Sydney, cosa vedere in 4 giorni nella Harbour City

Sydney, cosa vedere in 4 giorni nella Harbour City


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Sydney è senza dubbio una delle città più belle tra quelle che abbiamo visitato.

Nel mese di gennaio del 1788 la First Fleet inglese giunse a Botany Bay al comando del capitano Arthur Phillip. Deluso da ciò che vide, l’ufficiale britannico si diresse più a nord e scoprì quello che definì “il più bel porto del mondo”, Sydney Cove.

Ed è proprio così. Situata in una posizione ideale sull’omonima baia, alla foce del fiume Parramatta, è una città accogliente, multirazziale, dinamica e giovane.

 

Una veduta dei grattacieli di Circular Quay a Sydney

I grattacieli di Circular Quay

 

Avevamo organizzato il viaggio in Australia in autonomia e la Harbour City, come viene soprannominata, si era rivelata semplice da girare e sicura anche per chi viaggia con bambini come avevamo fatto noi.

Anzi per i bimbi è una vera e propria pacchia perché ci sono diverse attrazioni che catturano la loro attenzione. Per esempio tutta una serie di mammiferi e uccelli che in precedenza avevano visto solo in televisione o sulle riviste. Oppure il grande acquario di Darling Harbour, o le spiagge prese d’assalto dai surfisti e da ragazzi che fanno volare gli aquiloni.

Il nostro viaggio si era svolto nel mese di giugno del 2008 in pieno inverno australe.

 

Un ibis nei Royal Botanic Gardens di Sydney

Ibis nei Royal Botanic Gardens

 

Le poche ore di luce a disposizione sommate ai ritmi di Riccardo, che allora aveva solo dieci anni, non ci avevano permesso di vedere alcuni luoghi simbolo della città: la famosa spiaggia di Bondi Beach, il Parco Olimpico ed il suggestivo quartiere di The Rocks.

In questo articolo comunque vi forniamo alcune idee su cosa vedere a Sydney in quattro giorni, oltre ad alcuni consigli pratici ed informazioni utili su come programmare il viaggio.

 

Indice

 

Guida pratica

Dove dormire a Sydney

L’Australia in generale e la capitale del New South Wales in particolare non sono economiche e per abbattere almeno un po’ i costi elevati avevamo optato per un ostello della gioventù. La città comunque presenta un’ampia offerta di strutture ricettive, dalle più basiche ed economiche come la nostra agli hotel a cinque stelle.

Al seguente link potete verificare le migliori offerte e prenotare il vostro alloggio a Sydney.

 

L'Opera House di Sydney

L’Opera House

 

Come arrivare dall’aeroporto al centro città

L’aeroporto internazionale Kingsford Smith sorge a poco più di dieci chilometri da Circular Quay, il fulcro nevralgico della città situato nei pressi dell’Opera House.

In base alla zona dove alloggerete, per raggiungere la città avrete a disposizione un ventaglio di soluzioni.

I taxi per esempio stazionano appena fuori i terminal, anche le linee 400 e 420 degli autobus hanno una fermata davanti al Terminal 1 dei voli internazionali e al Terminal 3 dei voli domestici.

Il servizio in treno invece è offerto dall’Airport Link e la stazione è facilmente raggiungibile dalla sala arrivi.

Dopo un lungo viaggio però una delle opzioni più comode secondo noi è rappresentata da un Transfer privato. Lo potete prenotare online da casa cliccando sul link.

 

Cosa vedere a Sydney in quattro giorni

Per prendere confidenza con la città vi consigliamo di pianificare un tour con il Bus Turistico. Il biglietto ha una validità di uno o due giorni dal momento della convalida e le audio-guide sono in lingua italiana. Sono disponibili due linee che coprono in maniera capillare i punti di maggior interesse dell’intera città.

 

Nota per la lettura: troverete alcuni verbi coniugati al tempo presente perché ho trascritto il reportage così come l’avevo annotato dal vivo.

