno, grotte, paesaggi di struggente bellezza e siti archeologici.

 

Articolo aggiornato il 19 luglio 2018

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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