 

GIORNO 1

Dopo aver trascorso ventinove ore tra voli, scali e una notte di sonno ristoratrice, iniziamo a scoprire la città passeggiando tra Circular Quay, Opera House, Royal Botanic Gardens fino a raggiungere Mrs Macquaries Point.

 

Cosa vedere a Sydney in 4 giorni

Le rocce di Mrs Macquarie Point

 

Prime impressioni annotate sul quaderno degli appunti. Nonostante i quattro milioni di abitanti che le vengono attribuiti, la città è tranquilla ed il traffico sulle lunghe arterie che la sezionano dalla baia verso sud è moderato.

I Royal Botanic Gardens meriterebbero un capitolo a sé. Abbiamo ammirato pappagalli variopinti, ibis, sterlizie fiorite e una dracaena draco proveniente dalle Isole Canarie, trapiantata durante il directorship di Joseph Maiden tra il 1896 ed il 1924.

La pianta si è rovesciata su sé stessa alcuni mesi fa a causa delle violente precipitazioni. La municipalità ha preso a cuore il problema e sta facendo enormi sforzi nel tentativo di salvarla. Un cartello posto al suo fianco ci informa che le possibilità di riuscita dell’operazione si aggirano sul 40-60%.

PS: una testimonianza di Alberto Puddu del 2019 (che ringrazio), mi segnala che la pianta è ancora lì al suo posto.

 

Esemplare di Dracaena Draco nei Royal Botanic Gardens di Sydney

Esemplare di Dracaena Draco

 

È mezzogiorno e la stradina che fiancheggia la baia tra Mrs Macquaries Point e l’Opera House si popola di persone che fanno jogging: giovani e meno giovani, maschi e femmine, studenti ed impiegati. È una città che va proprio di corsa.

L’Opera House è sicuramente il monumento architettonico più famoso di Sydney e forse dell’intera Australia. È stata realizzata tra il 1959 ed il 1973 (anno della sua inaugurazione) sul progetto dell’architetto danese Jørn Utzon. Secondo alcuni critici d’arte il teatro dell’Opera di Sydney rappresenta una flotta di imbarcazioni a vela che partono per una regata.

Consumiamo il primo pasto in terra aussie in una food court di Circular Quay. Ci guardiamo in giro e ci accorgiamo di essere tra i pochi turisti presenti. I tavolini sono occupati da impiegati, commesse ed operai.

Tra un boccone e l’altro buttano distrattamente lo sguardo sui monitor che stanno trasmettendo le immagini della partita di calcio tra Australia e Cina, giocatasi ieri sera qui a Sydney al Telstra Stadium.

La sconfitta per 0-1 non pregiudica comunque il passaggio dei Socceroos alle successive fasi eliminatorie della zona asiatica per la qualificazione alla Coppa del Mondo 2010, che si svolgerà in Sud Africa.

 

I Royal Botanic Gardens a Sydney

All’interno dei Royal Botanic Gardens

 

Ci sediamo sulla banchina in pietra rosacea che si snoda tra l’Opera House e Circular Quay. È un posto di una tranquillità unica che mette subito a proprio agio le persone che si fermano lì. Si sentono solo i gridi dei gabbiani e le sirene dei battelli in partenza dal vicino molo.

Di fronte a noi una serie di esercizi commerciali con aiuole fiorite di sterlizie color arancio. Per scaldarci rigiriamo tra le mani un bicchiere di cappuccino bollente. Alle nostre spalle l’imponente Harbour Bridge veglia su di noi.

L’Harbour Bridge è il ponte più famoso di Sydney e la sua costruzione è iniziata nel 1923. È stato realizzato in metallo, ha una lunghezza di 1.149 metri, un’altezza minima di 49 ed una massima di 134 metri.

Collega il CBD (Central Business District) con la zona settentrionale della città, North Shore. È possibile visitarlo partecipando ad una escursione guidata che prevede l’arrampicata sul ponte, un’esperienza veramente unica che ti fa venire l’adrenalina solo a pensarci.

 

L'Harbour Bridge di Sydney

Harbour Bridge

 

C’è una scolaresca femminile, probabilmente in gita. Alcune ragazze stanno scattando delle foto ricordo, altre stanno scrivendo delle cartoline. Tutte indossano la livrea dell’istituto: camicia bianca, cravatta scura, maglioncino blu, gonna in tartan scozzese verde e blu, calze nere.

Quelle di fede islamica indossano anche il chador. Rappresentano diverse etnie: anglosassone, europea, aborigena, asiatica, indiana, maori ed araba.

Nel tardo pomeriggio i pub si riempiono di clienti. Qui siamo in pieno inverno e la sera le temperature calano velocemente sotto i 10°C. Gli avventori che riempiono i tavolini all’esterno si riparano dal freddo stando vicino ai funghi caloriferi alimentati a gas.

 

GIORNO 2

L’Australia è il paese dei backpacker per antonomasia e proprio questo è stato uno dei motivi per cui ho scelto di vivere questo tipo di esperienza a Sydney, alloggiando in ostello.

Sarebbe più corretto dire rivivere l’esperienza in quanto in passato ho fatto i miei primi viaggi nel Nord Europa da backpacker.

Vivere in ostello è particolarmente educativo: condividere spazi in comune, conoscere persone, scambiarsi idee ed esperienze, riordinare la propria camera, lavare le stoviglie dopo aver cucinato. Riccardo infatti è entusiasta dell’esperienza.

Camminiamo in Elizabeth Street per raggiungere il molo. Attratti da una piccola folla di persone ci fermiamo a curiosare dalle vetrate gli studi di Channel 7. Sta andando in onda in diretta la trasmissione Sunrise, l’equivalente australiano del nostro Uno Mattina della RAI.

 

La spiaggia di Manly nei pressi di Sydney in Australia

La Manly beach, sullo sfondo l’oceano Pacifico

 

Scrivo questi appunti seduto su una panchina in legno nella South Steyne di Manly. È una piccola località turistica che si affaccia a sud sulla baia di Sydney ed a nord sulle acque dell’Oceano Pacifico.

Davanti a noi c’è Manly Beach. Le onde impetuose del mare perdono velocità e forza man mano che si avvicinano alla battigia, mentre sopra i nostri sandwich volteggiano minacciosi i gabbiani.

Percorrendo in traghetto il tragitto che ci ha portati da Circular Quay al Manly wharf, in lontananza abbiamo intravisto i due promontori che delimitano la baia. Oltre loro il nulla, con la vista che si perde all’orizzonte verso quello che fino a poco più di due secoli fa rappresentava l’ignoto.

Durante la giornata abbiamo percorso a piedi un tratto della Manly Scenic Walkaway, in mezzo alle stelle di Natale in fiore. La camminata si sviluppa attraverso un sentiero che in alcuni tratti costeggia il mare mentre in altri si incunea tra le case ed i giardini verso l’interno.

 

La baia di Manly nei pressi di Sydney in Australia

La baia di Manly

 

È un continuo saliscendi tra giardini ben curati e villette che si affacciano sulla baia, sulle cui acque calme sono ormeggiate diverse imbarcazioni a vela.

Gli australiani sono un popolo che ama l’acqua e di conseguenza tutti gli sport acquatici. Le regate di vela sono naturalmente tra questi. Tra Natale e Capodanno di ogni anno infatti, parte da qui una delle sfide veliche più importanti e prestigiose del mondo, la Sydney – Hobart (il capoluogo della Tasmania).

Prendete nota, secondo noi l’escursione a Manly va annoverata tra le più interessanti attrazioni turistiche da vedere a Sydney.

 

GIORNO 3

Le persone che incrocio per strada hanno i volti distesi. Chiedo conferma ad una ragazza di Bolzano che soggiorna con noi in ostello e che al termine risulterà essere l’unica persona italiana incontrata durante il viaggio.

Vive e studia in Australia da circa un anno e tra un paio di settimane rientrerà in Italia per scrivere la tesi di laurea. Conferma a grandi linee la mia impressione e mi assicura che per esperienza personale in Nuova Zelanda le persone sono persino migliori, una terra che definisce ancora più genuina.

 

Panorama sull'area di Darling Harbour a Sydney

Panorama sui grattacieli di Darling Harbour

 

Mentre facciamo colazione, sul grande schermo della lounge – dining area dell’ostello vengono trasmesse le immagini degli incontri del torneo di tennis di Wimbledon, seguite dagli anglosassoni in religioso silenzio. Quasi in contemplazione.

Quando si arriva in Australia si deve resettare completamente il nostro concetto di caffè.

Qui viene servito in bicchieri termici forniti di coperchio e beccuccio per essere consumato nei posti più svariati. Abbiamo visto per esempio degli impiegati che se lo portano al lavoro, altri che lo bevono durante le traversate in battello, studenti ed operai che si prendono una pausa e si sdraiano a sorseggiarlo nei giardini e parchi del centro.

 

Interno dell'acquario di Sydney

Una vasca con gli squali nell’acquario di Darling Harbour

 

Continuiamo la visita di Sydney e oggi ci concentriamo sull’area di Darling Harbour. Iniziamo dall’ambiente ovattato dell’Acquario di Sydney, dove tra creature che popolano fiumi, mari, oceani e barriera corallina ci siamo immersi in un mondo magico che rapisce la fantasia di grandi e piccini.

Al seguente link potete prenotare in anticipo e comodamente online da casa il biglietto d’ingresso all’acquario.

Proseguiamo la visita all’esterno del Museo Marittimo dove è ormeggiata la replica fedele dell’Endeavour, il vascello con cui James Cook solcò più volte gli oceani.

Durante la visita all’imbarcazione veniamo amorevolmente accompagnati da anziani volontari che mettono a disposizione di tutti le loro conoscenze ed il loro contagioso entusiasmo.

Secondo noi, per la tipologia di visite da fare, la zona di Darling Harbour è una valvola di sfogo per i turisti quando a Sydney piove.

 

Panorama della zona di Darling Harbour a Sydney

Panorama sulla marina di Darling Harbour

 

Elisabetta mi fa notare che in giro si notano pochi bambini, solo quelli in età prescolare. Il motivo è presto detto: essendo inverno l’anno scolastico è in pieno svolgimento.

Per i primi coloni che si insediarono qui alla fine del 18° secolo la distanza che li separava dalla madrepatria rappresentò sicuramente un disagio, legato alla nostalgia di casa ed alla difficoltà di stabilire relazioni con gli indigeni.

Adesso invece mi sembra che la distanza geografica che li separa dal resto del mondo venga volontariamente protetta, forse per conservare intatto lo stile di vita che si sono autonomamente costruiti in questi ultimi 200 anni.

Altri luoghi visitati: il Museo Marittimo.

 

Copia fedele dell'Endeavour di James Cook a Sydney

Copia dell’Endeavour nella marina di Darling Harbour

 

GIORNO 4

Di buon mattino andiamo nel quartiere cinese e giriamo tra i negozi di Paddy’s Market. Il legame tra l’Australia e la numerosa comunità del dragone si è saldato solo negli ultimi anni, dopo che per decenni l’ingresso sul suolo australiano era regolato da severe leggi sull’immigrazione.

Percorrendo per l’ultima volta Elizabeth Street, ci fermiamo per una breve visita ed una preghiera nella St. Mary’s Cathedral.

Sullo slargo antistante fervono i preparativi per l’imminente visita di Papa Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.

Su un pennone sventola la bandiera australiana di cui abbiamo spiegato il significato nell’articolo che potete leggere cliccando sul link.

Da lì ci dirigiamo nella casa dei pipistrelli come la chiamiamo noi, i Royal Botanic Gardens, dove sulle cime degli alberi riposano a testa in giù centinaia di questi piccoli mammiferi notturni.

 

I pipistrelli ai Royal Botanic Gardens di Sydney

Pipistrelli ai Royal Botanic Gardens

 

Due artisti di strada fanno presenza costante nei pomeriggi di Circular Quay.

Il primo è un aborigeno in costume (in pratica seminudo), sta seduto per terra con la schiena appoggiata al parapetto in ferro del molo ed allieta i passanti con i suoni misteriosi del suo didgeridoo. Il secondo invece è un equilibrista che ci tiene con il fiato sospeso grazie alle sue acrobazie in bicicletta, seguite sempre da una folla numerosa.

Il sole sta tramontando su Sydney Cove. Con la faccia velata di tristezza, circondato dai gabbiani che volteggiano sopra di me, sorseggio un cappuccino bollente ed ammiro un paesaggio incantevole.

Il tramonto visto da qui rimarrà per sempre nel mio cuore, è l’ultimo fotogramma che la mia mente memorizza ed è anche quello che il tempo non riuscirà mai a scalfire.

Ci dirigiamo al wharf n°5 dove prendiamo il traghetto che da Circular Quay ci porterà a Darling Harbour. Sulla nostra destra sfila lentamente l’Opera House illuminata, poco dopo passiamo sotto il maestoso Harbour Brigde.

Prima dell’approdo a Darling (vicino l’Acquario) facciamo le fermate intermedie di Milsons Point, Mc Mahons Point, Balmain East e Balmain, alcune delle quali sulla riva nord della baia.

 

Tramonto sull'Harbour Bridge di Sydney

Tramonto sull’Harbour Bridge

 

La nostra visita termina qui! Come avete visto le cose da vedere a Sydney in quattro giorni sono tante e altre le potete aggiungere in base ai vostri gusti.

Ora se volete potete seguirci durante la nostra avventura in camper on the road lungo la Explorers Way , tra Alice Springs e Darwin.

 

Informazioni utili

Fuso orario Sydney

Ora solare standard di Sydney rispetto all’Italia: +9

Calcolare l’ora esatta comunque è abbastanza complicato perché oltre ad avere diversi fusi orari l’Australia adotta come noi l’ora legale. Quindi ricapitolando:

Dalla prima domenica di ottobre alla prima domenica di aprile l’ora di Sydney rispetto all’Italia è +10

Dalla prima domenica di aprile alla prima domenica di ottobre l’ora di Sydney è + 8

 

Presa elettrica

Procurarsi un adattatore di corrente di tipo australiano (AS3112) a tre poli, con un contatto a terra e due contatti piatti disposti a forma di V.

 

Lo skyline di Sydney sulla baia

Lo skyline di Sydney visto dalla baia

 

Valuta Australia

Dollaro Australiano – AUD (suddiviso in 100 cent)

 

Copertura sanitaria in Australia

L’Italia e l’Australia hanno stipulato una convenzione sanitaria e quindi i cittadini italiani che si recano laggiù sono coperti per alcuni servizi e trattamenti tramite Medicare.

Prima di partire è necessario recarsi alla propria Azienda Sanitaria di competenza e compilare il modulo di richiesta. Una volta arrivati in Australia bisogna andare in uno dei numerosi sportelli Medicare presenti sul territorio, consegnare l’autorizzazione rilasciata dall’ASL e in cambio ritirare la tessera sanitaria australiana valida per tutto il periodo del soggiorno.

In alternativa vi consigliamo di stipulare una assicurazione privata.

 

Articolo aggiornato il 13 maggio 2020.

 

Steve

Sono nato a Udine nel 1963 e vivo a Galleriano, un piccolo paese di campagna in provincia di Udine. Appassionato di geografia, ho viaggiato fin da piccolo grazie ai miei genitori.

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    • Stefano

      Ciao Cassandra e grazie per il contributo. In effetti non è possibile rimanere indifferenti su Sydney. È nata per essere bella ed è una città che ti mette subito a tuo agio. Tu che ci sei stata qualche giorno in più hai altri suggerimenti da dare ai lettori?

Chi siamo

Riccardo, Elisabetta e Stefano

Riccardo, Elisabetta e Stefano

Un android developer a tempo perso, una polacca innamorata dell'Italia e un appassionato di geografia prestato all'informatica.

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